Vecchie armi biancazzurre che tornano utilissime ora a mister Gorgone
4 giocatori come 4 nuovi acquisit, o quasi...
Le frecce biancazurre di inizio anno per centrare il bersaglio salvezza. Giacomo Olzer, Lorenzo Meazzi e Andrea Oliveri sono le risorse alle quali mister Giorgio Gorgone può rivolgersi nelle sei finali di fine regular season e che da qualche tempo sono state un po' accantonate. Le assenze per squalifica di Acampora e Cagnano a Reggio Emilia per la gara quasi senza appello di Pasquetta lasciano due maglie libere nell'undici titolare e nel tandem di trequartisti ci sarà uno tra Olzer e Meazzi a far coppia con Insigne alle spalle del bomber Di Nardo. Quella di Olzer è stata una stagione del tutto particolare. Ad inizio anno incontenibile, con 4 gol e “mezzo” (a Mantova da regolamento la rete nata da suo tiro è stata rubricata come autogol del portiere Festa) e 1 assist nelle prime 5 gare di campionato, a partire dall'infortunio del Marassi ad inizio match con la Sampdoria (al 3') del 5 ottobre non è stato più lui. Fermo per più di un mese e mezzo per la lesione del crociato posteriore, al rientro contro il Bari nel frattempo passato a Vivarini è stato ingenuamente espulso per un duro intervento su Dorval e poi, anche per qualche fastidio muscolare e per la cresciuta concorrenza nel ruolo dopo il mercato di gennaio, ha faticato tantissimo a lasciare traccia. Non solo per colpa sua, perchè l'impiego ad intermittenza e spesso non nel proprio ruolo (ha giocato anche mezzala e falso nueve) ha avuto un ruolo determinante nell'oscurare la stella di un giocatore di grandissima qualità e che ha comunque messo la firma sulla prima vittoria dell'era Gorgone, quel 2-1 alla Reggiana che anche in riferimento alla possibile classifica avulsa finale potrebbe risultate determinante a bocce ferme. Dopo quella rete ai granata ha segnato una sola altra volta, a Castellammare di Stabia nell'ultima partita del giorne d'andata (la prima dell'anno solare 2026), dunque nella seconda parte di stagione è ancora a secco ma nella Città del Tricolore è lui il candidato forte a scendere dal 1' per provare a sbancare il Mapei Stadium, con buona pace di Lollo Meazzi. “Provvidenza”, come è chiamato il jolly, è ormai ritenuto uno “spaccapartite” e non un vero e proprio titolare. Porta la sua firma la vittoria con il Palermo e altri punti pesantissimi messi in cascina (5 gol in 883', uno ogni 177', e 1 assist), ma nelle ultime due partite (con Entella ed Empoli) è rimasto totalmente a guardare, quando il suo ingresso sarebbe stato utilissimo, e nelle ultime 4 ha disputato appena 25' totali (16' con il Bari e 9' con il Sudtirol). Il suo peso specifico nelle fortune del Delfino è monstre (in calce a 10 punti c'è anche il suo autografo), ma prima Vivarini e ora Gorgone lo ritengono un grimaldello utilissimo da usare a gara in corsa, quando la sua capacità di saltare l'uomo in velocità e creare la superiorità numerica riesce più facilmente a scardinare difese avversarie già stanche (ecco perchè grida vendetta il suo mancato impiego ad Empoli). C'è infine Oliveri. A lungo addirittura bomber aggiunto del Delfino a inizio anno (3 gol nelle prime 7 gare), è stato poi costretto a plurimi stop and go per problemi fisici di vario tipo e genere. Non scende in campo dal 6 febbraio a Cesena, ma è ormai pronto. Difficile che sia lui l'alter ego di Cagnano nella gara da non fallire di lunedì, ma verosimilmente verrà lanciato nella mischia in corso d'opera per iniziare a fargli ritrovare il ritmo partita ed aumentare il minutaggio nelle gambe in vista delle successive e determinanti 5 partite finali. Senza dimenticare Frank Tsadjout, ormai recuperato. Contro Venezia e Empoli a inizio anno sembrava Drogba, adesso ci si accontenterebbe di molto meno ma di qualcosa di positivo e determinante alla ricerda dell'obiettivo salvezza (un paio di goleltti pesanti, ad esempio...)

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