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Pescara 1992-93, vi ricordate tutti i giocatori?

27 elementi e due allenatori

19.11.2021 00:01

Vi ricordate i ventisette componenti della rosa del Pescara 1992-93, guidata prima da Giovanni Galeone e poi da Vincenzo Zucchini?

Salvatore ALFIERI (18 presenze) Il difensore di Cerignola è a Pescara ormai dal 1989. Viene puntualmente impiegato sulla fascia destra come valida alternativa a quelli che sono i titolari che si succedono negli anni. Resta all’Adriatico fino al 1997 – eccezion fatta per una parentesi all’Ancona nella seconda metà del campionato 1995-96 – collezionando complessivamente 112 presenze e segnando quattro reti.

Massimiliano ALLEGRI (31 presenze, 12 reti) Il centrocampista livornese è il leader in campo della squadra di Galeone che nel 1991-92 conquista la Serie B. Al suo piede destro sono affidati i calci di punizione e i tiri di rigore che gli consentono di andare a rete in ben dodici volte nel massimo campionato. Con il tecnico biancazzurro nasce un rapporto di reciproca stima che dura tutt’ora. Viene scoperto proprio da Pierpaolo Marino che lo preleva dal Pavia in Serie C1. Dopo l’ottimo campionato disputato con gli adriatici, per Acciughina si spalancano le porte della Coppa UEFA disputata con il Cagliari, sfiorando la finalissima.

Vincenzo AURELI (2 presenze) L’attaccante marsicano viene impiegato in due occasioni da mister Zucchini, quando ormai la permanenza in Serie A è compromessa. Il compianto tecnico utilizza le ultime partite del massimo campionato per testare la bontà delle doti tecniche di molti componenti della rosa della squadra Primavera. A Vincenzo vengono concessi quarantacinque minuti nella sfida casalinga persa contro il Parma e nove minuti nella trasferta di Genova, contro la Sampdoria, terminata 1-1.

Edy BIVI (21 presenze, 3 reti) Dopo l’exploit con il Catanzaro nella stagione 1981-82 e il titolo di capocannoniere che – quasi – gli consentì di partecipare alla spedizione del Mundial ’82 accanto a Bearzot, l’attaccante friulano giunge a Pescara nel 1990 dopo diversi campionati di Serie B nei quali va spesso in doppia cifra. L’incontro con Galeone lo rivitalizza, tant’è che Edy va a segno in ben dodici occasioni, vestendo i panni dell’inatteso protagonista della promozione in Serie A. Segna le sue ultime tre reti nel massimo campionato contro Udinese, Genoa e Foggia.

Stefano BORGONOVO (28 presenze, 9 reti) Dopo aver incantato l’Italia con il Como prima e con la Fiorentina poi – nel 1988-89 compone una coppia da ventinove reti complessive insieme a Roberto Baggio – Borgonovo si leva la soddisfazione di partecipare all’epopea del Milan di Sacchi, alzando al cielo (seppur da comprimario) la Coppa dei Campioni, la Coppa Intercontinentale e la Supercoppa UEFA. Tornato a Firenze, sembra essersi appannato. Nel 1992 arriva a Pescara, segnando nove reti che, però, non saranno utili alla causa biancazzurra. Lascia l’anno successivo durante il mercato autunnale per approdare all’Udinese in cambio di Carnevale.

Giacomo CEREDI (12 presenze) È un duttile centrocampista che abbraccia i colori biancazzurri nella stagione della promozione in Serie A, dopo un buon campionato fra i cadetti disputato con il Barletta. Rimane in Abruzzo fino al 1995, collezionando complessivamente sessantuno gettoni, corredando la sua esperienza adriatica con quattro reti. Esordisce in Serie A il 13 dicembre 1992 nel 2-2 interno contro la Sampdoria.

Giuseppe COMPAGNO (21 presenze) Esordisce giovanissimo in Serie A con la maglia dell’Atalanta, che lo preleva dal Palermo nel 1985. Con gli orobici assaggia anche l’Europa, disputando alcuni spezzoni di partita nella Coppa delle Coppe del 1987-88. Dopo due ottime annate nel Cosenza, l’ala viene acquistata per non far rimpiangere Rocco Pagano. Tuttavia, l’apporto di Compagno è inferiore alle aspettative. Si riscatta l’anno successivo, segnando addirittura sette reti, prima di far ritorno nella sua città natale e dar man forte al Palermo dei Picciotti.

