Prima squadra

Insigne: "Offerte da Lecce ed esterno. ho scelto la Samp perchè..."

26.07.2026 00:01

 Lorenzo Insigne è tornato a parlare. Il talento scoperto da Zdenek Zeman e Peppino Pavone, andato via da Pescara tra le polemiche da qualche settimana dopo i fatti non ancora chiariti di Padova e dopo una scottante retrocessione, a Il Secolo XIX ha raccontato alcuni retroscena. ma non ha mai citato il Delfi no e la possibilità di una sua permanenza in C in biancazzurro…«Avevo offerte dall’estero, ma dopo l’esperienza di tre anni e mezzo a Montreal, e con i figli che crescono, non mi andava più di viaggiare. Ho avuto mezze chiamate da squadre di B, ma non mi stuzzicavano. Qualche chiacchierata in A, vedi Lecce. Ma poi si andava per le lunghe e io avevo voglia di ripartire dal ritiro. E quando il mio agente mi ha chiamato per dirmi della Samp, gli ho detto vai avanti. Al di là della categoria, ho scelto la storia. Il valore del club. Ce la metteremo tutta», le sue parole. «Ho concordato con Corradi e con lo staff sanitario questa preparazione graduale. Per non cominciare subito con carichi importanti e per arrivare al meglio a una condizione super top per inizio campionato. Non sono più un ragazzino… A Pescara non ho giocato solo le prime partite, perché sono arrivato dopo mesi che mi allenavo da solo. Ma poi una volta ripresa la condizione le ho disputate tutte. Coppa Italia? Ci sarò, o meglio sarò disponibile. Ora ho questi colori addosso e lotterò per dare una soddisfazione ai tifosi, se la meritano. Sono quattro anni che stanno soffrendo e nonostante tutto sono sempre al fianco della squadra. Una tifoseria così in B non ce l’ha nessuno. Qualche compagno mi ha raccontato delle emozioni che si provano entrando in campo a Marassi quando tutto lo stadio canta Lettera da Amsterdam… non vedo l’ora. So cercando di spronare i compagni, anche se sono appena arrivato, fargli capire la fortuna di giocare in questa piazza. Spero di riuscire a trasmettere la voglia che ho. Il nostro è, chiamiamolo, lavoro, ma alla fine è un piacere. Io vengo da una piazza, Napoli, da 90.000 persone allo stadio, lo so che tanti giovani magari non sono abituati a certe pressioni, però devono stare leggeri. Più la vivi con pesantezza, più non ti riesce nulla. Ogni volta che usciremo dal campo dobbiamo dare tutto. La squadra deve trasmettere la passione ai tifosi. Ho 35 anni. Come ho detto a Corradi, Branco e a Fredberg quando ci siamo sentiti prima di firmare, la categoria non mi interessa, io vengo per aiutare la squadra. Ma da solo non posso fare niente. Anche se sono Insigne, campione d’Europa, che ha vinto qualcosa con il Napoli, sono uguale ai miei compagni. Non entro nello spogliatoio e dico “ciao sono Insigne” e mi giro dall’altra parte. Ho bisogno di loro per fare determinate prestazioni e gliel’ho detto pure. So che avete bisogno di me, ma io ho bisogno di voi. Io parlo tanto con tutti e anche in campo, mi basta uno sguardo. Se alzo la voce non è per litigare, ma per la squadra. A me non va di fare brutte figure, tanto meno qui. Sennò me ne stavo a casa. Io la mia carriera l’ho fatta. Ma quando ha chiamato la Samp non ci ho pensato 2 volte».

 

Cassano e Quagliarella?

«Due grandi amici. Si sono messi a mia disposizione per qualunque cosa. Antonio mi ha fatto qualche battutina delle sue, che alla Samp il re è lui e io resto il vice re. Ma che se porto la squadra in A allora saremo tutti e due re. Lui ha fatto la storia del club, come Fabio. Io ero in campo quando fece al Napoli quel gol di tacco… sono stato suo compagno di camera in Nazionale. Carriera esempio per ogni calciatore».

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