Gli aspetti di cui far tesoro del ko di Empoli
L'analisi del ko
La partita di Empoli ha detto parecchie cose, alcune positive e altre assai negative per il Pescara. Partiamo dalle prime. Restare in 10 uomini dopo nemmeno un quarto d'ora per l'espulsione di Acampora e andare sotto di due reti senza disunirsi ma avendo invece la forza di reagire e rimontare avendo oltretutto la palla del sorpasso, che però si è tristemente stampata sul palo, denota carattere e vis pugnandi importanti. Giocare per più di 80', recuperi inclusi, con un uomo in meno ha certamente condizionato tutta la gara del Pescara, ma i biancazzurri non hanno smarrito le proprie certezze e hanno continuato ad impostare le proprie trame di gioco come se fossero in 11, agevolandosi – è giusto dirlo – anche degli sbandamenti di un Empoli che ha gestito in modo pessimo il doppio vantaggio, è sembrato essere ancora in forte crisi e che in 11 contro 11 probabilmente non solo non avrebbe vinto ma non avrebbe nemmeno pareggiato la sfida. E qui veniamo alle note dolenti. Ripresa una partita che sembrava irrimediabilmente compromessa, non la si può poi perdere regalando altri due gol, il primo nel tuo momento migliore. A Empoli si è interrotta la striscia positiva di 3 vittorie e 2 pareggi, con 3 clean sheets, nelle ultime 5 gare ma ciò che è più grave è il ritorno alla difesa colabrodo che sembrava essere diventata solo un brutto ricordo. Quattro reti incassate nel modo nel quale sono maturate al Castellani, tre da sviluppi da palla inattiva (due corner e un calcio di punizione) e uno per gentilissimo omaggio di Letizia a Fila, non sono minimamente accettabili. La grande sofferenza sul gioco aereo e la fragilità fisica nei duelli hanno fatto il resto. Questa volta, però, non è piaciuta nemmeno la lettura di gara da parte della panchina pescarese. I cambi sono sembrati sbagliati e tardivi. Con un uomo in meno e con Insigne che inevitabilmente partecipava poco nella fase di non possesso e che una volta innescato veniva sempre almeno raddoppiato, dopo il 2-2 era forse meglio riequilibrare l'assetto e inserire forze fresche, di gamba e struttura, almeno nell'ultima mezz'ora. Ma con il senno di poi è tutto facile.

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