Rimorsi, rimpianti ed errori. Ma resta tutto apertissimo
Il punto
L'ennesima sagra dei rimpianti, dei rimorsi e degli errori. Ma resta tutto apertissimo, anche se adesso mancano solo 3 giornate alla fine della regular season e gli sbagli pesano doppio. Il Pescara che è tornato da Carrara con un solo punto in tasca e la certezza di aver gettato ancora una volta alle ortiche la possibilità di svoltare la sua stagione non può rimuginare troppo ma deve guardare avanti, ai prossimi 3 impegni dei quali 2 da affrontare nel fortino dell'Adriatico. Fare filotto di vittorie potrebbe significare salvezza diretta, perchè la classifica resta cortissima e il calendario sembra strizzare l'occhio più ai biancazzurri che non alle altre contendenti al medesimo obiettivo. Oggi il Delfino è ultimo a braccetto con Reggiana e Spezia a quota 33, ma ha i playout distanti appena una lunghezza e la permanenza diretta in categoria a soli 4 punti: con gli scontri diretti in programma negli ultimi 270 minuti di torneo basta poco per scalare posizioni e mettere il muso fuori dall'acqua, tanto più che per la classifica avulsa la banda Gorgone è in vantaggio con quasi tutte le squadre (Reggiana, Bari, Entella ed Empoli, con i toscani dell'ex Brando Moruzzi che al momento sarebbero l'ultima squadra certa di partecipare alla B 2026-27). Di certo, però, l'aver buttato 5 punti ormai in cassaforte nelle ultime 2 partite è un qualcosa che grida vendetta e chiama in causa una gestione finale delle partite che ancora una volta non si è confermata all'altezza della situazione. Allo stadio dei Marmi, in realtà, l'approccio del Pescara non è stato tra i più positivi, perchè poco intenso e gagliardo e l'esser stati bucati alla prima vera occasione prodotta, con la complicità della retroguardia, poteva mettere la sfida del tutto in salita. Ed invece, trascinato da un Lorenzo Insigne che anche quando non ruba l'occhio con giocate da marziano lascia sempre il segno (il folletto partenopeo ha confezionato la quinta partecipazione alle reti pescaresi nelle ultime cinque presenze nel torneo, ovvero 2 reti e 3 passaggi vincenti), il Delfino ha raddrizzato la gara con una prodezza balistica di Gaetano Letizia, alla prima, strepitosa marcatura stagionale, e poi aveva messo addirittura la freccia nella ripresa con il primo gol biancazzurro di Gennaro Acampora, vero uomo in più della truppa. Ecco, qui c'è uno spunto di riflessione: Acampora meglio trequartista con un centrocampista di ruolo (Caligara, ad esempio, da qualche settimana un po' frettolosamente accantonato) in mediana e non interno a scambiarsi ruolo e compiti con Olzer. La sensazione, infatti, è che l'ex Brescia, ad inizio stagione indispensabile, con Insigne in campo debba sdoppiarsi in compiti di marcatura e copertura poco congeniali alle sue caratteristiche, che di base sono certamente di matrice offensiva. Libero da pressioni e con la possibilità di giocare vicino alla porta, Olzer potrebbe essere invece un valore aggiunto anche da subentrante, come quel Meazzi che, tanto con la Samp quanto con la Carrarese, ha avuto la palla buona per chiudere le partite, non riuscendoci. E se non sigilli le gare, ecco che la beffa è dietro l'angolo. Il Pescara ha sempre pagato a caro prezzo la sua incapacità di azzannare le sfide e di prestare il fianco all'assalto finale dell'avversario. All'Adriatico la circostanza ha trovato legittimazione con l'uno-due blucerchiato che ha punito oltre i propri demeriti la banda Gorgone e in Toscana ci ha pensato Bouah a staccare indisturbato in mezzo all'area di rigore per battere Saio e mandare agli archivi un 2-2, che muove la classifica di entrambe le squadre senza spingere nessuna delle due realmente vicino al proprio traguardo.

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