Presentazione Buscè: le parole del tecnico, Sebastiani e Foggia
Mattinata importante in casa Pescara
A CURA DI DAVIDE DE AMICIS
A tre giorni dalla partenza per il ritiro pre-campionato di Campo di Giove, in casa Pescara da oggi si inizia a
fare sul serio presentando – all’Ekk hotel di Città Sant’Angelo - il tecnico Antonio Buscè: 50 anni da
Gragnano (Napoli), reduce dal quarto posto maturato in serie C con il Cosenza nella scorsa stagione e dalla
cocente uscita al secondo turno dei play-off, maturata ad opera del Casarano. Da qui la scelta di rilanciare il
proprio percorso, scegliendo la panchina di un’altra squadra neo retrocessa in serie C, qual è il Pescara in
questo campionato 2026-2027. In effetti carica e motivazioni non mancano nel nuovo mister biancazzurro:
«Arrivo in un posto – esordisce Buscè - dove c'è una storia di calcio importante. Quindi quello che posso
dire è che ho trovato grande entusiasmo, grande professionalità. Per me la parte umana è alla base di
tutto, con i rapporti, la trasparenza, la schiettezza che dovranno esserci in tutte le situazioni che ci saranno
quest’anno. Poi, nel calcio, ci sono momenti belli e brutti, ma se c'è quella base umana dove le cose si
dicono come sono, credo che questa sia la base più importante da cui partire». Quanto al metodo per
rilanciare il cammino dei biancazzurri, Buscè non ha dubbi: «Quando nel calcio ci sono nel delle situazioni
per cui la stagione precedente è andata storta, la cosa principale è creare entusiasmo senza fare tanti
discorsi. Credo che solo col lavoro. Le cose vanno dette con grande trasparenza, senza sotterfugi, cercando
di fare il meglio possibile. Fare troppe chiacchiere nel calcio, spesso, diventa un problema. Invece serve
avere la testa bassa e lavorare per migliorare. Questo vale tanto per i giovani che per gli “anzianotti” perché
non c'è mai un’età per smettere di migliorare». Anche su quella che sarà la futura compagine, il mister
Campano non teme la fuga dei senatori (Insigne, Brugman e Acampora per ora) e guarda avanti, ricordando
i recenti trionfi dell’era Baldini: «A trattenere controvoglia i giocatori – ammonisce Antonio Buscè - si fa
sempre un errore, perché ognuno deve fare il proprio percorso nella vita umana e professionale. Quando
allenavo il Rimini (nel 2024), ho incontrato il Pescara, all’andata e al ritorno, e ho visto giocatori che
tenevano a quello che facevano, alla mentalità che avevano, c’era il rispetto per questa piazza, per questa
maglia. Ma nomi eclatanti in quella rosa non c’erano, eppure quei giocatori sono diventati bravi vincendo il
campionato (attraverso la vittoria dei play-off). Questo è segno di voler progettare, magari puntando su
qualche giocatore anche sconosciuto, perché poi il lavoro deve avere la sua importanza e vedremo se poi
raccoglieremo frutti importanti». Partendo da questo presupposto, anche sul fronte mercato il neo tecnico
del Pescara non si scompone: «C’è sempre un confronto con il presidente Sebastiani e il direttore sportivo
Foggia – precisa mister Buscé -, ma poi ognuno deve fare il proprio mestiere e io ho massima fiducia
nell’operato della società». E con la società c’è sintonia perfetta anche sul modulo tattico: «Negli ultimi
anni – ricorda l’allenatore del Pescara - ho fatto ho utilizzato il 4-3-3. Con la Vibonese mi sono divertito a
farlo, mentre l’anno scorso a Cosenza ho iniziato con il 3-5-2 - dopo averlo usato a Rimini per quelle che
erano le caratteristiche dei giocatori – per poi passare al 4-3-3 con cui abbiamo fatto delle cose
straordinarie. Con questo modulo ti diverti, dai equilibrio, copri il campo, ma poi tutto dipende dalla
mentalità che dai ai giocatori».
