Pescara - Spezia 1-1, le pagelle dei biancazzurri
Il Delfino dopo solo un anno torna mestamente in C!
Anche questo campionato 2025-2026 del Pescara, tanto dei giocatori che scenderanno in campo quanto del suo allenatore, verrà valutato - partita dopo partita - dalle nostre pagelle quest’anno affidate al giornalista Davide De Amicis, direttore di Radio Speranza InBlu. Buona lettura!
SAIO, voto 5: non corre grossi pericoli in questa partita, ma sull’unica occasione pericolosa è stato carente
permettendo – unitamente alla dormita dell’intero reparto difensivo – il gol del pareggio spezzino. Un
errore che, comunque, non gli toglie una sufficienza per come ha condotto la seconda parte di stagione tra i
pali, dopo il grave infortunio occorso a Desplanches. Al di là di ciò, al 5’ respinge bene un traversone di
Lapadula. Al 22’ blocca un rinvio profondo di Bonfanti;
FARAONI, voto 7: è sicuramente il più reattivo della squadra, con la prima occasione sfruttata – ma non
capitalizzata - al quinto minuto. In seguito al 10’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuta da Insigne,
raccoglie e tira centrando la porta e portando avanti i biancazzurri. Il Pescara ha dovuto affidarsi ad un
difensore per segnare l’unico gol della partita. Un dato che la dice lunga sul calo vertiginoso delle
prestazioni da parte degli attaccanti biancazzurri, ormai privi d’ispirazione. All’8’ realizza una bella
verticalizzazione per Di Nardo, il quale però viene chiuso;
CAPELLINI, voto 4: se il buon giorno si vede dal mattino, quello di ieri per lui è stato pessimo. Infatti, fin dal
3’ allontana male un pallone che finisce sui piedi di Di Serio che tenterà il tiro finito a lato. Poi al 73’ il
disastro finale, con il ritardo su Artistico che pareggia agilmente;
BETTELLA, voto 5: al 44’ ferma efficacemente Lapadula, impedendogli di girarsi, come fa anche al 65’, ma
poi al 73’ diventa “complice” del gol del pareggio di Artistico. Prestazione altalenante la sua per tutto il coro
della gara;
LETIZIA, voto 6,5: al 10’ realizza un bel passaggio filtrante in favore di Olzer che, con un tacco spettacolare,
evita Comotto ma il suo rasoterra finisce in corner. Non fa correre grandi rischi alla squadra in difesa. Infatti
al 70’ chiude al meglio su Lapadula;
OLZER, voto 6,5: è finalmente tornato brillante, ma peccato che il campionato sia finito e nel peggiore dei
modi. Al 10’ riceve palla da Letizia e, con un tacco spettacolare, evita Comotto ma il suo rasoterra finisce in
corner. Al 43’ riceve un pallone delizioso da Insigne, ma il suo tiro è troppo lungo. Al 67’ apre
splendidamente per Insigne, che mantiene palla la quale poi gli ritorna ma viene anticipato mentre cerca la
conclusione. Al 92’ nonostante un problema alla spalla, realizza una bella manovra in fase avanzata col
pallone che arriva a Di Nardo ma il suo tiro è troppo centrale, venendo parato da Mascardi;
BRUGMAN, voto 6: anche lui si rende autore di una buona partita. Tra le altre azioni, al 16’ manda subito
un buon pallone a Di Nardo, il quale viene però anticipato. All’83’ fa arrivare un bel pallone a Insigne che,
attraverso un tunnel, salta un difensore che poi però la raggiunge e lo ferma;
VALZANIA, voto 6: è attivo, giocando una discreta partita. Prova una prima conclusione infruttuosa fin dal
primo minuto. Al 12’, sulla ribattuta di un tiro tentato da Acampora, tira un destro bloccato facilmente da
Mascardi. Al 35’ tenta di passare il pallone a Insigne, ma il suo tiro è corto;
ACAMPORA, voto 6: si impegna proficuamente, ma non basta. Al 12’ calcia dai 25 metri, ma il suo tiro
viene murato. Al 18’ sbaglia il passaggio in favore di Insigne. Al 26’ guadagna un fallo, avventandosi su di un
pallone lanciato da Insigne. Al 33’ ne guadagna un altro, venendo colpito al volto da Vignali mentre si
cimenta in una serie di dribbling. Al 58’ realizza un ottimo scambio con Insigne il quale tira il pallone, ma
viene parato da Mascardi. Al 59’ viene nuovamente colpito al volto, guadagnando l’ennesima posizione;
INSIGNE, voto 6,5: non si può dire che non sia in partita, continuando a produrre assist e occasioni, ma il
gol non arriva e il resto della squadra non capitalizza le sue occasioni. Al 10’ batte lui il calcio d’angolo che
consente a Faraoni di portare la squadra provvisoriamente in vantaggio. Due minuti dopo farà arrivare il
