Arriva il Giro in Abruzzo! I dettagli
Due giorni con la carovana rosa in regione
Anche quest'anno l'Abruzzo sarà grande protagonista al Giro d'Italia con 2 tappe, una assai importante nell'economia dell'edizione 2026 della kermesse rosa. Vediamo nel dettaglio da Gazzetta le frazione in questione:
1 -Settima tappa, venerdì 15 maggio, Formia-Blockhaus, 244 km, primo arrivo in salita della corsa rosa e tappa più lunga del Giro. Il via alle 10.45. Giornata con cinque stelle di difficoltà e traguardo sulla montagna abruzzese dove, il 31 maggio 1967, Eddy Merckx vinse la sua prima tappa al Giro. I giornali titolarono: "Vince un velocista belga". E invece fu l'inizio della leggenda del Cannibale. Il Blockhaus si scala dal versante più impegnativo di Roccamorice: la salita è lunga 13,6 km, dislivello 1141 metri, pendenza media all'8,4% e punte del 14% al km 9. Il traguardo è a 1665 metri di quota, davanti agli impianti sciistici di Mammarosa. Il Blockhaus si trova nel Parco nazionale della Maiella, all’interno del territorio del comune di Pretoro: dalla cima si può godere di un panorama mozzafiato che abbraccia il Gran Sasso, la natura incontaminata del Parco della Maiella e il Mar Adriatico. La prima parte della tappa si snoda lungo la costa del Basso Lazio attraverso Sperlonga e Gaeta prima di toccare nuovamente Formia e dirigersi verso nord. Dopo Venafro si percorre la strada a scorrimento che porta a Rionero Sannitico e Castel di Sangro. Primo Gpm a Roccaraso (6,9 km al 6,5% medio, max 12%) e quindi scollinamento dal Passo di San Leonardo prima della lunga discesa che porta a Roccamorice, dove inizia la salita finale di 13 km con numerosi tornanti. In salita, in posizione strategica, a 12 km dalla conclusione c'è il traguardo volante Red Bull KM che assegna abbuoni validi per la classifica: 6", 4" e 2" ai primi tre. Rettilineo finale con pendenza dell'8%. Oltre a Merckx, sul Blockhaus si sono imposti Bitossi nel 1968, Fuente nel 1972, Argentin nel 1984, Pellizotti nel 2009, Quintana nel 2017 e Hindley nel 2022. Pantani nel 1998 passò in testa sul Blockhaus, ma la tappa si concludeva a Pescocostanzo. Sul traguardo ci sono gli abbuoni per la classifica: 10", 6" e 4".
2 - Ottava tappa, sabato 16 maggio, Chieti-Fermo, 156 chilometri: il via alle 13.15. La prima parte si snoda lungo l’Adriatico e su strade larghe e sostanzialmente rettilinee, mentre la seconda va nell’entroterra Fermano con una successione di saliscendi e diversi Muri da affrontare, specialmente nel finale. Dopo Cupra Marittima, la corsa affronta il primo Gpm a Montefiore dell’Aso prima della successiva salita a Monterubbiano. Poco dopo, a 23 km dalla conclusione, c'è il traguardo volante Red Bull Km con abbuoni validi per la classifica: 6", 4" e 2". Si raggiunge una prima volta Fermo (senza passare dal traguardo) dove si affronta il Muro di via Cardarelli, per poi tornare sulla statale Adriatica e affrontare la salita di Capodarco (2,5 km al 6,3% medio, punte del 18%) a 7 km dalla conclusione e subito dopo il Muro di Fermo-Reputolo (600 metri al 14,3% medio, punte del 22%: come pendenza massima, è la più alta di tutto il Giro). Questo strappo immette nell’abitato di Fermo e si continua poi a salire per vie cittadine strette e pavimentate in pavé. Breve discesa negli ultimi 750 m per poi salire fino all’arrivo in piazzale del Girfalco con una rampa attorno al 10%.

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