Prima squadra

De Marco: “Pescara una piazza magica per me. Zeman un padre, Baldini eccezionale"

Da LaCasadiC

29.04.2026 00:01

In soli tre anni tra i professionisti, ha conquistato una promozione in Serie B e una Coppa Italia Serie C: Antonino De Marco, protagonista con il Pescara lo scorso anno e in questa stagione con il Potenza, forse è stato lasciato andare via troppo presto. Ancora giovanissimo, poteva essere un capitale tecnico ed economico del club da valorizzare. Il centrocampista classe 2004 si è raccontato senza filtri, tra presente, passato e ambizioni future a LaCasadiC e noi vi riproniamo i tratti salienti delle sue dichiarazioni, ovviamente negli aspetti che riguardano la sua esperienza a Pescara. Buona lettura

Il legame con Pescara. La passata stagione che ha visto De Marco conquistare la promozione in Serie B con la maglia del Pescara. Proprio in finale contro la Ternana, il centrocampista classe 2004 ha segnato uno dei rigori decisivi: “Mentre camminavo per tirare il rigore non ho pensato a nulla. Ero teso durante la partita, ma ero convinto che se l’avessimo portata ai rigori avremmo vinto”. Rapporto con la piazza che, tutt’oggi, è rimasto intaccato: “Pescara è stata una piazza magica che mi ha fatto crescere. Rimarrà sempre nel mio cuore”. Sul campo dell’Adriatico, De Marco ha potuto sperimentare dal vivo gli allenamenti di due figure come Zeman e Baldini, persone che hanno influito in maniera importante sul suo percorso: “Zeman è stato come un padre, sia a livello calcistico che a livello umano. Baldini è una persona eccezionale, ha sempre creduto in noi sin dal primo giorno e questo è stato importante durante tutto il percorso”.

Nessuno credeva che avremmo potuto vincere i playoff a differenza sua. Quando ci ha detto che voleva portarci prima in B e poi in Serie A eravamo tutti scioccati, ma è stato importante”. Sempre parlando di Baldini, e del percorso che l’allenatore sta facendo con la Nazionale, ha aggiunto: “Il mister l’ho sentito un paio di settimane fa grazie a Nardini, un’altra figura importante nello spogliatoio. Per quanto riguarda la Nazionale penso sia l’uomo giusto per portarla dove merita”. Durante il percorso a Pescara hai avuto modo di condividere lo spogliatoio, tra gli altri, con Dagasso e Merola, con i quali è nata una grande amicizia: “Mi hanno aiutato molto. Matteo lo ammiro e si merita tutto ciò che sta facendo. Certo, vederlo in Serie B mi spinge a migliorarmi e provare a fare un percorso come sta facendo lui”.

 

 

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