Prima squadra

La diaspora è iniziata. Ma qualche senatore può restare

Il Delfino che verrà

18.05.2026 08:02

La diaspora biancazzurra è iniziata. Dopo il rompete le righe, tanti calciatori stanno lasciando alla spicciolata Pescara e moltissimi di loro non faranno rientro perchè non rientrano nei programmi della prossima stagione. È il caso, ad esempio, di Andreaw Gravillon, che proseguirà altrove la sua carriera dopo un ritorno in biancazzurro letteralmente da brividi. Lui è stata una delle grandi delusioni. Il difensore di piede destro originario della Guadalupe era arrivato da svincolato a fine settembre, quando invece al Delfino servivano due difensori mancini di cui uno un esterno di ruolo, e si era legato al club con un contratto fino a fine stagione con opzione di rinnovo biennale in caso di salvezza. Reduce dalla rottura del legamento crociato del ginocchio rimediata quando giocava nell'Adana Demirspor, non è più tornato ad essere il difensore dominante e fisicamente straripante della sua prima avventura pescarese, quella di epoca pre-Covid quando, ventenne, si era imposto come un prospetto di ottime speranze. Prestazioni sempre insufficienti ed erroracci che sono costati molti punti alla squadra lo hanno relegato presto a ruolo di panchinaro, anche se alla fine dei conti Gravillon ha comunque collezionato 1464 minuti in campo distribuiti in 24 partite. Non pochi. Chi verrà ricordato come una meteora dell'universo biancazzurro è Gabriele Corbo, centrale napoletano arrivato a parametro zero in estate dopo le esperienze estere al Montreal e al Cordoba. A inizio stagione, più per necessità (mancanza di difensori) che per scelta, mister Vincenzo Vivarini lo ha utilizzato con grande continuità, più da braccetto della difesa a tre che non da centrale (suo ruolo prediletto, occupato all'epoca da capitan Riccardo Brosco). Ha sempre giocato titolare, gara di Modena a parte, fino alla trasferta di Catanzaro inclusa, partita di debutto di Giorgio Gorgone sulla panchina dannunziana. Di lì in poi è stato relegato in soffitta, mettendo insieme appena 184 minuti distribuiti in 4 partite fino a fine campionato dei 1306 complessivamente totalizzati in stagione, 180 di Coppa Italia inclusi. C'è da valutare la posizione di Davide Faraoni, l'autore dell'ultimo gol stagionale del Delfino. In linea di massima non c'è preclusione da parte della società a prolungare il vincolo ancora di un anno, ma bisogna ragionare bene perchè il terzino, espertissimo e abile a giocare su entrambe le corsie, non ha dato eccessive garanzie di tenuta fisica, essendosi fermato a più riprese durante l'arco di tutta la stagione. Ci certo, qualora stesse bene in Lega Pro sarebbe un vero valore aggiunto come lo sarebbero Gaetano Letizia e Gennaro Acampora. Per entrambi si profila la permanenza. Il primo è legatissimo a squadra e città, ha un rapporto solidissimo con il ds Pasquale Foggia e il presidente Daniele Sebastiani e non ci saranno problemi a mettere nero su bianco. D'altro canto il giocatore a gennaio ha rinunciato a sontuose offerte provenienti da Ravenna, Salernitana e Palermo pur di restare in riva all'Adriatico. Anche per Acampora sono alte le possibilità di una permanenza e un elemento come lui in C è un vero e proprio lusso. Non farà parte del nuovo Pescara è ogni giocatore che era in prestito. Sebastiano Desplanches, portiere di proprietà del Palermo, i difensori Giorgio Altare (Venezia), Andrea Oliveri (Atalanta) e Andrea Cagnano (Avellino, dopo l'addio di Biancolino gli irpini lo riporteranno certamente alla base per farne uno dei due esterni mancini della rosa), i centrocampisti Fabrizio Caligara (Sassuolo), Lamine Fanne (Venezia) e gli attaccanti Orji Okwonkwo (Bologna), Franck Tsadjout (Cremonese) e Flavio Russo (Sassuolo) faranno rientro alla base. 

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