SEBASTIANI: “CON BUSCÉ PUNTIAMO SULLA CONTINUITÀ”
Il presidente della Pescara calcio Daniele Sebastiani si dice soddisfatto per la scelta del tecnico partenopeo:
«Oggi ripartiamo con il nuovo mister – afferma Sebastiani -, sperando che per il prossimo futuro non si
debba tornare ogni anno a presentare qualcuno. Quindi cerchiamo di dare un po' di continuità. Abbiamo
deciso di puntare su questo allenatore, perché era quello che sposava di più i nostri pensieri, la nostra idea
di calcio che coniughi insieme giovani e meno, attuando un gioco propositivo come ha saputo fare negli
ultimi anni». Continua poi a tenere banco, come puntualmente accade ogni anno, il discorso legato alla
cessione societaria, con il presidente biancazzurro che conferma le trattative attualmente in essere con due
gruppi: «Fosse per me ne andrei domani mattina – sbotta il presidente Sebastiani -, quindi stiano tranquilli
tutti quelli che hanno questo problema in testa. Però, chiaramente, bisogna trovare gente disponibile ad
entrare e soprattutto gente seria che si possa accollare una società di calcio. Per il resto, ci sono situazioni
aperte e sono anche abbastanza serie. Le sto portando avanti con grande tranquillità, senza nessun
problema, soprattutto senza fretta. Questo perché, normalmente, quando si mette fretta a qualcuno è
perché c'è da nascondere qualcosa. Noi, ringraziando di Dio, non abbiamo da nascondere niente, quindi
possono fare tutte le ricerche che vogliono, per poi arrivare ad avere una proposta seria». Ma al di là delle
trattative con gruppi imprenditoriali, il presidente del Pescara guarda con grande interesse alla proposta di
azionariato popolare, partita dal basso attraverso l’entusiasmo dei tifosi, per proporre nomi e risorse
credibili per rinnovare e rilanciare la proprietà del club: «Io sono felicissimo di questa iniziativa – sottolinea
il presidente -. Sarebbe l'unica che mi porterebbe a dare la società a gente che vuole, tra virgolette, più
bene di me al Pescara. Quando qualche volta ho detto “guardate l'Aquila” (dove l’azionariato popolare è già
in essere) qualcuno mi ha preso a parolacce. L'Aquila è una società che si regge in quella maniera, dove non
ho mai sentito un insulto indirizzato a qualcuno, perché forse qualcuno a L'Aquila ha capito cosa significa
fare una società di calcio. Quindi io appoggerei alla grandissima questa cosa». In seguito, sulla partenza di
Insigne, Brugman e Acampora, Daniele Sebastiani è molto chiaro: «Da parte loro – puntualizza il patron
biancazzurro – non c’è mai stata nessuna di protesta di restare a Pescara, altrimenti non avrei esitato a
sbugiardare qualcuno».
FOGGIA: “SE SIAMO IN SERIE C LA RESPONSABILITÀ È MIA”
Il direttore sportivo del Pescara Pasquale Foggia parla poco, ma mai come in questo caso si è espresso
mettendoci la faccia in questo momento difficile, alla vigilia di un’ennesima ripartenza dalla terza serie: «La
squadra l’ho fatta io – ammette Foggia -, le scelte le ho fatte io, per cui degli errori sono stati fatti altrimenti
non saremmo qui a parlare di serie C. Io non cerco alibi, che appartengono ai perdenti, quindi la colpa è
mia». Sul mercato il direttore sportivo biancazzurro, appare perfettamente in linea con quanto espresso da
mister Buscé: «Voi vi aspettate i nomi – replica Pasquale Foggia ai giornalisti -. Quelli possono servire come
possono rovinare in certi casi. Quindi faremo sicuramente una squadra adatta alle idee che vorrà sviluppare
il mister in campo, per quella che è la categoria di appartenenza. Come diceva Buscè, due anni fa abbiamo
vinto il campionato senza “nomi”. Poi è chiaro che arriveranno giocatori funzionali per quelle che saranno
le idee e le scelte del tecnico». D’altra parte il direttore sportivo del Pescara è stato determinante nella
scelta di mister Buscè, che conosce come le sue tasche: «Conosciamo le sue qualità – conclude Foggia -. È
un allenatore che per me ha fatto tutti gli step giusti, partendo da un settore giovanile importante (quello
dell’Empoli). Ha fatto la serie D a Vibo Valentia, per poi fare benissimo in serie C con il Rimini e con il
Cosenza in una situazione difficile. Per me era giusto andare su un profilo del genere. Poi lo conosco perché
nel mio primo anno di serie A, eravamo insieme a Empoli. Antonio Buscè era un giocatore già affermato e
conoscevo la sua persona che per me è una garanzia. Lui rispecchia i valori e i risultati che vorremmo
incarnare in questo percorso, quindi per me la decisione da prendere era semplice».

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