Prima squadra

Il fuoriclasse biancazzurro Egon Jurisic si racconta

L'intervista

06.07.2026 00:02

Mvp, con pieno merito e a furor di popolo. Addetti ai lavori, compagni di squadra, allenatore e società non hanno mai avuto alcun dubbio: Egon Jurisic è stato il vero valore aggiunto di quel dream team chiamato Pescara che a suon di record ha dominato la serie B con 21 vittorie su 22 gare disputate. “Abbiamo vissuto una stagione davvero quasi perfetta. La squadra era già al di sopra del livello del campionato, ma serviva compattarci e dimostrarlo anche in vasca”, le parole di Egon. “Mi fa piacere se mister e compagni la pensano così sul mio conto: sono stato portato qui per raggiungere questo risultato e, insieme, ci siamo riusciti. Dopo un lavoro fatto bene, la soddisfazione è sempre grande”. Come si fa ad essere ancora così performante a 38 anni? “Sto sinceramente benissimo, anche considerando l’età. Devo però ringraziare il mister per la fiducia: mi lascia molto spazio per prepararmi al meglio e aiutare anche la difesa in generale”. Quanto è stato difficile passare dal Club Aquatico al Pescara data la rivalità tra le due squadre cittadine? “Per me questo è già la terza volta in cui gioco nella stessa città con entrambe le squadre e la rivalità è un po’ simile ovunque. Quest’anno, però, il divario era troppo grande e la rivalità classica in pratica non si è vista. Devo comunque dire che in entrambe le squadre sono stato accolto molto bene e la vita a Pescara ci è diventata davvero cara”. Hai giocato ai massimi livelli in Italia, Brasile e Croazia, quali sono le differenze tra i tre campionati? E hai giocato sia nella Nazionale croata con Ratko Rudic sia in quella italiana con Alessandro Campagna, quali sono le differenze e quali i punti di contatto tra i due allenatori? “Ogni paese ha il suo modo di giocare e anche un proprio stile arbitrale. Io ho giocato in Italia sia al nord che al sud, e già lì si nota la differenza, figuriamoci tra nazioni diverse. Su Rudic e Campagna dico che parliamo di due dei migliori allenatori di questo sport. Campagna ha sicuramente preso molto dal lavoro sistematico di Rudic, ma direi che ci ha aggiunto anche qualcosa di suo, adattandosi al waterpolo moderno, più veloce e più dinamico”. Quale sarà il futuro di Jurisic? “Se resterò o no non dipende solo da me. Spero che il club trovi le condizioni per farmi restare”, risponde ma non sembrano esserci in realtà dubbi. “La volontà c’è, ma dipende da tanti fattori. Penso che questa squadra sia già costruita abbastanza bene per affrontare il campionato di A2 e credo serva cambiare il meno possibile e magari integrare l’organico con uno o due giocatori al massimo. L’idea del club deve essere quella di puntare sui giocatori locali: è l’unico modo sano di lavorare. Ho iniziato a sognare una grande famiglia e una bella vita. Sono ormai verso la fine della carriera, ma dentro di me c’è ancora tanta forza. Mi piacerebbe far parte di questo progetto e magari portare il Pescara in A1”. 

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