Prima squadra

L'uomo dei sogni

Lorenzo Il Magnifico idolo di un'intera città

09.04.2026 07:07

«Il sogno realizzato? La vittoria dell'Europeo con la Nazionale. Quello da realizzare? La salvezza con il Pescara. L'incubo? Non salvare il Pescara». Parlava così qualche giorno fa Lorenzo Insigne, il simbolo di un Delfino che è riuscito a risalire la corrente e che dopo tanti mesi non è più ultimo in classifica. Si resta in apnea in riva all'Adriatico, ma adesso la salvezza, addirittura diretta e senza passare attraverso i playout, non fa più rima con utopia o chimera ed è una prospettiva diventata d'improvviso splendidamente concreta. In 2 mesi, dal 10 febbraio (Pescara-Catanzaro 0-2, giorno del debutto di Insigne), il Pescara ha quasi cancellato un ritardo di 8 lunghezze dai playout (Mantova all'epoca quartultimo con 23 punti) e di ben 10 dalla salvezza diretta (Entella a quota 25). E “Lorenzo Il Magnifico” è tornato ad essere per tutti “L'uomo dei Sogni” in città, come 14 anni fa quando insieme ai fraterni amici Ciro Immobile e Marco Verratti riportava il Pescara in serie A a 20 anni di distanza dall'ultima volta. Stavolta in palio c'è la permanenza in cadetteria, decisiva per il futuro del club, ma anche per il domani di un giocatore che sta dimostrando di essere ancora un vero fuoriclasse. Insigne con la B non ha nulla a che fare e se ne sono accorti tutti, anche coloro che avevano dei dubbi quando il romantico e clamoroso ritorno in biancazzurro è diventato realtà. C'era chi nutriva grosse perplessità sulla tenuta fisica, dopo mesi di inattività, e chi sulla difficoltà di calarsi nel contesto di una matricola di B, staccata e già disperata, dopo anni di grande calcio con sfide ai massimi livelli, Insigne ha smentito tutti con una facilità disarmante e in brevissimo tempo. Qualche settimana per entrare in forma e poi riecco il folletto che ha incantato tutti a Napoli, determinante in campo ma anche nello spogliatoio. “Lorenzo è arrivato con una umiltà pazzesca”, hanno detto i compagni a più riprese, diventando presto leader carismatico del gruppo e punto di rifermento nello spogliatoio. Qualcuno pensava al giocatore sul viale del tramonto e all'ultima sfida della carriera, il campo sta dicendo che questo Insigne farebbe la differenza anche in A. E chissà se a Napoli e alla Lazio, le due squadre che lo avevano sondato prima del ritorno a Pescara, non si siano pentiti di esserselo fatto sfuggire... Dopo la vittoria di Reggio Emilia, all'estero sono tornati a parlare di lui. Anche in Olanda, infatti, giornali e siti specializzati hanno dato spazio alla storia di questo giocatore tornato dove era stato lanciato quasi tre lustri fa da un maestro boemo di nome Zdenek Zeman per compiere quella missione ritenuta impossibile chiamata salvezza. Gianni Lussoso, decano dei giornalisti abruzzesi, ha poeticamente descitto così il ritorno di Lollo: "Ilritorno di Lorenzo Insigne a Pescara non è stato un semplice trasferimento sportivo, ma un cerchio che si chiude, una rima baciata scritta dal destino sulle rive dell'Adriatico. Immaginalo così: un Ulisse del pallone che, dopo aver sfidato i giganti d'Europa e aver cercato l'oro oltre l'oceano, sente improvvisamente il richiamo di quella "Sirena" che lo aveva svezzato. Non torna il ragazzino dai piedi di velluto che volava sotto l'ala di Zeman, ma un uomo che porta nei solchi del viso il peso della gloria e la malinconia del tramonto. È un ritorno alle radici che ha il sapore del sale e del vento di marzo. Quando ha rimesso piede all'Adriatico, non è stato solo il rumore dei tacchetti sul cemento, ma il battito di un cuore cittadino che ha ricominciato a sperare. In una Serie B ruvida e polverosa, il suo "tir a giro" è diventato un pennello nelle mani di un vecchio maestro che torna nella bottega dove ha imparato l'arte: ogni sua traiettoria nell'aria non è solo un cross, è una lettera d'amore spedita a una curva che non lo ha mai dimenticato”.A quasi trentacinque anni, l’ex azzurro ha cambiato il Pescara: ha messo insieme finora sei partite da titolare, che hanno fruttato tredici punti, con un contributo personale di quattro gol e due assist. E in casa Lorenzo si esalta, tre sfide e altrettante vittorie (Palermo 2-1, Bari 4-0 ed Entella 3-0), numeri da far tremare qualsiasi avversario, anche quella Sampdoria che sabato sarà di scena all'Adriatico per uno scontro diretto vitale per entrambe. Al Mapei si è anche sbloccato in trasferta, ritoccando in meglio statistiche già da urlo: da quando è stato schierato titolare, una sola sconfitta in 7 partite, con 4 vittorie e 2 pareggi. Insigne, sceso in campo in totale per 499', segna ogni 125 giri di lancette e sta dando il massimo per onorare la promessa fatta a fine gennaio, il giorno del bagno di folla per le visite mediche prima della firma. «Noi ci proveremo fino alla fine, Ce la metteremo tutta, questo posso garantirvelo. E io ci credo». 

 

 

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