Prima squadra

Un punto che fa più morale che non classifica

Il commento

08.09.2026 07:01

Un punto che fa più morale che non classifica, ma per ora va bene così. Il Pescara doveva ripartire dopo la figuraccia di Forlì ed era chiamato a farlo contro una protagonista annunciata del torneo, quel Ravenna che all'Adriatico-Cornacchia ha confermato di avere tutte le qualità per puntare alla promozione diretta, e in una situazione di gravissima emergenza. Missione compiuta, non senza patemi (vedi recriminazioni arbitrali ravennate, che anche a bocce ferme sembrano giustificate), ma era importantissimo dare un segnale positivo in primis a se stessi, poi all'ambiente e infine agli avversari. Anche se si trattava di una partita casalinga, il punto deve essere accolto con favore perchè a questi livelli non si possono “regalare” contemporaneamente elementi come Vincenzo Fiorillo, Filippo Pellacani, Giorgio Altare, Gaetano Letizia e Davide Merola (e mancavano anche Gianmarco Cangiano e il baby ex milanista Victor Eletu). L'aver ottenuto il secondo clean sheets consecutivo tra le mura amiche in altrettante uscite di campionato è un altro buon segnale, tanto più che è stato centrato con quello che sulla carta doveva essere il terzo portiere, ma che ormai ha scavalcato Ivan Saio nelle gerarchie, ovvero Enis Ujkaj (magari non sempre perfetto negli interventi, ma comunque è abbastanza piaciuto per come ha comandato la retroguardia), e con un debuttante assoluto nel cuore della difesa come Federico Nardin, che è stato probabilmente il miglior biancazzurro in campo. Il virgulto capitolino classe 2007 si è fatto apprezzare tantissimo per personalità e senso della posizione, legittimando il perchè la Roma lo abbia voluto concedere solo in prestito secco: il giocatore è assai interessante e quest'anno sarà una risorsa preziosa per mister Antonio Buscè. Altre note liete sono arrivate dal centrocampo, dove Filippo Guccione si è confermato playmaker con visione di gioco, lancio e idee e dove gli interni Valzania ed Erradi sono in grado di fare le due fasi al meglio, buttandosi negli spazi senza palla quando serve e dando vita a percussioni interessantissime sfera al piede. E anche in fase di interdizione non tirano indietro la gamba, aspetto dirimente in una categoria dove in più partite si dovrà usare più spesso la sciabola che non il fioretto. In avanti meccanismi da rodare, ma Giacomo Parigi ha già fatto capire di essere quel tipo di centravanti che serviva e che non a caso era in cima alla lista del direttore sportivo Pasquale Foggia e del tecnico Buscè, colui che per primo lo ha valorizzato in carriera: centravanti di struttura ma non statico, in grado di fare reparto da solo ma anche di duettare con i compagni. Domenica si è visto una sorta di Pescara double face, propositivo e anche bello nelle sue trame all'inizio e più concreto nella ripresa, quando ha fatto vedere di possedere capacità di soffrire. E non è poco in questo frangente. Il Pescara oggi resta un cantiere aperto con mille cose da sistemare e, soprattutto, tanti giocatori da recuperare, servirà tempo per vedere la vera fisionomia della squadra e la precisa identità del gruppo, ma mister Buscè sembra avere le idee chiare nel suo percorso di crescita e maturazione di un Delfino che in questo settembre dovrà sfidare, sempre nell'impianto amico di via Pepe, un'altra candidata alla promozione diretta: lo Spezia. Il big match, che sarà trasmesso anche da Rai Sport, sarà l'ultimo del mese e per allora ci si aspettano progressi importanti e risposte confortanti. In mezzo ci saranno altre partire da non steccare, a partire dalla prossima contro l'Atalanta Under 23. Riuscire a prendere i tre punti contro i bergamaschi, stante l'emergenza che persisterà, potrebbe essere la prima, piccola svolta della stagione.

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Un buon punto