Prima squadra

1 gennaio - 31 dicembre 2025, 365 giorni di passione biancazzurra

Da Baldini a Gorgone, passando per la promozione in B e l'interregno Vivarini

01.01.2026 00:01

Il 2025 è stato un anno da ricordare per il Delfino. A giugno, infatti, al termine di una cavalcata epica con ultimo capitolo thrilling, il Pescara ha infatti festeggiato il ritorno in serie B dopo 4 anni di sofferenza in Lega Pro e pazienza se la prima metà della nuova stagione in cadetteria sta deludendo. C'è ancora tempo e modo di rimediare per poter festeggiare a metà 2026, a una manciata di settimane dal compleanno numero 90 del club, la salvezza. Il 2025 si era aperto con il titolo di Campioni d'Inverno del Girone B di serie C in tasca, complice la penalizzazione di 2 punti alla Ternana, l'avversaria principale di tutta la stagione, e con aspettative di primato che però il campo hanno tradito. Dopo la pausa invernale, infatti, la squadra all'epoca guidata da Silvio Baldini è entrata in crisi, anticipata da un rallentamento a fine 2024 agonistico. Il mercato di gennaio aveva portato in dote al Mago di Massa elementi di esperienza come Letizia e Lancini, che poi si sono rivelati fondamentali nel cammino playoff, ma anche giocatori che non hanno minimamente inciso. Kraja e, soprattutto, Alberti dovevano far compiere il salto di qualità alla squadra, ma il loro apporto si è rivelato del tutto inconsistente. Il centravanti, in particolare, arrivato dopo tanti mesi di inattività e fuori forma entrerà nel lungo elenco delle meteore e degli arrivi errati in sede di sessione invernale. In campo la squadra stenta, torna alla vittoria all'Adriatico dopo 3 mesi battendo per 4-1 la Lucchese del futuro trainer biancazzurro Giorgio Gorgone in una gara segna la nascita della stellina Antonio Arena, la punta classe 2009 di origini australiane che timbrando il cartellino contro le Pantere è diventato il più giovane marcatore nella storia dei campionati professionistici italiani. Il Delfino, però, non ingrana. La partecipazione ai playoff non è mai stata in discussione, ma le sconfitte con Pianese, Pineto e, soprattutto, con il fanalino di coda Sestri Levante erano ritenuti dall'ambiente il sinistro presagio di una nuova stagione da archiviare amaramente. L'unico a crederci è sempre stato Baldini, anche nel momento più buio. E ha avuto ragione. La vittoria playoff è stata il suo capolavoro, con un pizzico di fortuna (sorteggi favorevoli, con ritorno sempre in casa) ma con tanta determinazione e unione di intenti a realizzare l'impresa La maratona degli spareggi promozione è iniziata dal secondo turno preliminare della fase a gironi contro la Pianese, che aveva eliminato i cugini del Pineto, ed è proseguita in un crescendo di prestazioni ed entusiasmo nelle doppie sfide con Catania, Vis Pesaro e Cerignola prima dell'ultimo atto con la Ternana. All'andata la vittoria in Umbria per 1-0 è stata il prologo alla storica nottata del 7 giugno, in un Adriatico gremito in ogni ordine di posto e con Marco Verratti, da qualche giorno diventato socio del club, in tribuna a trepidare in una partita leggendaria, con le prodezze di Ale Plizzari, prima nei 120' di gioco e poi, da infortunato, nella lotteria dei rigori a consegnare la B su un piatto d'oro al Delfino. L'estate porta l'addio del portiere e del condottiero Baldini, che dopo qualche settimana diventerà c.t. dell'Under 21, e l'arrivo di Vincenzo Vivarini, che non si rivelerà propheta in patria. Dopo un ritiro in sede con una rosa lontana parente di quella finale, comunque monca e non attrezzata, il campionato si rivela da subito difficilissimo. Il pari interno in rimonta sul Venezia e il 4-0 rifilato all'Empoli saranno le uniche gioie di un'avventura chiusa dopo 7 gol in 2 giornate (5 a Palermo, 2 in casa con il Monza), quando già il trainer di Ari era stato pubblicamente esautorato dal presidente Sebastiani. 8 punti in 12 giornate lo score di Vivarini, poi messo subito sotto contratto dal Bari, 5 in 6 turni quello del successore Giorgio Gorgone, un debuttante in categoria che ha provato subito a dare una precisa identità alla squadra. La Spezia è stato l'ultimo, amaro capitolo di un 2025 comunque da ricordare, nella speranza che il 2026 possa portare in dote quella salvezza che per i più scettici oggi fa rima con utopia e non con speranza

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