Emiliano DE JULIIS (15 presenze) Il centrocampista nato a Penne è uno dei prodotti del vivaio biancazzurro. Dopo essersi fatto le ossa a Celano, Emiliano esordisce nella prima squadra del Pescara durante l’annata che issa gli abruzzesi fino alla massima serie. È un elemento inamovibile nella seconda parte di stagione, non saltando neanche un impegno sino al termine del campionato. Dopo un’altra stagione e mezza all’Adriatico, si stabilisce in Campania, diventando un punto di riferimento con le maglie di Avellino e Nocerina.

Giacomo DICARA (24 presenze) Il difensore centrale è uno dei pochi “sopravvissuti” alla prima edizione del Pescara di Galeone che arrivò in Serie A nel 1987 fra lo stupore generale. È uno dei talenti più precoci che abbiano mai vestito la maglia biancazzurra, debuttando in prima squadra all’età di sedici anni. Dopo aver collezionato anche otto presenze con la maglia dell’Under 21, Dicara è il leader della difesa pescarese che trova la promozione in Serie A. Saluta gli adriatici nel 1994 per vestire le maglie di Perugia e Vicenza – con cui disputa anche la Coppa delle Coppe 1996-97 – per poi tornare a casa e chiudervi la carriera nel 2005.

Elio DI TORO (2 presenze) Esordisce in Serie A quando ha appena compiuto diciotto anni in occasione della trasferta al Delle Alpi con il Torino che termina 3-1 in favore dei padroni di casa. Il centrocampista rimane legato al Pescara fino al 2000, ma non riuscirà mai ad avere una maglia da titolare. La Puglia è la sua seconda casa, disputando egregi campionati di Serie C2 con le casacche di Foggia, Fidelis Andria e Manfredonia, oltre ad un biennio con l’Igea Virtus tra il 2007 e il 2009.

DUNGA Carlos Caetano Bledorn Verri (23 presenze, 3 reti) I tifosi biancazzurri quasi non credono ai loro occhi quando viene annunciato l’acquisto del centrocampista brasiliano, messo fuori rosa dalla Fiorentina. L’auspicio è quello di vedere Cucciolo ripercorrere le orme di Junior che, qualche anno prima, aveva disputato due ottimi campionati alla corte di Galeone. Il miracolo, però, non si ripete, sebbene Dunga riesca a dare più sostanza ad una difesa ballerina. I mali degli adriatici, però, sono così profondi che neanche il suo apporto può risultare salvifico. Dopo la retrocessione, viene ceduto allo Stoccarda e al termine del campionato alza la Coppa del Mondo al Rose Bowl di Pasadena.

Massimo EPIFANI (3 presenze) Quale gioia più bella se non quella di esordire in Serie A con la squadra del cuore? È una delle fortune del biondo centrocampista a cui Zucchini concede l’onore e l’onere di calcare i campi della massima categoria nazionale con il biancazzurro addosso. Massimo esordisce il 4 aprile 1993 nella sconfitta casalinga con il Parma (0-2) e dopo cinque minuti all’Olimpico contro la Lazio, disputa la sua prima e unica partita da titolare in Serie A nel 4-0 che il Cagliari rifila agli abruzzesi nell’ultima giornata di campionato

Stefano FERRETTI (26 presenze, 1 rete)  Giunge a Pescara nel 1987, quasi per caso. Rimasto svincolato dopo un campionato con l’Ancona in Serie C1, Stefano Ferretti viene contattato dagli adriatici per dar man forte alla mediana. Ha già esordito giovanissimo nella massima serie con la maglia della Lazio, la società dov’è cresciuto. Mister Galeone gli dà maggior fiducia col passar del tempo e nel giro di un anno diventa un titolare inamovibile e un simbolo per tutti i pescaresi. Rimane all’Adriatico fino al 1994, levandosi la soddisfazione di realizzare la sua prima e unica rete in Serie A al Delle Alpi contro la Juventus per il gol del momentaneo 1-1 che illude i Biancazzurri prima del 2-1 di Roberto Baggio.

Fabio MARCHIORO (24 presenze, 46 reti subite) Il portiere vicentino è stato acquistato dalla Juventus, dove nella stagione 1991-92 ha ricoperto il ruolo di terzo portiere alle spalle di Tacconi e Peruzzi. Il Pescara lo sceglie come vice di Savorani, ma l’estremo difensore romano si rende protagonista di alcune prestazioni poco edificanti e mister Galeone premia così Marchioro che resta titolare pressoché inamovibile fino al termine della stagione. Torna in bianconero l’anno successivo, esordendo anche in Coppa UEFA.

