Bisoli vuole essere il Baldini granata. E lancia la sfida al Delfino
Reggiana-Pescara è come la finale di Champions
A Reggio Emilia l'attesa per la partita di lunedì è come quella per una finale di Champions League. Ed è febbrile come a Pescara, perchè le due squadre sono separate da un solo punto in classifica a rendere l'esito della sfida determinante anche per il proseguo del campionato: un pareggio sarebbe una condanna per entrambe in pratica, mentre se una delle due dovesse vincere non solo si rilancerebbe ma darebbe probabilmente il colpo di grazia all'avversario. Al Mapei ci sarà il debutto di Pierpaolo Bisoli, lo specialista in salvezze impossibili. Prima settimana a ritmo di sedute doppie, singoli allenamenti in questa con domani a sorpresa giorno libero per una truppa che cambierà anche tatticamente il suo abito granata. Si passerà alla difesa a 4, in avanti tre jolly offensivi dietro la prima punta che sarà Fumagalli perchè Novakovich è squalificato e Gondo, out dal 28 febbraio nello scontro diretto del Picco contro lo Spezia, al massimo sarà gettato nella mischia nel finale. Mister Bisoli ci crede e non ne ha fatto mistero in questi giorni. D'altro canto non avrebbe accettato una sfida così a 6 turni da fine campionato se non fosse totalmente convinto di potercela fare. E si è presentato assai carico alla sua nuova città, un po' come fece Silvio Baldini un anno e mezzo fa a Pescara: toccando le corde giuste e cercando di infiammare i cuori. «A mia moglie ho detto: “Se non faccio l’impresa di salvarci, dovrò sbattere la testa contro il muro perché c'è l'opportunità di fare qualcosa di importante nella prossima stagione". Vivrò 24 ore su 24 con la consapevolezza di dover portare la nave in porto. Come? Non lo so, ma farò di tutto per riuscirci perchè credo che questa società e la tifoseria meritino la B. Se non riuscirò a salvare la Reggiana sarà un cruccio che mi porterò dietro tutta la vita. La situazione chiaramente è brutta ma intanto dico che dobbiamo andare ai playout». Anticonformista, fuori dagli schemi, mai banale e anti sistema per mille aspetti: Bisoli ha davvero molti punti in contatto con Baldini. «Non mi sponsorizzo, non ho procuratore. Dico sempre la verità, anche sulle formazioni. Si vince con il lavoro e con l’unione, non con i segreti»: senti parlare Bisoli e ti sembra di ascoltare il c.t. dell'Under 21. E proprio come il “Mago Silvio”, anche lui ha un figlio nello staff (e un altro, Dimitri, lo ha allenato): è il match analyst. «Davide lavora da 6 anni con me, ma adesso ho 30 figli in squadra. È qui perché lo merita». Nell'uovo di Pasqua vuole trovare 3 punti pesantissimi.«Il primo obiettivo è il quartultimo posto, poi se saremo bravi potremo arrivare quintultimi e, se saremo bravissimi tutti insieme, centrare la salvezza diretta. Ho bisogno di tutti: presidente, giornalisti, tifosi, magazzinieri. Solo uniti possiamo salvarci. I tifosi sono fondamentali. Prometto dedizione totale. Se si perde sarò il primo a prendermi i fischi, se si vince sarò l’ultimo a prendermi gli applausi. Non prometto fumo, ma sostanza. Aggiungo che so cosa stanno passando Rubinacci e Dionigi, sono loro vicino: ho subito 9 esoneri ma la ruota gira per tutti e non bisogna fare drammi per un esonero. Capita anche ai migliori al mondo. Il bene della Reggiana viene prima di tutto. Chi vuole stare dentro è il benvenuto e io farò la guerra per lui. Chi non è pronto a faticare lo dica subito. Proteggerò sempre i giocatori: gli errori saranno miei. Sono maniacale nel lavoro e non guardo in faccia a nessuno: con me gioca chi lo merita e conta come si fatica e come si interpreta la partita. non i moduli». E come nei film, il suo primo atto sarà la partita da dentro o fuori. «La prima con il Pescara è fondamentale. Dobbiamo essere noi a dimostrare al pubblico che qualcosa è cambiato. La gente vuole vedere una squadra che lotta, che esce dal campo sporca. E io sono il primo a volerlo».

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