pallone ad Acampora il cui tiro, però, viene murato dalla difesa ligure. Al 14’ verticalizza al volo per Olzer
che tira, ma il pallone viene allontanato. Al 26’ lancia Acampora che viene fermato fallosamente. Un minuto
dopo batte la punizione, che viene respinta di testa da Lapadula. Al 43’ fa arrivare un gran pallone a Olzer,
che però se lo allunga troppo. Al 49’ gioca di sponda per Di Nardo, che non aggancia il pallone. Al 58’ riceve
un pallone succulento da Acampora, ma nonostante il bel tiro il pallone viene respinto in tuffo dal portiere
spezzino. Al 67’ riceve un buon pallone da Olzer, per poi restituirglielo, ma la conclusione di quest’ultimo è
vana venendo anticipato. All’83’ riceve un gran pallone da Brugman, riuscendo poi a saltare con un tunnel
un giocatore dello Spezia che poi, però, lo rimonta fermandolo. All’87’ serve Tsadjout, ma il suo tiro viene
respinto. Al 90’ allarga per Di Nardo, il quale tira forte ma il pallone viene parato anche se quest’ultimo si
trova in fuorigioco. Le giocate non gli sono mai mancate, anche in quest’ultima occasione, ma i gol non
sono stati abbastanza. O comunque il solo Insigne non può fare il salvatore della patria, anche quando
dovrebbe. Il rigore non calciato contro il Padova, comunque la si pensi, resterà sempre un’ombra sul suo
percorso da parte dei tifosi. Le lacrime di fine partita sono il triste commiato di questo ritorno finito male;
DI NARDO, voto 5: nelle ultime partite, sul più bello, si è spento quando più sarebbe servito. Anche stavolta
fallisce numerose occasioni. All’8’ riceve palla da Faraoni, ma viene fermato da Hristov. Al 16’ riceve una
buona palla da Brugman, ma viene anticipato da Bonfanti. Al 49’ raccoglie una punizione da Insigne, ma
aggancia la palla. Al 61’ riceve un bel cross, ma non riesce a girarsi per calciare. Al 92’ riceve palla da Olzer e
tira centrale, ma si trova in fuorigioco. Infine al 97’ riceve ancora palla da Olzer, ma il suo tiro non inquadra
la porta. Che il giocatore si impegni è evidente, ciò è stato ripagato con tanti gol, ma altrettanti ne ha
sbagliati o mancati. Ciò fa la differenza tra un buon giocatore e un campione e questo scarto ha contribuito
a condannare il Pescara alla retrocessione;
CALIGARA (dal 71’), voto 6: sembra ispirato e quattro minuti dopo il suo ingresso si procura il pallone con
una finta e calcia forte in porta, ma la palla viene parata bene da Mascardi. Tutto qui purtroppo;
OLIVERI (dal 78’), voto 6: all’84’ prova un tiro dalla distanza, ma il portiere spezzino para facilmente in due
tempi. Troppo poco anche per lui, per quanto sia entrato sul finale di gara;
TSADJOUT (dal 78’), voto 6: all’87’ viene servito da Insigne e tira, ma il pallone viene murato dalla difesa
spezzina.
ALTARE (dall’80’), voto 6: gioca gli ultimi 17 minuti di gara, non facendo correre rischi particolari alla difesa
biancazzurra. Poteva essere sfruttato di più nel finale di stagione. In C potrebbe fare comodo, chissà…
Mister Gorgone, voto 5: anche stavolta aspetta il 71’ per realizzare il primo cambio. Caligara, Oliveri e
Tsadjout avrebbero potuto incidere maggiormente con più tempo a disposizione. D’altra parte, in quasi
tutte le partite, il mister ha costantemente atteso di non poterne fare più a meno prima di effettuare dei
cambi. Una scelta che per lui avrà sicuramente una logica, ma che per addetti ai lavori e appassionati
appare piuttosto incomprensibile. Per il resto, al di là degli errori che fanno parte del gioco per un
allenatore esordiente in serie B, è stato un allenatore onesto e coraggioso, prendendo in mano una squadra
costruita male e rinforzata troppo tardi. Una compagine dallo spogliatoio mai del tutto unito con i risultati,
dal punto di vista della cattiveria agonistica assente, che si sono visti chiaramente in tutte le partite del
finale di stagione in cui la squadra è stata sempre rimontata o superata. Non ci si salva così e infatti ciò non
è avvenuto. Peccato perché con quella classifica “immobile”, il campionato era come se si fosse fermato per
attendere la salvezza dei biancazzurri che, artefici del proprio destino, hanno declinato l’invito
abbandonandosi alla terza serie. I pescaresi amano il vero calcio e meritano di meglio!

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