Antonio MARTORELLA (7 presenze, 1 rete) Il suo nome viene associato a record ed eventi storici. Senza tornare a sfogliare i sussidiari, vi basti sapere che Antonio è uno dei tre calciatori in tutta la storia d’Italia ad aver segnato in ogni categoria: dalla Serie A alla Terza Categoria. E l’unico gol realizzato nella massima serie va ad incastonarsi come prezioso ricordo dei tifosi di fede biancazzurra. Martorella, infatti, segnò la quarta rete di cinque che il Delfino alla Juventus fresca di Coppa UEFA conquistata contro il Borussia Dortmund.

Frederic MASSARA (27 presenze, 3 reti) Eccola un’altra scoperta di Pierpaolo Marino, il direttore sportivo che fece la fortuna degli adriatici nei primi anni novanta. È grazie a una sua intuizione che nell’estate del 1991, il presidente Scibilia avalla l’acquisto dal Pavia – insieme ad Allegri – del ragazzo cresciuto all’ombra del Filadelfia. È una bellissima scoperta: gioca in appoggio alla prima punta ed è perfetto nel 4-3-3 di Galeone. Infatti è uno degli eroi della promozione, non saltando neanche una partita e realizzando otto reti. Nel suo unico campionato di Serie A, realizza il suo primo gol nella massima serie durante il pirotecnico 4-5 casalingo con il Milan.

Roger MENDY (18 presenze, 1 rete) Il suo arrivo allo stadio Adriatico viene salutato con curiosità dagli addetti ai lavori. Roger, infatti, è il primo senegalese ad essere approdato nel massimo campionato italiano. È un difensore centrale ed in patria è un’istituzione. È reduce da sei stagioni vissute in Francia con le maglie di Tolone e Monaco e il Delfino lo preleva proprio dai monegaschi, contando sulla sua esperienza – ha trentadue anni – per dare solidità al reparto. Tuttavia, le sue prestazioni non saranno in linea con le aspettative, ma si toglie lo sfizio di stabilire un primato: il suo gol nella vittoria sul Brescia per 2-0 è il primo gol segnato da un calciatore africano in Serie A.

Paolo MONELLI (nessuna presenza) L’emiliano è stato uno degli attaccanti più promettenti della Serie A degli anni ’80. Esplode nel Monza insieme a Daniele Massaro e nel 1981-82 viene prelevato dalla Fiorentina insieme al compagno di squadra. Guida l’attacco della Viola per alcuni anni – il suo primato è di dodici reti nel 1983-84 – ma con l’andar degli anni il suo rendimento cala. Dopo aver ritrovato la forma con il Bari, nel 1990 arriva a Pescara, ma subisce un gravissimo infortunio che lo tiene fuori per un anno e mezzo. Ristabilitosi in vista del campionato di Serie A, viene messo fuori rosa e ceduto al Vicenza nel mercato autunnale.

Salvatore Antonio NOBILE (29 presenze, 2 reti) Il terzino sinistro è uno degli elementi più esperti della rosa abruzzese. Nel suo palmares, infatti, figurano 129 presenze in Serie A collezionate con le maglie di Lecce, Inter e Cesena. Il cursore salentino giunge a Pescara nel 1991 ed è uno dei principali protagonisti nella cavalcata biancazzurra verso la Serie A. Con Galeone si esalta, andando a segno per quattro volte e bagna il debutto nella massima categoria con gli adriatici con un gol che vale il successo in trasferta contro la Roma. Resterà nella città di D’Annunzio fino al 1996, salutando dopo 147 presenze e dodici reti complessive.

Ottavio PALLADINI (27 presenze, 6 reti) Una bandiera. Che ha iniziato a sventolare silenziosamente sull’Adriatico per poi garrire orgogliosamente, fino a diventare uno stendardo della società. Ottavio Palladini è arrivato nell’estate del 1992 prelevato dalla Sambenedettese direttamente dal campionato di Serie C1. Conquista subito la fiducia di Galeone che lo schiera a centrocampo nel suo 4-3-3 e il marchigiano lo ripaga con sei reti che lo salvano dal bilancio di fine stagione. Rimane in biancazzurro fino al 2004 – eccezion fatta per un biennio a Vicenza – diventando il giocatore con il maggior numero di presenze con il Delfino, superando un altro monumento come Michele Gelsi.

Vittorio PINCIARELLI (1 presenza) Il centrocampista è il fiore all’occhiello del vivaio del Giulianova ed esordisce con i giallorossi quando ha appena diciassette anni. Fa avanti e dietro fra la città giuliese e il capoluogo abruzzese, esordendo in Serie A al crepuscolo del campionato nel 2-4 subito dai biancazzurri dal Foggia di Zeman dinanzi al pubblico amico. La sua carriera prosegue successivamente al Rubens Fadini e poi alla Reggina, dove dà un cospicuo contributo alla storica promozione in Serie A dei Granata di Calabria.

