Prima squadra

Iscrizione, salary cap e paracadute: le cifre del Pescara

Facciamo i conti

11.06.2026 00:01

FONTE: IL MESSAGGERO ED. ABRUZZO 

Un danno di 5 milioni di euro. È questa all’incirca la cifra persa dal Pescara a causa della retrocessione in C. Martedì 16 giugno scade il termine per l’iscrizione in terza serie e il club biancazzurro sta completando gli ultimi adempimenti. Per partecipare al torneo la società deve presentare una fideiussione di 350mila euro e pagare la tassa di iscrizione di circa 100mila euro: poco più della metà per la semplice iscrizione e altri 45mila della tassa di prima partecipazione, che deve essere versata solo dalle squadre retrocesse dalla B o promosse dalla D. Per intenderci, il contributo non deve essere pagato dal Pineto, che nella passata stagione ha partecipazione al torneo di C. Al contrario, oltre al Pescara, l’obbligo riguarderebbe il Teramo qualora dovesse essere ripescato in C. Tra le voci principali per l’iscrizione c’è quella che riguarda l’ormai famoso indice di liquidità, che misura il rapporto tra le attività e le passività correnti. Tale parametro descrive la capacità del club di fare fronte agli impegni finanziari a breve termine. Per la C il valore minimo dell'indice di liquidità è pari a 0,8, la data di riferimento è il 1° marzo con la situazione patrimoniale che deve essere obbligatoriamente depositata entro il 1° giugno. Se il club non raggiunge la soglia dello 0,8, i soci sono tenuti a effettuare versamenti aggiuntivi e a ripianare l’eventuale carenza nel rapporto tra attività e passività correnti entro il 16 giugno, al fine di completare l'iscrizione e sbloccare il mercato in entrata. Da quello che trapela il Pescara rispetta il parametro minimo stabilito e non ha problemi legati all’indice di liquidità.
SALARY CAP
L’anno scorso è stato introdotto in via sperimentale, quest’anno entrerà ufficialmente in vigore. Ad aprile 2025, per coniugare competitività e controllo delle finanze, evitare il dissesto economico e rendere il campionato più equilibrato, l’Assemblea della Lega C ha approvato il “salary cap” (tetto salariale), cioè la cifra che ogni società può spendere complessivamente per gli ingaggi dei propri giocatori in una stagione (lo staff tecnico è escluso). In sostanza, per i nuovi contratti calciatori, i club non possono spendere più del 50% del cosiddetto "valore della produzione" (somma di incassi, cessioni calciatori, contributi federale e via discorrendo) dell'anno precedente, che per il Pescara è di circa 14 milioni di euro. Dunque il club biancazzurro non può sottoscrivere contratti che superino in totale i 7 milioni di euro. Con le nuove norme ci sarà un tetto rigoroso agli stipendi, accompagnato da un controllo costante e da un sistema di sanzioni pronto a scattare in caso di violazione dei limiti prefissati.
IL PARACADUTE
Per attenuare un po’ le perdite causata dalla retrocessione e ammortizzare il drastico calo dei ricavi, ai 4 club sprofondati in Serie C viene versato un contributo solidaristico, il cosiddetto "paracadute". Pescara, Bari, Spezia e Reggiana devono dividersi un fondo totale pari a 5,5 milioni di euro, ma le cifre variano a seconde delle fasce di appartenenza. In fascia A ci sono squadre che in tre delle ultime quattro stagioni hanno militato in A e incassano un contributo di 1,9 milioni di euro, nella fascia B rientrano i club che sono stati in A o in B per due delle ultime tre annate, infine in C appartengono le società che sono state in B solo nel torneo 2025-26. In quest’ultima fascia rientra il Pescara che prenderà poco più di 800mila euro, mentre Bari, Reggiana e Spezia (tutte in fascia A) riceveranno oltre 1,5 milioni di euro.
(Da Il Messaggero ed Abruzzo, articolo di Tontodonati)

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