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Quando la Serie A del Pescara è un....voto!

21.06.2016 08:32
Riecco la la rubrica “I like football” firmata da Sergio Di Sciascio per PescaraSport24. Buona lettura! San Gabriele dell’Addolorata è il nome del Santuario che custodisce i resti di questo passionista, proclamato Santo nel 1920, e Isola del Gran Sasso è meta ogni anno di migliaia di pellegrini. Quest’anno è stato scelto dal supertifoso del Pescara, William Gelsumino, per festeggiare la promozione della squadra del cuore. Un atto che riporta alla ribalta un personaggio sempre pronto a essere a fianco della squadra del cuore, e l’accostamento al patrono dell’Abruzzo, tale lo dichiarò Giovanni XXIII nel 1959, mi fa meditare su una lieta circostanza legata alla prima promozione del Pescara, datata 3 luglio 1977, anch’essa come location un sito religioso per eccellenza. Squadra, società, tifosi, stampa, mercoledì’ 6 luglio, tre giorni dopo la conquista della serie A, si ritrovarono di buon’ora all’Antistadio. Dopo due giorni di festeggiamenti era giunta l’ora di tenere fede a una promessa: onorare un voto preso dopo la vittoria di Ferrara con la Spal. Dopo quell’affermazione - il vice presidente Vincenzo Marinelli in testa - Giancarlo Cadè e la squadra presero solenne impegno che in caso di promozione in A si sarebbero recati in bicicletta all’Abbazia di San Bartolomeo – uno dei monumenti più pregevoli e meglio conservati dell’arte medievale abruzzese cistercense dichiarato monumento nazionale nel 1902 – ospitato a Carpineto della Nora, il paese di Marinelli. All’ora fissata tutti all’Antistadio, esclusi i militari Galbiati e Di Michele, dove ad attenderli c’era lo sportivissimo Nino Iervese che aveva con sé un furgone carico di biciclette a disposizione di quanti sprovvisti del mezzo. Bisognava pedalare per oltre 40 km.  in leggera ma costante ascesa. Carpineto della Nora  era ed è situato a 535 m. sul livello del mare. Da Pescara, per raggiungere questo comune di circa mille abitanti, si attraversa Chieti Scalo, Cepagatti, Catignano e Civitaquana. Agli ordini del Direttore di Corsa, il simpatico consigliere Ennio Nait, oltre ai protagonisti, dirigenti, giornalisti, e in una delle tante vetture al seguito emergeva l’imponente mole della mascotte Serafino, tifoso di professione e frequentatore, anche per suoi tanti chili, degli ambienti del mondo dello sport. Fino a Chieti Scalo poco o niente da segnalare se non l’entusiasmo dei tifosi al seguito e dei tanti che assistevano al passaggio della carovana. Tanta la simpatia suscitata dal tandem dei “gemelli del gol” Prunecchi e La Rosa. I primi tentativi di traino all’approssimarsi a Cepagatti, con Italo Rapino e Ciro Fusco, i masseur, com’è doveroso menzionarli essendo in pieno clima Tour, alle prese con i rifornimenti. Tutto documentato dalle immagini di Teleadriatica, con riprese di Vincenzo Guidotti. Quando l’altimetria cominciò a farsi sentire la scena fu tutta per Motta e Andreuzza, che sembravano ciclisti nati,  con Piero Mosti che ostinatamente cercava di tenere la loro ruota. Il traguardo finale, che si sarebbe raggiunto dopo una leggera discesa, fu tagliato per primo da Andreuzza in volata su Motta; terzo Mosti e via via gli altri. Dopo l’arrivo, la popolazione locale si strinse gioiosamente attorno ai giocatori, mentre il Sindaco esprimeva  la tanta soddisfazione di Carpineto della Nora. Mescolati tra la folla Cadè ed alcuni giocatori che avevano goduto dell’ospitalità del “carro scopa”. Esaurito il cerimoniale, tutti alla tenuta di Marinelli per prendere contatto, si fa per dire, con le specialità gastronomiche fatte approntare.  

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