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Sulle orme del padre e nel nome del padre: la dinastia Trulli prosegue con Enzo

2026 determinante per il talento abruzzese

05.01.2026 00:01

Enzo Trulli, figlio di Jarno, ex pilota di Formula Uno, è il vero l’astro nascente dell’endurance. Ha siglato un accordo con la Porsche che lo ha selezionato come pilota ufficiale nella Carrera Cup Asia per il 2026, anno che deve essere quello della sua definitiva consacrazione. Nel nome del padre e sulle orme del padre, Enzo corre veloce verso traguardi ambiziosissimi. Il 20enne di Pescara si è già messo in luce, raggiungendo il secondo posto assoluto in classifica nella stagione appena conclusa e guarda al futuro con tanta speranza.  A febbraio ci saranno due fondamentali tappe (1 febbraio, le 4 ore di Dubai; 8 febbraio, le 4 ore di Abu Dhabi), dopo altri due appuntamenti a gennaio sempre nel territorio degli Emirati Arabi, tra la sei ore di Abu Dhabi e la 24 ore di Dubai. «Ricordo che a 10 anni sono salito per la prima volta su un kart ed è stato amore a prima vista. Il mio idolo era Senna per quello che si diceva di lui», le parole di Enzo rilasciate nei giorni scorsi a Il Centro.«L’anno scorso la Porsche mi ha cercato per fare una serie di test in Asia e, vedendo il feedback positivo, mi ha selezionato per essere un pilota ufficiale. Sono davvero contento e non vedo l’ora di tornare in pista».E il papà? Lo segue sempre da vicino. «Enzo è un pilota davvero molto bravo che ha raggiunto già una buona maturità al volante nonostante la giovane età», ha detto sempre a Il Centro Jarno Trulli «Se devo essere sincero, all’inizio non ero molto propenso all’idea che potesse perseguire questo tipo di carriera perché conosco bene il mondo dei motori e quanti pregiudizi e problematiche nasconde. Pregiudizi ovviamente legati al suo cognome. Temevo che ogni successo raggiunto potesse essere sminuito per “il figlio di Jarno”. Poi ha scoperto i kart e, come ogni genitore fa con i suoi figli, l’abbiamo sostenuto, vedendo che i risultati arrivavano precocemente, a dimostrazione che fosse davvero bravo in pista». Possibile immaginare un futuro di Enzo in Formula Uno? «Difficile, per non dire impossibile», ha detto papà Jarno al quotidiano abruzzese. «Oggi il modello Formula Uno è diventato a dir poco elitario. Ci vuole un budget importante e le regole Fia non premiato il talento come ai miei tempi. Faccio un esempio: quando ho iniziato io, sono stato promosso in Formula Uno venendo dal mondo endurance, proprio come lo stesso Micheal Schumacher. Negli ultimi anni, invece per sfondare devi seguire una piramide di campionati ben definita, tra Formula 2 e 3, ai quali accedono solo i piloti che hanno alle spalle sponsor importanti. Lì la selezione è decisiva e ho visto piloti talentuosi dover virare altrove. Infatti, il livello generale è sceso tantissimo. Io ci tengo sempre a ringraziare quelle realtà abruzzesi che sostengono Enzo nel suo percorso di crescita come il Ceo del gruppo Esea Alessandro Liberatore o Giacomo Di Romualdo di GDR Forniture, insieme a tanti altri. Insomma, per puntare al professionismo, ci siamo focalizzati sul mondo endurance» Il giovane Enzo ha le idee chiare. «Il mio sogno è di rendere fiera la mia famiglia e di essere un modello per i miei fratelli più piccoli, invece sportivamente vorrei vincere la 24 ore di LeMans».

FOTO TRATTA DAL WEB

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