Quattro grandi ex sulla strada del Delfino
Verso Padova-Pescara
Il Delfino chiede strada a sue quattro vecchie conoscenze. Tre sono rimaste legatissime ai colori biancazzurri, la quarta invece ha ancora il dente avvelenato dopo tanti anni. Stiamo parlando di Gianluca Caprari, Marco Perrotta e Alessandro Sorrentino, ovvero i giocatori che hanno ancora Pescara nel cuore, e di mister Roberto Breda, un ex che ha vissuto una parentesi non certo positiva in riva all'Adriatico nell'anno della retrocessione in Lega Pro dei biancazzurri. Venerdì a Padova non faranno sconti, perchè i biancoscudati vanno a caccia di punti per blindare una salvezza che un paio di settimane fa si era terribilmente complicata. Con la nuova guida tecnica, subentrata ad Andreoletti il 23 marzo, il Padova si è schiodato da quota 34 punti, dove era rimasto per ben cinque giornate di fila, e vinto i due scontri diretti casalinghi con Empoli e Reggiana che hanno issato i veneti a 40 punti, adesso nella sfida contro il Pescara di Gorgone vuole certificare una permanenza in categoria da matricola che sarebbe importantissima per il futuro anche economico del club. Mister Breda ha un motivo in più venerdì per provare a fare punti, ovvero consumare una rivincita che cova ormai da 5 anni. Storia del 2020-21, l'anno iniziato con Massimo Oddo in panchina dopo il playout thrilling contro il Perugia e chiuso con Grassadonia al timone proprio dopo l'interregno Breda che, a conti fatti, risultò essere il migliore allenatore stagionale di una vera e propria armata Brancaleone. Breda venne nominato allenatore di un Delfino tristemente già ultimo il 29 novembre e il 4 dicembre, al debutto, firmò la prima pagina di speranza battendo al Del Duca l’Ascoli per 0-2 (reti di Galano e Ceter), in una sfida tra debuttanti dato che quella partita fu anche la prima sulla panchina bianconera di Delio Rossi, uno che poi si prese qualche anno dopo la sua rivincita vincendo la semifinale playoff di C all'Adriatico contro i biancazzurri di Zeman (2023). Da lì il Delfino ha iniziato una lenta ma progressiva risalita, con apice la vittoria di Reggio Emilia, firmata Scognamiglio, del 4 gennaio, ultimo match prima della sosta e della sessione invernale del mercato. In quel momento il Pescara era salvo e ci si attendevano i rinforzi idonei per rincorrere l'obiettivo permanenza in B. Non arrivarono e il 14 febbraio Breda venne sollevato dall'incarico, dopo aver raccolto 13 punti in 14 partite. Lasciò la squadra ultima in classifica, esattamente come l'aveva ereditata. Tra i grandi ex della Partitissima di venerdì ci sono tre calciatori che hanno ancora Pescara nel cuore. Gianluca Caprari e Marco Perrotta, ad esempio, abbracceranno con tanto affetto l'amico Lorenzo Insigne, con il quale nel 2011-12 furono protagonisti della Zemanlandia biancazzurra che riportò il Delfino in serie A a 20 anni di distanza dall'ultima volta. Caprari, che poi è diventato uno dei pochi nella storia del club a centrare 2 promozioni della massima serie, in quella stagione arrivò a gennaio e ci mise poco ad imporsi, iniziando una lunga storia d'amore con il Pescara che, chissà, in futuro potrebbe essere anche ripresa mentre Perrotta, all'epoca imberbe difensore stimatissimo da Zeman, fu vittima di un brutto infortunio che lo mise all'angolo proprio quando Sdengo stava per lanciarlo (il Demiurgo di Praga gettò nella mischia al suo posto Loris Bacchetti). E Ale Sorrentino? Il portiere di Mozzagrogna, assoluto protagonista nel match di andata con una prestazione monstre, in biancazzurro ha centrato un double a livello baby, vittoria di campionato e Supercoppa Primavera 2, prima di spiccare il volo e andare in A al Monza, dove ha anche giocato in sostituzione dell'attuale juventino Di Gregorio.

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