Futsal

“Traditi dalla squadra: ripartiremo da zero, da chi rispetterà la maglia"

Acqua&Sapone, il momento dei processi: parla solo l'a.d. Colatriano. E tuona...

20.05.2021 00:01

“Il giorno più brutto della storia dell’Acqua&Sapone Unigross”. Neanche le cocenti delusioni per i due scudetti persi in casa, in gara5, nel 2014 e nel 2019, hanno fatto così male. Qualche giorno dopo l’eliminazione ai quarti di finale, subita sabato scorso al Palarigopiano, contro il Meta Catania, la società nerazzurra non ha ancora smaltito la delusione. Anzi, semmai fosse possibile, ogni minuto che passa fa aumentare la rabbia della proprietà e della dirigenza nei confronti della squadra. Dopo otto anni consecutivi (compreso il 2020 in cui play-off non si sono disputati) tra semifinali (quattro) e finali (tre), il clamoroso e brusco ritorno al passato, come nella stagione 2011/2012, la seconda in serie A del club della famiglia Barbarossa dopo la salvezza da neopromossa del 2011: nerazzurri fuori ai quarti contro una Marca Futsal stellare.

“Ci sentiamo traditi. Tutti ci hanno profondamente deluso, vecchi e nuovi. Ripartiremo da zero, nessuno sarà escluso dal repulisti. Quello che abbiamo dovuto vedere e subire sabato scorso è davvero troppo. Qualcuno probabilmente ha scambiato questo club e la nostra maglia per un posto sicuro e garantito, in cui basta timbrare il cartellino”, le parole durissime dell’amministratore delegato Tony Colatriano, storico dirigente nerazzurro e anima del club da quasi venticinque anni. “Giocatori senza cuore né carattere né coraggio, che si sono fatti umiliare da un’avversaria, il Catania, che ha meritato e fatto vedere il suo valore, ma che in gara1 avevamo surclassato con sette gol. Cosa sia scattato poi nella testa dei nostri giocatori, non riusciamo a capirlo. Forse pensavano di poter usare la loro superiorità part time, solo quando ne avevano voglia. Era già capitato nella semifinale di Coppa Italia”, prosegue l’a.d..

“Probabilmente avremo sbagliato qualcosa anche noi, e anche nello staff tecnico, ma la responsabilità di questa disfatta se la devono assumere i giocatori. Per fare sport ci vuole l’anima. Bisogna usare il cuore, la testa e poi anche le gambe ed i piedi. Questo non è accaduto, evidentemente ci siamo fidati delle persone sbagliate, prima ancora che di giocatori valutati più del loro autentico valore tecnico e di mercato. Ci rimetteremo subito al lavoro per cambiare tutto questo: via chi non lotta per questa maglia. Vogliamo gente che abbia gli attributi e, soprattutto, il rispetto per chi lavora ogni giorno per rendere l’Acqua&Sapone Unigross uno dei migliori club di futsal in ambito internazionale”, conclude Colatriano.

Commenti

Le "verità" di Josè Machin
Il momento delle decisioni