Insigne: "Mi chiedo come facciamo a essere ultimi. Crediamoci"
"Devo dare l’esempio alla squadra: se un giovane vede Insigne che pressa e corre, fa il doppio"
Lorenzo Insigne ha riportato il Pescara lla ribalta delle cronache sportive nazionali ed internazionali nonostante l'ultimo posto in Serie B. e sulla Gazzetta, a firma Nicola Binda, è uscita una bella intervista al fuoriclasse napoletano. Vi riproponiamo la parte in cui parla del ritorno a Pescara:
Ha segnato due gol, state facendo una rimonta emozionante: si sta divertendo?
"Tantissimo. Vedo altre squadre e mi chiedo come facciamo a essere ultimi. Faccio capire ai ragazzi di continuare così e di crederci, senza rimpianti".
A Pescara fa un ruolo nuovo, il trequartista dietro le punte libero di fare ciò che vuole. Le piace?
"Sì, mi risparmia un po’ di fatica in fase difensiva. Però devo dare l’esempio alla squadra: se un giovane vede Insigne che pressa e corre, fa il doppio".
Colpisce la sua leadership verso i compagni.
"Si vede che qualcosa di buono l’ho fatto. È stata una fortuna trovare ragazzi umili e disponibili. Non dovessero imparare tanto, non starebbero in B".
Un mese fa, Avellino-Pescara 0-1: lei in panchina, nell’altra suo fratello Roberto. Che effetto ha fatto?
"Alla fine l’ho abbracciato, i loro tifosi li contestavano e gli ho dato forza. Al Napoli qualche partita insieme l’avevamo fatta, quando era a Benevento avevamo giocato contro: siamo tornati indietro di qualche anno e ho capito di essere diventato vecchio!".
Domenica ha segnato il gol n.150. Quale ricorda?
"Me l’ha detto mio figlio. Il primo in A contro il Parma al San Paolo come si scorda? Poi quelli all’Europeo, al Bernabeu, o al Dortmund su punizione".
Il Tiraggiro è sempre caldo?
"Sempre. Più mi diverto e vado in fiducia, più vengono naturali le cose. Diciamo che è maturo...".

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