Prima squadra

Zeman sugli spalti (forse), la Nord (all'inizio) no: le premesse di Pescara-Lucchese

Bucaro al debutto da head coach

24.02.2024 08:09

Mister Giovanni Bucaro avrebbe desiderato un'altra vigilia per la sua prima gara da capo allenatore del Pescara. Ieri mattina gli ultras della Nord hanno diramato un pesantissimo comunicato contro il presidente Daniele Sebastiani ed hanno annunciato l'intenzione di disertare gli spalti nel primo tempo della gara di oggi, ma nonostante l'ambiente non sia affatto sereno lui è carico e punta a rilanciare un Delfino che da un paio di settimane si è arenato. L'addio forzato di mister Zeman, che oggi probabilmente sarà in tribuna perchè farà ritorno a Roma solo a metà della prossima settimana, gli ha dato la chance di guidare il Pescara ma determinante è stato proprio il benestare del boemo. Che è stato pieno e convinto. «Quando la settimana scorsa abbiamo capito che il mister dopo l'operazione si sarebbe dovuto fermare c'è stato solo un discorso in generale con la società», ha raccontato, «quando poi martedì la società mi ha convocato per parlare come prima cosa ho chiamato Zeman per sapere la sua opinione. Mi ha detto “devi allenare tu”. Se non lo avesse fatto me ne sarei andato, ve lo garantisco. Così quando il direttore Delli Carri mi ha chiesto se volevo mettermi l'elmetto ho detto subito di sì». Adesso tocca a lui continuare l'opera del Demiurgo di Praga. «Ripartiremo dai concetti di Zeman, ma lui è unico e come lui non ne nascono più. Chiunque abbia provato ad imitarlo poi si è fatto male. Ha una fase difensiva estrema che gli ha consentito di fare la storia del calcio, io da ex difensore porterò inevitabilmente qualcosa di diverso. Non c'è motivo ora di cambiare modulo, non stravolgerò nulla ma qualcosa cambierà. Anche Cangelosi e Modica, che sono stati anni con lui, hanno cambiato delle cose». Non è una persona che fa proclami, mister Bucaro, ma garantisce impegno massimo. Suo e della squadra. «Indossando la maglia del Pescara non possiamo che avere come obiettivo sempre quello di vincere le partite. Il Pescara è un po' la Juve della C. Mi auguro che qui si possa ricreare quella magia che ci fu ad Avellino (quando vinse campionato e scudetto di D con una striscia record, ndr) dopo una brutta partenza e una contestazione. Dovremo essere bravi noi a portare i tifosi dalla nostra parte, con l'atteggiamento più che con il gioco. Adesso serve coraggio da parte dei miei ragazzi perchè la soluzione è difficile e tutto il gruppo sarà teso dopo 3 sconfitte di fila. Non faccio appelli, ma ai nostri tifosi chiedo di aiutare i ragazzi che sono giovani. Contestino me e la società, che non scendiamo in campo, durante la gara, ma non la squadra. Ci vuole poco a ricreare entusiasmo, ho visto l'anno scorso che lo stadio si è riempito dopo che eravamo partiti con poche persone sugli spalti. Promettere la B? Oggi sarebbe una follia. Posso promettere solo quello che posso mantenere, cioè che la squadra darà il 100% in ogni secondo a livello di atteggiamento e suderà sempre la maglia. Chi non lo farà non giocherà. Io comunque penso che non siamo inferiori a nessuno. Neanche al Cesena. Lo stesso Zeman ha grande stima di questa squadra che può e deve fare molto di più». Per la sua gara di debutto non ci saranno grandi sorprese nella formazione, ma si proverà sin da subito a dare qualche certezza in più: difesa meno alta, centrocampo più solido e il consueto tridente per provare a far male. «Dovremo essere coraggiosi e veloci». La parola passa al campo, contro una Lucchese che con il suo 3-4-3 è capace di grandi imprese ma anche di brutti scivoloni. «Dovremo stare attenti, gioca bene anche se non pè costante». La Lucchese, è appena quattordicesima in classifica con 32 punti a soli 4 punti sui playout (ma a 3 dai dai play off) ed è squadra che gioca un calcio non sparagnigno. E' in semifinale di Coppa Italia e mercoledì prossimo (28 febbraio alle ore 19) avrà il match di ritorno sul campo del Padova sconfitto all’andata per 1-0: magari l'ex Giorgio Gorgone (da giocatore 16 presenze e 1 gol da gennaio a giugno 2004 in B)  penserà anche alla Coppa, diventato in itinere un vero obiettivo per i rossoneri nelle sclete di formazione, tanto quelle iniziali quanto quelle in corso d'opera. Ha il quinto peggiore attacco del girone B con 24 gol all'attivo e in trasferta ha raccolto solo 11 punti (2 vittorie e 5 pareggi), ma il Pescara di oggi non può permettersi di sottovalutare nessuno. All’Adriatico non risponderanno all’appello capitan Tiritiello per squalifica e Fedato causa infortunio ma ci sarà Gucher, inventato centrale difensivo con licenza di impostare per provare a sparigliare le carte del match. 

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