Mercato: la lista della spesa biancazzurra
Foggia al lavoro su più fronti, ma a fari spenti
Pasquale Foggia ed Antonio Buscè preparano la lista della spesa. Il mercato bussa alla porta e le grandi manovre stanno per iniziare, ma il Pescara per pensare agli innesti deve prima completare alcune cessioni pesanti entro il 30 giugno per sistemare il bilancio (dopo Berardi al Venezia, cosa fatta, almeno uno tra Olzer e Di Nardo dovrà salutare), e capire quali dei senatori a scadenza rinnoveranno tra Insigne, Acampora, Brugman, Letizia e Faraoni. Sul prolungamento di tutti nella stanza dei bottoni biancazzurra si nutre un certo marcato ottimismo ed è dalla loro presenza o meno in organico che dipenderanno molte delle mosse in entrata. La priorità assoluta è quella del reperimento di un centravanti da doppia cifra al posto del partente Di Nardo, che al ritorno dalle vacanze a Miami in Florida con il suo agente valuterà tutte le opzioni sul tavolo, e in cima alla lista c'è Giacomo Parigi, elemento che mister Buscè conosce benissimo al pari di Simone Mazzocchi. Entrambi sono legati ai rispettivi club di appartenenza, rispettivamente Latina e Cosenza, fino al 2027 e dunque bisognerà aprire una trattativa con le società. Su Parigi leggi il nostro approfondimento specifico QUI. Smentite ci pervengono dall'entourage di Simone Corazza circa l'interesse del Pescara. L'esperto centravanti lascerà sicuramente l'Ascoli ma ad oggi non ci sono stati contatti con il Delfino. In mediana tutto ruota intorno alla permanenza di Brugman. Con lui ancora in biancazzurro andrà reperito un vice (Brandes piace alla Salernitana e può partire), con l'addio del sudamericano ci sono due candidature. La prima e più forte è quella di Christian Langella, fedelissimo di Buscè che lo ha voluto anche a Cosenza dopo averlo allenato a Rimini. Si tratta di una tipologia di play diversa per caratteristiche ed interpretazione del ruolo rispetto a Brugman, ma in Lega Pro rappresenta una garanzia e di lui il nuovo trainer biancazzurro si fida ciecamente. Assistito da Luigi Matrecano, che vanta solidi rapporti di stima con Foggia, il centromediano metodista come Mazzocchi ha un contratto fino al 2027 ma se il Delfino facesse sul serio lui spingerebbe per ricongiungersi al suo mentore. L'altra opzione è rappresentata da Simone Panada del Venezia, più giovane di 2 anni (è classe 2002) che era già stato chiacchierato a margine dell'affare Berardi. L'ex Atalanta Under 23 però ha bisogno di giocare con continuità e proprio l'ipotesi concreta della permanenza di Brugman lo ha allontanato dal Delfino a differenza dei jolly offensivi lagunari El Haddad cche a Pineto confermerebbero volentieri) e Cannavò, che saranno di certo biancazzurri. Con Brugman via la sua candidatura tornerebbe invece ad acquisire forza. Piace Kevin Leone, 2005 del Sassuolo assistito dall'agenzia di Claudio Vigorelli e che ha fatto molto bene nell'ultima stagione a Caserta (30 presenze e 2 gol): Foggia lo segue da tempo e può essere un buon complemento. In difesa tutto dipende da Davide Bettella, che è sotto contratto ma assai appetito in B, dal Sudtirol al Padova passando per altre squadre come il Pisa. Proprio a questo proposito nei prossimi giorni il suo entourage e Foggia si sentiranno per parlarne, ma vige ottimismo. Se restasse, la retroguardia sarebbe quasi al completo e mancherebbero solo un paio dei puntelli, senza di lui andrebbe reperito un elemento di spessore da affiancare a Ricky Capellini e Pippo Pellacani (e ai baby Giannini e La Barba). Sulle corsie esterne l'idea è quella di fare le “coppie”: un esperto e un giovane che garantisca minutaggio Lega. Letizia-Milan da un lato è coppia quasi scontata, dall'altra si cercherà di ottenere nuovamente dall'Avellino il mancino Andrea Cagnano. L'alternativa all'irpino può essere il cosentino Alessandro Caporale, 1995 che in realtà è un jolly che può giocare anche nel cuore della difesa, mentre a destra sono monitorati Pietro Ciotti, 1999 del Cosenza, e Mattia Cappelletti, 2007 del Milan Futuro che piace anche a Padova e Vicenza. Infine, Marco Davide Faraoni resterebbe volentieri al Delfino: la famiglia si trova bene a Pescara, ma per ora non c'è accordo tra le parti che comunque continuano a dialogare.
HA COLLABORATO MATTEO SBORGIA

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