Prima squadra

Il peccato originale

Tra il dire e il fare c'è di mezzo il dimostrare

01.11.2023 00:01

A CURA DI MATTEO SBORGIA

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il dimostrare. E’ proprio il caso di dirlo. Il Pescara è reduce da due ko consecutivi che ne hanno pregiudicato l’aggancio alla vetta. La Torres, infatti, ora dista ben 7punti che prima dello scontro diretto  di mercoledì erano appena 3. Ma non solo. L’Adriatico è sempre più terra di conquista per gli avversari e domenica anche la modesta seppur organizzata Recanatese ha meritatamente trionfato nello stadio dei biancazzurri. Niente drammi? Il campionato è ancora lungo? Assolutamente sì, ma occorre dire le cose come stanno. I biancazzurri non hanno l’organico per vincere il campionato e rispetto all’anno scorso si sono indeboliti. Mancano un terminale offensivo(risorsa basilare nel gioco di Zeman) e un play(altra figura fondamentale), Niccolò Squizzato e Salvatore Aloi sono  adattati nel ruolo (LEGGI QUI). In più la rosa è stata notevolmente ringiovanita e ai giovani(come si sa)  serve tempo per sbagliare, apprendere e imparare. Non si possono caricare oltremodo di aspettative, come invece ha fatto il ds Delli Carri dichiarando all’indomani dell’eliminazione dai playoff(subita per opera del Foggia) che il Pescara avrebbe dovuto vincere il campionato nella stagione 2023-2024 senza nascondersi. Un errore da matita rossa quello commesso dal direttore sportivo pugliese. Insomma, un vero e proprio peccato originale da cui poi hanno avuto origine tutti gli altri equivoci. D’altronde le parole hanno sempre un significato e un peso, dunque bisogna usarle con prudenza e raziocinio a prescindere dalle  programmazioni biennali(siamo al secondo anno) e obiettivi. I voli pindarici non servono. Vedi Avellino e Crotone, che nonostante abbiano organici ben più importanti e attrezzati rispetto al Delfino, hanno saggiamente  scelto il basso profilo, senza esporsi più di tanto in questo senso.  D’accordo che a nessuno piace stare in C, ma serve il giusto equilibrio prima di tutto. Il Pescara non può fare un torneo di vertice. Bisogna capirlo ed esserne consapevoli una volta per tutte senza drammatizzare anche perché tutto ciò potrebbe diventare  una spada di damocle per Bosco e company: un’ulteriore problematica da risolvere(ammesso che già non lo sia). I dannunziani stanno disputando campionato in linea con quelle che sono  le loro potenzialità. I ragazzi di Zeman hanno fin troppe pause, sbagliano costantemente l’approccio alla gara (in uno dei due tempi) e devono subire quasi sempre un goal prima di reagire decentemente. Peccati di gioventù si direbbe? Certo. Cose che capitano, criticità che  però confermano   il fatto di quanto il Pescara non  sia una squadra da primato. Inoltre il boemo si lamenta di continuo della passività dei suoi calciatori che dal canto loro ingoiano sovente il boccone amaro, si scusano ma poi reiterano gli stessi errori. Due domande ci sorgono spontanee a questo punto: il tecnico riesce a comunicare con i suoi ragazzi? Il gruppo squadra recepisce gli insegnamenti del proprio allenatore o c’è un sostanziale problema di incomunicabilità tra le parti?   In più i calciatori del club adriatico hanno finora dimostrato di avere ben poca elasticità mentale nelle singole scelte o decisioni da prendere in partita. Tradotto: i biancazzurri in attacco per esempio si incaponiscono con fraseggi, imbucate e tagli che, anche se rappresentano alla perfezione ciò che chiede il boemo,  non  risultano essere produttive nel momento specifico del match. Dunque  viene meno l’attitudine al problem solving(risoluzione dei problemi). Insomma, è inutile nascondere la testa sotto la sabbia. Il Delfino attualmente  nuota affannosamente nelle acque rese agitate dai  suoi  stessi grattacapi. Il mare però non può essere sempre in burrasca.. Almeno questo è l'auspicio.

FOTO MUCCIANTE

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