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La Nazionale di Softball parla (molto) abruzzese...

Le Azzurre puntano Tokyo e Pescara può diventare quartier generale tricolore come Coverciano per il calcio

05.11.2020 00:56

La rincorsa ad una medaglia olimpica della Nazionale femminile di softball è partita dall'Abruzzo. Si è infatti concluso il primo stage azzurro in vista dell'appuntamento di Tokyo, con la truppa di coach Enrico Obletter che ha sudato sul diamante di Pescara per iniziare a sperimentare nuove alchimie per l'assalto al podio in Giappone.

L'esperienza al campo Luigi Minnucci verrà ripetuta nei prossimi mesi: se Chieti per la pallamano è ormai come Coverciano per il calcio, con le varie Nazionali che fanno del PalaSantaFilomena il proprio quartier generale, Pescara può diventarlo realmente per il softball. Il campo pescarese è infatti polivalente e funzionale, tra i migliori in Europa, ed il manto artificiale, del tutto simile a quello di Tokyo, è l'unico presente in Italia. Ecco perchè l'impianto ex Gesuiti è un serio candidato a diventare un centro federale e le Azzurre torneranno ad anno nuovo per un altro raduno. «Il tipo di campo di Pescara lo ritroveremo anche a Tokyo per le Olimpiadi, ecco perché l’abbiamo scelto come prima sede del nostro raduno. Il campo artificiale è completamente diverso», le parole di coach Enrico Obletter, «per intenderci è come giocare a tennis sulla terra rossa o sul verde di Wimbledon. È tutto un altro tipo di gioco, molto più veloce e dove serve più reattività».

A gennaio la Nazionale volerà in Giappone per disputare cinque match con la rappresentativa giapponese e a seguire giocherà l’Australia Pacific Cup, primo vero test in vista delle Olimpiadi contro alcune squadre che si ritroverà di fronte a luglio, poi tornerà in Abruzzo per continuare la preparazione. L'amministrazione comunale, per bocca del sindaco Masci e dell'assessore Martelli, ha già dato il suo placet. «Spero che possiate tornare nel nostro campo , qui siete padroni di casa”, le parole di Masci quando ha ricevuto la delegazione azzurra a Palazzo di Città. “Enrico Obletter”, chiude il sindaco, “è un figlio d’Abruzzo ed il fatto che sia lui ad allenare la squadra ci fa maggiormente piacere».

Il c.t. non sarà il solo abruzzese del softball a Tokyo: della spedizione farà parte anche Fabrizia Marrone, già nel giro della Nazionale da 4 anni e cresciuta nell'Atoms' Chieti, squadra della sua città. Spera ancora di rientrate nella spedizione giapponese Chiara Giudice, pescarese figlia d'arte che è stata la prima italiana a giocare in Texas, con il Ranger College. C'è infine Emy Carosone l'oriunda di Orlando (Florida) che è di origine abruzzese: la famiglia ha radici a Sant’Eusanio Forconese, in provincia de L’Aquila.

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