Editoriale

L’ultima chiamata

27.02.2013 09:14

peteam


Pescara – Udinese rappresenta l’ultima chiamata. Più volte in queste settimane si è caricata la successiva partita di aspettative e significati, ma probabilmente questa volta la gara che attende il Delfino è davvero quella da non fallire assolutamente. Sbagliarla, non procrastinerebbe più il de profundis e probabilmente farebbe diventare il cammino fino al 19 Maggio, data dell’ultimo match nella massima serie, un Calvario con percorso stabilito ed esito certo ben prima di quanto era lecito attendersi.

Un pareggio non cambierebbe nel merito il discorso appena enucleato, sarebbe una semplice aspirina somministrata ad un malato terminale. Resta la vittoria, l’unico risultato in grado di ravvivare la speranza, pur non cambiando in modo radicale le cose, e per dare linfa all’obbligo di lottare fino alla fine. D’altro canto, come si sostiene in uno dei film della saga ‘Rocky’, “è finita si dice solo alla fine” e fino a quando la matematica non certifica la condanna l’imperativo deve essere quello di non gettare la spugna.

I numeri impietosi del Pescara si correggono con segno negativo di giornata in giornata, tutti gli scontri diretti affrontati in questo mese sono stati falliti (ad eccezione del pari maturato a Palermo) e la distanza dalla quart’ultima piazza si è allungata di una lunghezza nell’ultimo turno: con questi presupposti è possibile nutrire qualche motivo di ottimismo? 

In gran parte del popolo biancazzurro c’è già rassegnazione, inutile negarlo o nasconderlo, ed anche la partita dell’Olimpico contro la Lazio non ha fornito motivi per cambiare stato d’animo. il Pescara non ha sfigurato, non è andato incontro ad una debacle, ma non ha creato nulla dando l’ennesima conferma di fragilità ed impotenza. Contro l’Udinese si dovrà vedere ben altra squadra. Ed il campo emetterà il suo ineluttabile verdetto che si spera non sia una sentenza di condanna.

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