Prima squadra

Inizio in salita

Pessima partenza

14.09.2026 07:13

Sempre gli stessi errori. E dopo due mesi da inizio delle fatiche nel ritiro di Campo di Giove non è più un qualcosa di accettabile, anche se le attenuanti ci sono. Il Pescara che si è reso artefice della peggiore partenza dell'ultimo lustro in serie C, 4 punti in 4 partite oltretutto conquistati solo in casa, recrimina per le tante e pesanti assenze e fornisce come ulteriore alibi a mister Antonio Buscè gli arrivi a fine mercato di molti giocatori che dunque non hanno lavorato in gruppo, ma è chiaro che ha mille problemi insoluti e che sono stati finora sottovalutati. Il campanello d'allarme doveva suonare con tutta forza ed evidenza già dopo la debacle in amichevole contro l'Avezzano, un 5-0 contro una squadra di Eccellenza che tutti hanno minimizzato. “Parliamo di calcio d'agosto, non fa testo”, si diceva allora. Eppure i segnali di una fragilità mentale della squadra c'erano già tutti, ribaditi al debutto ufficiale in stagione, la partita di Coppa Italia di Lega Pro che ha visto la Sambenedettese espugnare l'Adriatico-Cornacchia ed eliminare il Pescara dalla competizione, e poi nelle due infauste trasferte contro Forlì ed Atalanta Under 23, avversari certamente non irresistibili ma che hanno regolato i biancazzurri con una prestazione quasi in fotocopia. Certamente al Comunale di Caravaggio il Delfino non ha perso la bussola fino ad andare alla deriva come è accaduto in quel di Forlì, ma i punti di contatto tra le due partite sono stati molteplici. Innanzitutto l'essere andati in vantaggio per poi essere ripresi alla prima azione avversaria, sintomo di una scarsa attenzione che non ci si può permettere a certi livelli. E poi le solite leggerezze difensive, con un atteggiamento sin troppo molle nei contrasti. In casa dell'Atalanta Under 23, fino al vantaggio biancazzurro Federico Nardin e compagni avevano patito meno del minimo sindacale le iniziative di una squadra fisica e di talento, ma che aveva palesato tutta la sua inesperienza nella gestione della partita (la Dea baby è la squadra più giovane di tutta la categoria), poi in quelli che mister Buscè ha definito “Minuti di inspiegabile follia”, come già aveva fatto nella precedente trasferta, si è perso il bandolo della matassa. A Forlì, in una partita irripetibile per quanto strana e particolare, almeno sul 3-1 per i romagnoli e in 10 uomini contro 11 la squadra aveva reagito, riequilibrando momentaneamente le sorti della gara salvo poi sciogliersi e incassare, nell'ultimo quarto d'ora, ben tre reti. A Caravaggio reazione impalpabile fino al forcing finale, trainato da i nuovi entrati Ferraris ed Inglese con quest'ultimo che ha reclamato invano un rigore al fotofinish. Con il senno di poi si ridimensiona anche la vittoria con la Vis Pesaro del debutto, forse troppo incensata dato il valore dell'avversario. Se fra le squadre retrocesse dall’ultimo campionato di serie B il Pescara è quella con meno punti fatti dopo le prime quattro partite qualcosa vorrà pur dire, anche se sulla carta la squadra allestita è in grado di competere per la promozione diretta. Mister Buscè nei prossimi 180' si gioca tanto, forse tutto.

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