Prima squadra

La favola di Matteo Dagasso

Una vita cambiata in 1 anno, a suon di prestazioni doc e grazie ad un grande talento

19.05.2026 00:01

Dalla C alla A in meno di un anno, con in mezzo l'esordio in Under 21, con gol, e con la concreta prospettiva a giugno di essere tra i prescelti della Nazionale sperimentale affidata al suo mentore Silvio Baldini per le amichevoli con Grecia e Lussemburgo. Matteo Dagasso, pescarese classe 2004, venerdì scorso con il 2-2 del Picco di La Spezia ha centrato con il suo Venezia la promozione nella massima serie con un turno di anticipo rispetto alla naturale conclusione del campionato, coronando il sogno di ogni bambino che inizia a tirare calci ad un pallone. Per lui (e per il compagno Alessandro Plizzari) è il secondo campionato vinto, il primo è stato quello dello scorso anno quando via playoff il Pescara, la sua squadra del cuore, conquistò il ritorno in B. La cavalcata degli spareggi promozione e quella finale incredibile contro la Ternana, nella quale fra l’altro Dagasso fu espulso, resteranno a lungo nell'immaginario collettivo pescarese una delle pagine più belle ed emozionanti della storia di un club che a luglio soffierà su una torta con 90 candeline. “La cavalcata playoff ha rappresentato un'emozione incredibile. Giocammo l’ultima partita con lo stadio pieno, davanti a 22.000 persone, c’era tutta la mia famiglia e i miei amici”, ha ricordato Dagasso, che ha iniziato l'attuale stagione in maglia Pescara, esaudendo il desiderio di debuttare in B con la squadra della sua città, prima di traslocare a gennaio in una società con grandissime ambizioni. Ora la strada di Dagasso ha preso una direzione ben precisa, un treno per il nord, con il sogno serie A diventato realtà: “A Venezia mi sono trovato benissimo fin da subito. Anche se tutti i miei affetti sono a Pescara, spesso trovano il modo di salire e starmi vicino. D’altronde, la mia famiglia mi ha sempre lasciato molto libero, senza mettermi mai pressioni: i ragazzi devono poter giocare e divertirsi, più vengono lasciati liberi e meglio è”. Ne ha fatta di strada quel bimbo che il giorno dell'addio al Delfino pubblicò sui social la prima foto con la maglia biancazzurra sulle spalle quando era un soldo di cacio. “Ho iniziato a tirare i primi calci al pallone nel settore giovanile del Pescara da piccolissimo, avevo quattro anni e mezzo. Riuscire ad arrivare in prima squadra e centrare la promozione in serie B è stato bellissimo. Venivo da due stagioni complicate per via di infortuni: mentalmente è stata dura, ma ne sono uscito grazie anche alla vicinanza di affetti e familiari”. Dagasso vede la prima squadra per la prima volta con Zeman (esordio in Coppa Italia, Reggiana-Pescara 6-2). “Al mister devo tantissimo, perché mi ha dato la possibilità di giocare sin da subito, è un grande maestro di calcio, lo ringrazierò per sempre. Essendo di Pescara e un centrocampista, Marco Verratti è stato il giocatore che mi ha ispirato più di tutti. I miei idoli erano Pirlo e Del Piero, ora il mio giocatore preferito è Modric”. Da Zeman a Baldini il passo è stato breve: “Con lui e il suo staff c’è un grande rapporto, nell’anno in serie C mi hanno responsabilizzato molto: il mister è come un secondo padre”. E grazie al Mago Silvio si è concretizzato anche il sogno azzurro “che avevo inseguito per tanto tempo. Non ero mai stato in una Nazionale giovanile, è stata una gioia immensa e poterla condividere col mister è stato ancora più bello”. Aspettando la chiamata di giugno, a Coverciano è stato premiato come “Giovane promessa del calcio italiano”, riconoscimento individuale che fa il paio con il Premio Rocky Marciano che gli è stato attribuito la scorsa estate. Il meglio, però, sembra dovere ancora arrivare per questo tuttocampista partito da Pescara per conquistare l'Italia. 

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