Prima squadra

Le partite vanno chiuse, altrimenti...

L'analisi

20.04.2026 12:15

A CURA DI MATTEO SBORGIA 

Ennesima occasione persa dal Delfino. Altra partita cestinata sul più bello. Il Pescara a Carrara ha il merito di ribaltare la contesa, nel momento propizio Insigne e company non la chiudono e la squadra di Calabro perviene al pareggio. I playout sono a un punto, salvezza diretta  rimane a quattro lunghezze. Dunque, con 3 turni a disposizione, nulla è ancora perduto, ma da adesso in poi non si potrà più sbagliare. I biancazzurri in Toscana sono stati disattenti in difesa e poco cattivi in fase offensiva. Lussi, questi, che una compagine che deve salvarsi non può permettersi. Ma si tratta di un film già visto fin troppe volte in questa stagione: è sempre la stessa storia verrebbe da dire. I dannunziani per l'ennesima volta mostrano e dimostrano di avere limiti marchiani in fase difensiva, in cui gli errori (gravi) abbondano. Il Pescara ha un impatto iniziale alla gara troppo molle, prevedibile e remissivo. Sul goal di Distefano la difesa appare troppo molle, disattenta , impreparata. Lo stesso Saio non è esente da colpe. Guardando, invece, alle note positive va rimarcata la prestazione di Gaetano Letizia: goal( del pareggio) da urlo e prestazione attenta da parte del terzino napoletano. Da evidenziare la crescita degli adriatici in chiusura di prima frazione. Nella ripresa tale fase continua. Il Delfino sembra dominare le operazioni e il goal di Acampora(primo in stagione) è la giusta ricompensa. Nel momento topico in cui, gli uomini di Calabro sono di fatto in bambola,  gli adriatici hanno il demerito di non approfittarne: occasioni a ripetizione per raddoppiare che non vengono capitalizzate a dovere. Più che palese  l'errore di Insigne, che dopo il palo di Meazzi, calcia alto da zero metri sprecando di fatto l'impossibile. Quanto successo è un déjà vu. Le partite vanno chiuse, altrimenti ci si espone al rischio di essere raggiunti. Detto e fatto, Bouah la pareggia di testa a 7 minuti dal termine. Ripetiamo, nulla è ancora compromesso definitivamente o perduto. Ma adesso è arrivato il momento di non reiterare più gli stessi errori, se si vuole concretamente lottare per mantenere la categoria il tempo c'è, ma bisogna essere per forza di cose più precisi, determinati e continui. Tutto è ancora possibile ma bisogna cambiare marcia e farlo ora o mai più. Anche perchè continuare  sempre a sperare nella buona sorte, vale a dire nelle disgrazie altrui evitando di fare pienamente  il proprio dovere, è un esercizio improduttivo e deleterio. 

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