Insigne, Lombardo, quella promozione del 2012: le storie a margine di Pescara-Samp
Una gara, tanti racconti
La storia delle sfide tra Pescara e Sampdoria non può prescindere dal racconto di quelle della stagione 2011.12, culminate con la promozione di entrambe le squadre in A. Ma se per i blucerchiati il ritorno nella massima serie arrivò ai playoff dopo una bella rincorsa, quella dei biancazzurri fu celebrata proprio al cospetto dei genovesi, per di più al Marassi, in una data diventata ormai leggendaria in riva all'Adriatico: 20 maggio. In campo quel giorno c'erano Lorenzo Insigne, come oggi con la casacca biancazzurra numero 11, e Pasquale Foggia, oggi ds pescarese e all'epoca funambolo della Samp di Beppe Iachini che aveva come centravanti quel Maurito Icardi che il gennaio precedente era stato vicinissimo a sbarcare a Pescara. Quella partita finì 1-3 (doppietta di Caprari e reti di Immobile e Juan Antonio)a sancire l'apoteosi della Zemanlandia biancazzurra, ma anche il match d'andata all'Adriatico fu a suo modo uno spartiacque della stagione. Il Pescara si impose di misura, davanti a 13.734 (un dato che impallidisce rispetto a quello che si registrerà oggi), con gol del “Sindaco” Marco Sansovini su assist di Marco Verratti, alla prima da titolare dopo mesi in naftalina e di apprendistato dietro il play titolare che era il brasiliano Romulo Eugenio Togni. Da quella partita in poi Verratti non perse più il posto e trascinò, insieme agli amici Immobile e Insigne, il Delfino in A a suon di record. Quella promozione fu la prima gemma in carriera per “Lorenzo Il Magnifico”, che di recente ha detto di aver coronato il suo sogno vincendo l'Europeo 2021 con la Nazionale. Quell'avventura Insigne la condivise con l'attuale allenatore doriano, Attilio Lombardo, icona della Samp da calciatore prima di tornare al capezzale del club genovese per provare a salvarlo dalla Lega Pro. Nell’indimenticabile percorso che ha portato la Nazionale allenata da Roberto Mancini ad alzare a Wembley il trofeo continentale, battendo l’Inghilterra ai calci di rigore, Lombardo era un preziosissimo collaboratore del ct, Insigne invece il n.10 deputato a dipingere calcio. Da protagonista sul campo, Insigne con il gol al Belgio grazie al suo brand del “tir a gir” si è piazzato al 2 secondo posto delle reti più belle del 2020-21 nella classifica Uefa. Lombardo, per carattere, “lega” con tutti. Lo faceva da giocatore e lo ha fatto poi anche nella sua nuova carriera. Con Insigne si era però creato un feeling particolare, come aveva raccontato l’attuale tecnico blucerchiato in quel periodo: «È vero, cerco di portare buonumore. Come? Convivendo con loro, come si fa tra compagni. Io ho origini della zona di Napoli e mi mettevo a cantare in napoletano con Insigne, Donnarumma, Immobile. Poi si aggiungeva anche Salsano. Dopo un po’ tutta la squadra non solo cantava, ma parlava anche in napoletano». Nei successi di una squadra - e anche la risalita di questo Pescara lo testimonia – l'unità e la serenità del gruppo sono un'arma fondamentale e anche l'ultima Italia vincente aveva nel suo motore lo spirito giusto. Lombardo conosce molto bene Insigne, sono state 31 le presenze azzurre del calciatore, spalmate in quasi quattro anni della gestione Mancini. E quindi con Lombardo. È stato il quinto più convocato da “Bobby gol”, meno solo di Donnarumma, Bonucci, Jorginho e Barella. Significa tanti raduni a Coverciano, tanti ritiri prepartita, tante gioie, soprattutto quella coppa alzata a Wembley, e anche tante delusioni, c’era anche Insigne al Barbera nella formazione titolare dell’Italia sconfitta dalla Macedonia, secondo Mondiale saltato dagli azzurri e ultima panchina di Mancini. E Lombardo sa bene che proprio Insigne sarà il pericolo principale del Pescara. Tocca al tecnico blucerchiato, studiare le contromisure per limitarlo, la “gabbia”, come si chiamava nel calcio di qualche anno fa, per provare a fermarlo.

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