Pallanuoto

Pomilio nella leggenda dello sport italiano: è nella Walk of Fame Coni!

Insieme a lui un altro abruzzese, Antonio Tartaglia (bob)

21.01.2023 00:01

Amedeo Pomilio ed Antonio Tartaglia entrano definitivamente nella storia dello sport italiano. Mercoledì la Giunta Nazionale CONI, infatti, ha inserito i nomi dei due campioni abruzzesi nela nuova lista di atleti da inserire nella Walk of Fame del Parco del Foro Italico, il percorso stradale di Roma lastricato con targhe dedicate ad ex atleti dello sport italiano che si sono particolarmente distinti a livello internazionale, come quello di Hollywood dedicato alle stelle del cinema. Con l'introduzione della classe 2023, che oltre a Pomilio e Tartaglia comprende altre leggende come Flavia Pennetta, Tania Cagnotto, Niccolò Campriani, Fabio Cannavaro, Giulia Quintavalle, Marco Galiazzo, Daniele Molmenti, Gunther Huber, Marco Albarello, Maurilio De Zolt, Silvio Fauner, Giorgio Vanzetta e Carlo Molfetta, gli atleti presenti nella Walk of Fame salgono a 140. 

Già Medaglia e Collare d'oro al Merito Sportivo, Pomilio completa così la sua “collezione” di massime attribuzioni Coni, a sottolineare una carriera semplicemente straordinaria. L'attuale assistente tecnico del Settebello, è stato uno straordinario mancino prima di assurgere al ruolo di allenatore. Tra il 1987 e il 2000 ha collezionato 416 presenze con la Nazionale di pallanuoto vincendo le Olimpiadi di Barcellona 1992, il mondiale di Roma 1994 e gli europei di Sheffield 1993 e Vienna 1995 e col Pescara ha conquistato tutti i trofei possibili: Coppa dei campioni, Coppa delle Coppe (2), Coppa Len, Scudetto (3) e Coppa Italia (5). Da tecnico, oltre al Triplete con la Pro Recco nella stagione 2015-16, ha vinto l'oro con l'under 18 ai mondiali di Perth nel 2012 e, da secondo del c.t. Campagna alla guida del Settebello, ha conquistato l'argento olimpico a Londra 2012 e il bronzo a Rio 2016, gli ori mondiali a Shanghai 2011 e Gwangju 2019 oltre all'argento a Budapest 2022, l'argento europeo a Zagabria 2010 e il bronzo a Budapest 2014, e l'oro, primo ed unico successo dell'Italia, in World League nel 2022. 

”Entrare nella Walk of Fame è un riconoscimento che mi rende orgoglioso – dice Pomilio a Waterpolo Development – aver rappresentato lo sport italiano per così tanto tempo è stato un onore”. Con Pomilio, verrà inserito nella Walk of Fame un gruppo prestigioso di atleti di altre discipline che va da Tania Cagnotto, altra campionessa degli sport acquatici, a Fabio Cannavaro, il capitano dell’Italia campione del mondo di calcio a Germania 2006. “Sono in buona compagnia – continua Pomilio – e bisogna sottolineare che la pallanuoto ha ormai un bel gruppo nutrito di campioni a dimostrare il valore dello sport italiano”. Tra tante vittorie, Pomilio indica lo scudetto col Pescara la più importante ottenuta a livello di club. “La vittoria contro il Posillipo nell’87 portò il Pescara in una dimensione internazionale. È stato un risultato chiave che ci portò poi a vincere tutto il resto. La rocambolesca partita di Napoli è rimasta nella memoria di tutti, così come la seconda a Pescara, con duemila persone in acqua a festeggiare. È la vittoria che mi è rimasta più dentro”. In azzurro, invece, è facile citare Barcellona ’92. “Sicuramente è la vittoria più grande, ma ho nel cuore anche la finale per il bronzo ad Atlanta ’96 contro l’Ungheria (20-18 dopo due tempi supplementari, ndr), una partita persa e rivinta tante volte. E poi la finale degli Europei a Vienna ’95, ancora contro l’Ungheria”. Una partita che il Settebello vinse ancora prima di giocare, stemperando la tensione con la capacità di gare gruppo. “Si giocava allo stadio Prater di Vienna, nel quale era stata montata la piscina, accanto alla pista di atletica. Noi eravamo molto tesi, quel Settebello era già in fase di ristrutturazione e affrontavamo un’Ungheria molto forte. Prima della partita vedemmo che loro erano molto concentrati, avevano proprio facce da cattivi. A stemperare la tensione ci aiutò il medico Giombini, che per scherzo decise di cimentarsi nel salto in alto: capimmo che voleva aiutarci a battere il nervosismo e così lo incoraggiammo come si fa nelle gare di atletica, battendo tutti le mani a tempo. Fu divertente e mentre noi scherzavamo mezz’ora prima della gara vedemmo gli ungheresi diventare pallidi. Quell’episodio ci diede la forza di essere più spregiudicati e aggressivi, infatti iniziammo la partita con un atteggiamento sfrontato che fu decisivo per la vittoria, insieme alle parate di un grande Francesco Attolico”. 

Antonio Tartaglia da Casalbordino nel bob ha fattola storia. Ha partecipato a 4 olimpiadi invernali vincendo la medaglia d'oro nel bob a due a Nagano 1998 in coppia con Günther Huber. Vanta inoltre un argento, sempre con Huber, ai mondiali di Sankt Moritz 2007 e tre medglie, di cui due d'oro, agli europei. Nella sua bacheca anche 6 campionati italiani nel bob a due dal 1992 al 2001 e 1 nel bob a quattro. È stato responsabile della preparazione atletica e coordinatore per la coppa del mondo maschile della Nazionale per poi passare a svolgere le stesse mansioni per la squadra di slittino all'avvio della stagione 2016/17. Oggi, in cui si divide tra Roma e Casalbordino, ha il desiderio di poter restituire allo sport abruzzese tutto ciò che di bello ha ricevuto nella sua carriera, mettendo a disposizione – in particolare dei giovani – conoscenze ed esperienze raccolte in giro per il mondo. 

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