Prima squadra

Tanto rumore per nulla

Il commento al mercato biancazzurro

03.02.2024 08:09

Tanto rumore per nulla. O quasi. Dopo un mese di abboccamenti, sondaggi e trattative, la sessione invernale di mercato si è chiusa senza colpi a sensazione e con un bilancio numerico in parità tra uscite ed entrate. 

Sono state infatti 4 le cessioni (Manu in prestito al Pineto, Mora al Fiorenzuola, Tommasini a titolo temporaneo al Monopoli e Ciocci restituito al Cagliari che lo ha poi girato al Pontedera) a fronte di altrettanti arrivi (lo svincolato Capone, Meazzi e Sasanelli a titolo definitivo e il portiere Gasparini in prestito), 3 dei quali (i giocatori di movimento) concretizzati nelle ultime 72 ore.

 Serviva un centrocampista di qualità, individuato sin da subito in Lorenzo Meazzi, ed è arrivato, anche se nasce trequartista e va impostato come mezzala zemaniana, cosa non facile (Tunjov docet in tal senso) al netto delle indiscutibili doti dell'ex Entella, e serviva un attaccante per sostituire a livello numerico Tommasini. Si è scelto di non prendere un elemento esperto e già rodato in categoria ma di guardare in prospettiva e alla patrimonializzazione, puntando sul 2004 Sasanelli che tanto bene ha fatto a livello baby e in D con l'Andria. Non a caso è stato messo sotto contratto con un vincolo di 3 anni e mezzo, ma è tutto da dimostrare che possa essere già in questa stagione un valore aggiunto per un reparto che ha ora anche la scommessa Andrea Capone, scuola Milan e ritenuto prospetto di sicuro avvenire prima che un brutto infortunio al crociato nell'aprile del 2022 ne tarpasse le ali. Da allora non ha praticamente mai visto il campo ed in serie A croata, con la maglia del Varazdin, ha messo insieme solo 3 minuti nella prima parte di questa stagione. Per il prossimo semestre sarà biancazzurro, poi si vedrà: c'è l'opzione a favore del club per un rinnovo biennale, ma il fratello dell'ex Christian, che all'epoca della sua prima esperienza a Pescara il presidente Daniele Sebastiani definì “Il 1999 più forte d'Italia”, dovrà dimostrare di essere totalmente recuperato sul piano fisico e di avere una classe sopra la media. 

Di certo ci si aspettava che dal mercato arrivasse un attaccante di livello o, per dirla come la direbbe il management pescarese, un elemento certamente migliorativo del reparto, ma non è arrivato. Come non è stato preso un vero regista, la grande lacuna della rosa biancazzurra che dunque non è stata colmata. Si continuerà ad alternare Squizzato, Aloi e Dagasso nel ruolo, ma se il centrocampo finora è stato il reparto che Zeman ha cambiato più volte e quello che ha offerto il rendimento peggiore un motivo ci sarà e forse dipende dall'assenza di un play centrale di qualità. Zeman avrebbe poi voluto sfoltire un po' i ranghi, ma a fine sessione si ritrova con lo stesso numero di giocatori dell'inizio. “Mi dovevo allenare 12 contro 12 più i portieri invece che 10 contro 10”, aveva detto dopo il Sestri Levante quando non ancora erano stati presi gli ultimi 3 elementi. Si ritrova ora con una rosa XL e non realmente migliorata sul piano qualitativo. Dunque, sperando di essere smentiti dal campo, il bilancio del mercato non può che essere negativo. Sessione insufficiente, insomma.  La nota lieta del mercato? Essere riusciti a mantenere tutti i gioielli, da Plizzari a Milani, da Tunjov al chiacchieratissimo Cuppone passando per Mesik, per il quale sono state rifiutate ben 5 sontuose offerte dell'Heracles nell'ultimo giorno di trattative. E' stato questo il vero colpo biancazzurro, che avrà riflessi tecnici adesso ed economici la prossima estate quando sarà difficile trattenere questi giocatori senza il salto in serie B. Tutti loro, insieme al canterano Dagasso, rappresentano un capitale importantissimo per la società. 

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