Basket

Si contano le ore per il debutto NBA del pescarese Simone Fontecchio

Buon preseason per lui, ora si fa sul serio

16.10.2022 00:01

Simone Fontecchio corre veloce verso il debutto nella Lega dei Marziani. Il primo pescarese nella storia a giocare in NBA nella notte italiana tra il 19 e il 20 ottobre farà il suo esordio ufficiale con la maglia degli Utah Jazz in campionato contro i Denver Nuggets di Nikola Jokic, il gigante serbo che Simone ha affrontato e battuto poco più di un mese fa a Eurobasket con la maglia azzurra. I primi assaggi del basket a stelle e strisce, però, l'ala classe 1995 li ha già avuti in preseason. Nella prima gara con la maglia di Utah è entrato solo nel quarto periodo e sul -20 contro i Toronto Raptors ed ha totalizzato 5 punti in 8 minuti in campo con 1/3 dal campo e 3/4 ai liberi, 2 rimbalzi, 1 recupero e 1 palla persa; l'ultima gara è stata contro i San Antonio Spurs, franchigia storica del basket Usa, e in soli 12 minuti ha messo a referto 8 punti, con 2 triple e 1 schiacciata (3/7 dal campo, 2/5 da 3, 1 rimbalzo e un +13 di plus/minus). Procede dunque bene il suo adattamento ad un mondo del tutto nuovo, dove ha iniziato a misurarsi con i giocatori più forti del pianeta. "Simone deve vedersi come uno studente che deve imparare arrivando per primo agli allenamenti e andando via per ultimo”, gli ha consigliato il leggendario Dirk Nowitzki, ex campione Nba con i Dallas Mavericks e oggi ambasciatore Fiba, "e capire le differenze tra il gioco Fiba e quello americano, molto più fisico e atletico e con regole difensive diverse”. L'ex Baskonia lo sa e non ne ha fatto mistero nel mediaday dei Jazz. "So di avere molto da imparare, ma mi sento pronto e preparato", le sue parole, "firmare con i Jazz è stato un sogno che si è avverato. Sin da quando ero un bambino ho sempre sperato di poter giocare in NBA. È stato un viaggio molto lungo: ora ho quasi 27 anni e ci sono stati momenti in cui questo sogno sembrava difficile da realizzare, ma ora sono felicissimo di essere qui”. Le sue due prime tifose, la compagna Rosa e la figlia Bianca, sono con lui in questa avventura dall'altra parte dell'oceano, ma il campione non dimentica mai le origini. Prima di partire, infatti, è stato a casa del nonno Vittorio a Francavilla al Mare per giocare con Bianca nel campetto di basket dove è cresciuto. "Non importa quanto lontano si vada, l’importante è ricordarsi da dove si è partiti”, ha scritto poi Simone su Instagram. E in Abruzzo già si contano i giorni che separano Simone, premiato lunedì scorso con il Delfino d'oro insieme a papà Daniele e mamma Malì Pomilio dall'amministrazione comunale, dalla storica gara contro i Nuggets. 


 

Commenti

Dal no allo United al rilancio col Pescara: a tutto Vergani
Colombo: "Niente presunzione. Con l'Andria gara difficile, dobbiamo renderla facile noi"