Prima squadra

2022-23 con nuova società o con Sebastiani? E chi in panchina?

Il punto

27.04.2022 00:01

Più che l'imminente maratona playoff, a Pescara tiene banco la possibile cessione societaria e la programmazione della nuova stagione. I due discorsi sono ovviamente indissolubilmente legati e dipingono scenari futuri diametralmente diversi. Nelle ultime dichiarazioni pubbliche (LEGGI QUI) il presidente Daniele Sebastiani ha fornito un nuovo timing per il closing (entro il mese di maggio) e parlato di 3 cordate interessate e con colloqui aperti. 

Dei due gruppi stranieri, uno appare più avanti nelle trattative rispetto agli altri due gruppi. La cordata italiana, sulla quale si cela il massimo riserbo, sarebbe composta da imprenditori che hanno già avuto esperienze nel mondo del calcio. Uno dei due gruppi esteri è rappresentato dal broker inglese Ian George, qualche mese fa visto all'Adriatico in occasione del match interno col Gubbio. In caso di passaggio di mano della maggioranza della società, Sebastiani potrebbe restare per un biennio almeno in “affiancamento” alla nuova proprietà con un ruolo manageriale. In questo chiaro, chiaramente, la nuova società sceglierebbe allenatore e d.s. (di concerto con Sebastiani, probabilmente).

Se entro il mese entrante non dovesse concretizzarsi la cessione, la nuova stagione sportiva sarà impostata dallo stesso Sebastiani (ma ciò non significa che le trattative non possano comunque andare avanti per un subentro in corso di stagione). Sarà l'attuale presidente a garantire iscrizione (non ci sono problemi) e a scegliere d.s. (potrebbe essere confermato Matteassi, nonostante un primo anno non positivo) e allenatore. Sotto il profilo del tecnico con Sebastiani ancora al timore, piace sempre Colavitto al di là delle smentite. Il coach dell'Ancona, però, è in trattative per prolungare il vincolo col club dorico ed il nuovo che piace nella stanza dei bottoni biancazzurra, secondo quanto appurato da PescaraSport24, è quello di Vincenzo Torrente, assai stimato dalla presidenze. Torrente aveva colpito già 10 anni fa quando era alla guida del Bari (con lui alla guida ci fu una delle poche sconfitte interne della Zemanlandia pescarese 2011-12) ed è assai piaciuto anche il lavoro di questa stagione col Gubbio (che potrebbe incrociare ai playoff il Delfino, se entrambe le squadre passassero il primo turno e non facesse altrettanto l'Ancona). Di Torrente, che quest'anno anche pubblicamente ha incassato i complimenti di Sebastiani, piace la predisposizione ad un calcio organizzato e propositivo e la capacità di adeguare il proprio credo agli uomini a disposizione. E' un tecnico pragmatico e non dogmatico, insomma, che vanta già una grande esperienza ed ha voglia e necessità di imporsi nuovamente al grande calcio. 

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