Prima squadra

Cascione: "L'episodio di Padova è stato determinante. Su nuovo allenatore e società dico..."

Le parole del grande ex

26.05.2026 19:06

Al quotidiano Il Centro è tornato a parlare delle vicende biancazzurre l'ex giocatore e allenatore del Delfino Emmanuel Cacione. Vediamo le dichiarazioni salienti del grande ex:

«A Pescara ho lasciato il mio cuore e tanti amici. Mi dispiace veramente per questa retrocessione». Si aspettava questa retrocessione?

«Sinceramente no. Sono rimasto un po’ deluso perché la squadra sembrava in grande ripresa e stava discretamente bene a livello fisico. Sembrava lanciata per la salvezza, poi dopo è successo l'episodio di Padova che è stato determinante».

Si è parlato tanto a Pescara di quel rigore sbagliato. Seconde lei qualcuno dovrebbe assumersi le proprie responsabilità?

«È stato un episodio strano, per commentarlo bisognerebbe capire realmente cosa è successo e può farlo solamente chi faceva parte dello spogliatoio. Anche io in quel momento mi sarei aspettato qualcosa in più da Insigne o Brugman, o di vedere sul dischetto un giocatore più esperto, ma dare le colpe a Lorenzo (Insigne ndr) mi sembra un’assoluta follia. Lui è il giocatore che è riuscito a cambiare lo spirito di una squadra già praticamente rassegnata, ha saputo trascinare l’ambiente e i tifosi. Senza di lui il Pescara sarebbe retrocesso molto prima».

Parlando di giocatori esperti, secondo lei Brugman e Insigne resterebbero anche in serie C?

«Sarebbe bello se restassero anche per ricucire la ferita che si è aperta dopo la retrocessione. Se dovessi pensare alla squadra per il prossimo anno cercherei di riconfermare la struttura di questa stagione. Anche perché la rosa era buona e allestita bene, con qualche innesto adatto alla categoria si può cercare di nuovo il salto in serie B».

Invece per la panchina? Chi vedrebbe bene come tecnico biancazzurro?

«Tra i nomi che ho letto vedrei bene Pagliuca. È un allenatore sanguigno, ma allo stesso tempo fa giocare bene le squadre. Ha un modo di lavorare molto pragmatico, a me piace questa cosa. In più sa lavorare anche con i giovani, è un nome sicuramente importante».

Dopo la retrocessione è scattata l’ennesima contestazione al presidente Sebastiani. Secondo lei sarebbe il momento di cambiare?

«La filosofia del presidente è quella di far bene con i giovani. Ha preso sempre grandissimi giocatori a livello giovanile, inserendo 4-5 giocatori più grandi e io concordo con questo modo di lavorare. Capisco le contestazioni quando poi i giovani fanno bene e vengono ceduti, ma un presidente ha anche il dovere di far quadrare i conti. Quando c’era Zeman la squadra venne allestita seguendo questa filosofia: tanti giovani e alcuni giocatori più esperti. A volte i risultati arrivano, altre volte meno. Ma Sebastiani è molto legato a questa piazza e cerca di fare il meglio per questa maglia». 

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