Numeri impietosi e un clamoroso paradosso...
Il Pescara 2025-26
I numeri non mentono. Era impossibile, dati alla mano, per il Pescara targato 2025-26 salvarsi, anche se il campionato ha sempre aspettato una squadra che solo al 15 febbraio è riuscita a vincere la sua terza partita stagionale e che, paradossalmente, ha chiuso il torneo al sesto posto come gol realizzati. La retrocessione, oltretutto come ultima della classe, di una squadra che alla voce “gol fatti” chiude a ridosso della top 5 rappresenta di certo un unicum nella storia del calcio cadetto: meglio del Delfino, che ha chiuso la sua annata con 51 marcature all'attivo, hanno fatto solo le promosse Venezia e Frosinone, rispettivamente con 77 e 76 reti, il Catanzaro con 62 e le corazzate Monza e Palermo, a braccetto con 61 sigilli ciascuno. Dunque, trascinati da Antonio Di Nardo con 14 reti personali, i biancazzurri hanno segnato più delle altre tre partecipanti ai playoff, ovvero Modena (2 gol in più), Juve Stabia (7) e Avellino (8), cioè un'altra neopromossa, l'unica ad aver staccato il pass del post season per la parte nobile (le altre matricole si sono salvate direttamente). Ovviamente il Delfino ha pagato enorme dazio ad una difesa colabrodo, la peggiore del campionato sin dalle primissime giornate: 66 le reti incassate in 38 partite, vale a dire la media di 1,73 a gara, leggermente migliorata dell'ultimo mese e mezzo di ostilità visto che in precedenza era di 2 gol incassati a match. Ad abbassare, anche se di poco, la media i quattro clean sheets, sui cinque totali in campionato, collezionati da Ivan Saio nel momento migliore del Delfino, vale a dire dalla trasferta vincente di Avellino (0-1) del 15 febbraio alla roboante vittoria interna sulla Virtus Entella (3-0) del 18 marzo. Si era proprio nel cuore della clamorosa rimonta biancazzurra che aveva un po' illuso tutti: dalla sconfitta interna con il Catanzaro, che ha preceduto la trasferta di Avellino, il Pescara accusava un ritardo di 10 lunghezze dalla salvezza diretta e di 8 dai playout, un gap quasi annullato proprio a partire dalla vittoria del Partenio-Lombardi, firmata Brugman, fino al blitz in casa della Reggiana (che ha chiuso davanti in classifica ma che è l'unica squadra battuta due volte dai biancazzurri) grazie a 17 punti totalizzati in 9 gare. Il Pescara è la squadra che ha vinto meno partite nel torneo 2025-26, appena sette, e a questo score vanno anche sommati i 14 pareggi e le 17 sconfitte totalizzate. Dei 35 punti complessivi messi in cascina, che valgono l'ultimo posto perchè a parità di punti lo Spezia ha il favore dei gol diretti grazie ad Artistico, autore all'andata al 93' del gol vittoria e al ritorno di quello del pareggio nella ripresa, 22 punti sono arrivati allo stadio Adriatico Cornacchia, stesso rendimento interno del SudTirol, partecipante ai plauout con il Bari, ma leggermente migliore (un punto in più) proprio dei liguri affrontati all'ultima giornata. In trasferta, invece, durante tutto l'arco del campionato sono arrivati appena 13 punti, uno score da brividi frutto di 2 vittorie (Avellino e Reggio Emilia), 7 pareggi e 10 sconfitte. Hanno fatto peggio lontano dalla propria casa Reggiana e Sampdoria, entrambe con 12 punti, e l'Entella, addirittura 8 (ma i liguri sono stati capaci di costruire la propria salvezza diretta a Chiavari, conquistando ben 34 punti). Analizzando le due gestioni tecniche, con Vincenzo Vivarini al timone il Pescara aveva conquistato 8 punti in 12 gare (1 punto in meno il successore con lo stesso numero di partite considerato), con 15 gol fatti e 25 subiti, mentre con Giorgio Gorgone la squadra ha totalizzato 27 punti in 26 partite grazie a 37 gol all'attivo e a 41 al passivo. Nota a margine: il Pescara ha il primato di aver ricevuto più multe e sanzioni per un totale di 69mila euro.

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