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Quale futuro per Insigne, Brugman e Bettella? Le ultime

Il punto aggiornato

28.05.2026 07:20

Il Delfino punta a mantenere invariata l'ossatura base della squadra che ha lottato fino all'ultima giornata per la salvezza. A prescindere da colui che sarà l'allenatore, il management biancazzurro vorrebbe mantenere i senatori che si erano prodotti nella clamorosa rimonta poi mortificata nelle ultime ultime giornate, a partire dai giocatori che sono stati il vero valore aggiunto del momento d'oro. Riccardo Capellini, già vincolato al club, e Gennaro Acampora, il fedelissimo del ds Pasquale Foggia che a breve dovrebbe rinnovare il contratto, faranno parte del nuovo progetto biancazzurro, ma sono tre i nomi più caldi per i quali si attendono sviluppi importanti nelle prossime settimane: Davide Bettella, Gaston Brugman e, ovviamente, Lorenzo Insigne. analizziamo dettagliatamente la questione dei tre: 

BETTELLA - A gennaio ha compiuto una scelta di vita tornando in biancazzurro e legandosi al Delfino con un contratto triennale, ma dopo l'ottima seconda parte di stagione alcune squadre cadette stanno assumendo informazioni (ad esempio il Padova). Il difensore è nel pieno della maturità calcistica (è classe 2000) e non disdegnerebbe continuare la carriera in B, ma è legatissimo a città e squadra e non esclude la permanenza anche in terza serie. Nei prossimi giorni è previsto un summit tra il ds Foggia e gli agenti del ragazzo per fare il punto della situazione e sistemare anche le clausole presenti nel contratto e che si sono attivate con la retrocessione del Delfino. La sensazione, però, è che tutto porti ad una permanenza di quello che potrebbe essere investito del ruolo di “Capitan Futuro”. 

BRUGMAN - Situazione in evoluzione positiva anche per quanto concerne la conferma di Gaston Brugman, un altro calciatore che a gennaio ha compiuto una vera e propria scelta di cuore tornando in riva all'Adriatico. Qualche contatto preliminare con il papà-agente Andreas c'è già stato, ma dato il rapporto solidissimo con il presidente Daniele Sebastiani basta sedersi intorno ad un tavolo per trovare la quadra e stringersi la mano. Di base si ragiona su un contratto pluriennale strutturato in modo particolare: almeno due anni da calciatore, se non tre per consentire al playmaker nato in Uruguay di chiudere la carriera in biancazzurro, e poi almeno un biennale da dirigente o allenatore delle giovanili. Pescara a vita, insomma, se dovesse passare questa linea e dalla stanza dei bottoni dannunziana filtra un discreto ottimismo. 

INSIGNE - Più intricata la vicenda Insigne, che ormai la tifoseria non ama più dopo i fatti di Padova. In caso di conferma una conferenza stampa sarà il primo passo per provare a chiarirsi. Un addio non è comunque più scontato come una decina di giorni fa, ma prima di fare la sua scelta il giocatore, che pensa di poter dare ancora tanto ai piani superiori del calcio italiano, vuole valutare tutte le ipotesi in campo. Il Monza è opzione concreta (qualora si concretizzasse, per la prima volta in carriera Lorenzo Il Magnifico in Italia giocherebbe al nord) mentre il Sassuolo deve prima risolvere la successione di Grosso, destinato alla Fiorentina, per poi ragionare sull'opportunità di ingaggiare il funambolo partenopeo e affiancarlo a Berardi con cui ha vinto l'Europeo 2021. Si parla di sirene da Emirati Arabi e Qatar, su impulso dell'amico fraterno Marco Verratti: i petroldollari sono sempre un richiamo forte, ma la situazione geopolitica in Medio Oriente e la scelta di un anno fa del giocatore di rinunciare a tanti soldi garantiti del Toronto pur di tornare in Italia, a rischio (poi effettivamente verificatosi) di restare a lungo fermo, per il bene della famiglia e dei suoi figli piccoli indicano l'opzione estera come residuale. Solo una suggestione la corte dell'Afragolese: se non dovesse essere A o B, Insigne giocherà solo con il Pescara.

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