Addio Gorgone, in due si giocano la pole ma occhio ai nomi a sorpresa
Il punto sulla panchina biancazzurra di domani
Una stretta di mano per dirsi addio. Senza rancore, ma con immutata stima anche se le strade saranno diverse. Il Pescara e Giorgio Gorgone si separeranno alla scadenza naturale del rapporto, fissata al 30 giugno, ma già ora ovviamente sono da considerarsi ex che si guardano intorno per trovare un nuovo partner. Ed in fondo era inevitabile e naturale che fosse così, perchè era impensabile ripartire in Lega Pro con il tecnico della retrocessione. A Gorgone le offerte non mancano (Carrarese, Padova, Entella), il Pescara già da giorni a fari spenti sta portando avanti il suo giro d'orizzonte che sta delineando le gerarchie della successione. Il nome nuovo è quello di Matteo Andreoletti, giovanissimo (è classe 1989) allenatore che in carriera ha avuto importanti esperienze a Benevento e Padova (in biancoscudato è diventato il tecnico più giovane a vincere un campionato di C). Contatti preliminari già andati in scena, liberarsi dal vincolo fino al 2028 con il Padova non sarà un problema se alla fine dovesse essere lui il prescelto del management pescarese. Al momento in pole position c'è Antonio Buscè, che il ds Pasquale Foggia conosce da sempre (hanno anche giocato insieme ad Empoli ad inizio carriera). Il tecnico di Gragnano è reduce da due annate assai positive, la prima alla guida del Rimini con vittoria della Coppa Italia di Lega Pro e conseguente partecipazione agli spareggi promozione e l'ultima al timone del Cosenza, chiusa al quarto posto in regular season nel Girone C con successiva eliminazione per mano del Casarano al secondo turno dei playoff. Buscè secondo gli addetti ai lavori è un allenatore pragmatico e non dogmatico, in grado di adattare le sue idee in base all'organico a disposizione senza forzare ed è ritenuto un aziendalista nell'accezione positiva del termine: di base ha le caratteristiche giuste per varare il nuovo corso biancazzurro, anche se non è l'allenatore di grido che magari la piazza si attende. Buscè potrebbe essere seguito da Francesco Nuti, già suo vice nelle avventure a Empoli nel settore giovanile, Vibo Valentia, Rimini e Cosenza, dal collaboratore tecnico Daniele Zini e da Francesco Benassi in qualità di preparatore atletico (nelle sue precedenti esperienze, il tecnico come preparatore dei portieri si è affidato alla scelta del club). In realtà, nella stanza dei bottoni biancazzurra un profilo assai gradito resta quello di Guido Pagliuca, ancora legato all'Empoli, ma il tecnico attende eventuali sviluppi in serie B prima di prendere in considerazione di scendere di categoria anche se in una piazza importante ed ambiziosa come Pescara. Il pallino del presidente Daniele Sebastiani è Francesco Tomei, che nel 2010 da vice Di Francesco (che ha poi seguito anche a Lecce, Sassuolo, Roma e Verona) centrò con il Delfino la promozione in B. Il tecnico è impegnato nei playoff con l'Ascoli e dall'esito della cavalcata dipenderà il suo futuro. Ipotesi difficile vederlo in sella al Delfino, ma non del tutto impossibile. Nel borsino resistono altre due candidature, quelle di Attilio Tesser e, soprattutto, di Emanuele Troise. Quest'ultimo, 47 anni compiuti a febbraio, stimato dal d.s. Foggia che lo conosce da sempre date le comuni origini, nella stagione appena terminata è subentrato a Massimo Paci dopo 4 partite portando il Lumezzane al settimo posto finale in campionato. Nei playoff il team lombardo è stato eliminato al secondo turno di girone dal Cittadella. In precedenza, tra i professionisti, il classe 1979 ha allenato Arezzo e Rimini che, sotto la sua guida, nel 2024 rifilò 5 reti al Pescara di Giovanni Bucaro: la sconfitta portò alle dimissioni del tecnico pescarese, poi sostituito da Emmanuel Cascione. Perde sempre più quota la candidatura di Ivan Tisci che ora balla tra Novara e Campobasso dove potrebbe raccogliere l'eredità di Luciano Zauri che qualcuno, senza troppa convinzione e troppi riscontri, accosta al Pescara per un'esperienza ter in biancazzurro. Difficile. Resterà invece un sogno vedere Modesto sulla panchina del Pescara, almeno in questa stagione dopo quanto realizzato nell'ultima annata in B.

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