Ubaldo RIGHETTI (14 presenze) È uno dei pupilli di Nils Liedholm. Il Barone lo fa esordire appena maggiorenne in Serie A ed il giovane Ubaldo lo ripaga dando il cambio ai titolarissimi nell’anno dello Scudetto della Roma. Il suo rendimento, però, flette vertiginosamente così com’era cresciuto e nel 1987 viene ceduto tra i cadetti all’Udinese per poi approdare al Lecce di Mazzone nel 1988-89. Segue proprio il tecnico nel 1990 approdando a Pescara e conquistandosi una seconda giovinezza in biancazzurro. È inamovibile al centro della difesa nell’anno della promozione e resta in Abruzzo fino al 1994, quando si ritira dal calcio giocato.

Gianluca ROSONE (2 presenze) È un difensore che fa parte della formazione Primavera e che, quindi, viene premiato da mister Zucchini con l’emozione dell’esordio assoluto in Serie A quando ormai il campionato è irrimediabilmente compromesso. Il tecnico gli concede ben quarantacinque minuti all’Olimpico di Roma in sostituzione di Salvatore Nobile nel 2-1 con cui la Lazio supera gli abruzzesi. Dopo un altro minuto la domenica successiva contro la Sampdoria, Rosone resta ancora qualche anno nell’orbita del Pescara, disputando sei partite fra i cadetti, prima di finire la carriera nelle serie minori.

Marco SAVORANI (11 presenze, 29 reti subite) Nel giro di breve tempo si è guadagnato il soprannome di Saponetta. Forse un po’ ingeneroso, ma dando un’occhiata alle statistiche, la media di quasi tre gol subiti a partita lascia capire come ci fosse qualcosa da sistemare nei meccanismi difensivi dei pescaresi, così come fra i pali per Savorani. Forse subisce più di tutti l’inserimento della nuova regola che prevede il controllo della palla coi piedi su retropassaggio volontario, oltre all’una innata “malizia” difensiva delle squadre di Galeone. Titolare nell’anno della promozione, Marco perde il posto da titolare dopo poche partite in favore di Marchioro, chiudendo la stagione in panchina. Saluta il Delfino nel 1996 dopo quasi cento partite fra i pali degli abruzzesi.

John SIVEBAEK (27 presenze, 1 rete) Sbarca a Pescara con ancora nitide le immagini dell’Europeo alzato all’Ullevi Stadion sotto il cielo di Göteborg con la sua Danimarca. Lascia quasi di stucco, dunque, quando il terzino destro della Danske Dynamite sbarca in Abruzzo. Sivebaek porta in dote agli adriatici esperienza internazionale in quantità: ha già giocato con il Manchester United – segnando la prima rete assoluta della gestione di Alex Ferguson – il Saint Etienne e il Monaco. Arriva dal Principato insieme a Mendy e, come il senegalese, resta per due anni alla corte dei Biancazzurri prima di tornare in patria per chiudere la carriera tra Vejle e Aarhus.

Blaz SLISKOVIC (18 presenze, 1 rete) In lui risiedono tutte le caratteristiche che rappresentano la croce e la delizia di generazioni di fenomeni nati nella penisola balcanica: a qualità tecniche stratosferiche fanno da contraltare un’indolenza talvolta eccessiva ed una continuità che latita, figlia del genio e della sregolatezza peculiari degli atleti slavi. Sliskovic torna a Pescara, richiamato da Giovanni Galeone che già lo ebbe in occasione della stagione 1987-88, durante la quale Baka mise in mostra un campionario fenomenale. Quattro anni dopo è più bolso, appesantito, ma fa sussultare i cuori quando ritrova la lucidità dei tempi che furono. Segna una rete del 4-3 del Luigi Ferraris contro il Genoa.

Mauro ZIRONELLI (10 presenze) Il biondo centrocampista viene prelevato dalla Fiorentina ed utilizzato come rincalzo in dieci occasioni. Cresciuto nel Vicenza, viene prelevato giovanissimo dai Viola che lo gira, negli anni, proprio ai biancorossi e al Pescara in due occasioni distinte. Nel novembre del 1992 fa ritorno all’Adriatico e dopo qualche presenza dal primo minuto, viene presto dirottato in panchina. Riesce, finalmente, nel torneo successivo a disputare un’annata da titolare coi toscani, prima di approdare al Venezia con cui conquisterà la promozione in Serie A nel 1997-98.

Da Operazionenostalgia.com

 

 

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