Prima squadra

Brugman e Insigne, quale futuro?

Il punto aggiornato

20.05.2026 07:58

E se la storia d'amore tra Gaston Brugman e il Pescara non fosse finita qua? L'ipotesi di una permanenza del playmaker sudamericano anche in Lega Pro, molto suggestiva ed affascinante, al momento resta difficile ma non è del tutto impossibile, anche perchè i primi segnali all'indirizzo del giocatore sono già partiti. Siamo solo alle schermaglie iniziali e non c'è stato ancora un vero e proprio contatto tra le parti con proposta, d'altro canto i campionati devono ancora finire ed è presto per impegnarsi, ma al centrocampista è stato fatto sapere che il club non ha alcuna preclusione a mantenerlo in organico e a renderlo centrale nel progetto di rinascita del Delfino. Anche Marco Verratti avrebbe fatto sapere al giocatore e al papà-manager Andreas che vorrebbero fare di Brugman l'emblema e il simbolo del nuovo corso. Al di là delle questioni economiche legate ad un ingaggio che di base non è in linea con i parametri della C, per convincere il regista nato in Uruguay serve una proposta di un contratto pluriennale, almeno di durata biennale, e poi la promessa di essere inserito nei quadri tecnici del club per iniziare la carriera da allenatore una volta appesi i fatidici scarpini al chiodo. Brugman a settembre compirà 34 anni, dunque il prossimo è l'ultimo contratto importante da calciatore che siglerà e deve monetizzare al massimo, oppure deve avere garanzie certe per il futuro e la sua nuova carriera. Da quel che filtra Brugman non ha preclusioni a giocare in terza serie, pur avendo dimostrato di essere ancora un giocatore che in serie B fa la differenza. A Pescara è legatissimo e messo al centro di una programmazione seria e ambiziosa prenderebbe in grossa considerazione l'ipotesi. D'altro canto è arrivato in riva all'Adriatico giovanissimo, nell'estate 2012 su intuizione dell'allora direttore sportivo Daniele Delli Carri, e salvo 6 mesi a Grosseto e un anno in prestito a Palermo è rimasto in biancazzurro fino al 2019, diventando il capitano e legando indissolubilmente il suo nome alla squadra prima di spiccare il volo. Riuscire a trattenere Brugman sarebbe la certificazione delle ambizioni pescaresi e potrebbe avere un ruolo anche nel provare a convincere Lorenzo Insigne, che pure la maggioranza dei tifosi non vorrebbe vedere più con la maglia Pescara, a restare in C. Diciamolo subito: nel calcio mai dire mai, ma da Monza, Sassuolo e Avellino qualche segnale all'indirizzo di “Lorenzo Il Magnifico” è partito già da qualche giorno e resiste sempre il sogno di tornare a Napoli, anche al minimo federale. L'ipotesi che il suo vecchio mentore Maurizio Sarri possa tornare sulla panchina del Ciuccio al posto di Antonio Conte depone a favore dell'affascinante matrimonio bis all'ombra del Vesuvio. E Insigne si sente ancora un calciatore che può dare tanto ai piani alti del calcio italiano e non uno destinato di qui a breve a percorrere il viale del tramonto, nonostante a giugno saranno 35 le candeline da mettere sulla torta di compleanno. In ogni caso a Pescara da parte della società ci sarebbe il desiderio di mantenere il fuoriclasse partenopeo e tanto Sebastiani quanto Foggia non ne hanno fatto mistero nei giorni scorsi, a margine del torneo di padel al Porto Turistico che ha coinvolto le vecchie stelle della serie A, da Bobo Vieri a Paolo Di Canio passando per Fernando Llorente, Vincent Candela e Christian Panucci. “Ho detto a Lorenzo che su quello che vuole fare lui per me non c’è nessun problema. Certamente saremmo non orgogliosi, ma di più se lui volesse veramente darci una mano a riprenderci qualcosa che ci appartiene”, le parole del presidente. “La nostra posta è aperta e sarà Lorenzo a decidere se restare o meno”, gli ha fatto eco il direttore sportivo. 

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