L'uomo mercato dei questa estate ha già la fila....
Di Nardo, il Miglior biancazzurro 2025-26, lascerà certamente Pescara
Non poteva che essere Antonio Di Nardo il “Miglior Biancazzurro” della stagione 2025-26. Il bomber da 14 gol e 4 assist in campionato, nonostante in estate fosse arrivato da svincolato con il ruolo di rincalzo, ieri mattina ha ricevuto il prestigioso riconoscimento ideato e organizzato da Paolo Minnucci e promosso dal periodico Cronache Abruzzesi (per lui anche 100 bottiglie di birra Land-Beer e altrettante di vino Bernardi). “Si tratta di un premio che mi gratifica e mi inorgoglisce”, le parole dell'attaccante, “un riconoscimento che voglio dedicare a me stesso perchè quando scendo in campo faccio di tutto per dare il massimo, tutto quello che sento e che ho dentro. Sono contento per il premio, vuol dire che nonostante l'epilogo della stagione ho fatto buone cose. Il lavoro fatto bene ripaga sempre, parlo a livello personale, ma fa davvero male non aver centrato l'obiettivo di squadra”. L'attaccante napoletano classe 1998 scrive così il suo nome nell'albo d'oro di una manifestazione che nelle sue 32 edizioni annovera tra i vincitori gente del calibro di Massimiliano Allegri, Giampiero Gasperini, Marco Verratti, Gianluca Lapadula e Federico Melchiorri, solo per fare qualche esempio. L'anno scorso, in una stagione di tenore ben diverso per i colori biancazzurri, ad essere insignito del titolo fu Matteo Dagasso con Alessandro Plizzari a ricevere il premio della critica. Ovviamente non si poteva non parlare dell'amarissimo epilogo dell'annata del Delfino. La retrocessione è una ferita ancora aperta e il suo pianto sconsolato a fine Pescara-Spezia tra le braccia di Gaetano Letizia ha fatto il giro del web. “C'era tanta amarezza e altrettanta delusione perchè abbiamo veramente provato a fare di tutto per riuscire in questa impresa della salvezza”, le sue parole, “e non essere riusciti a portare la barca in porto alla fine è stato bruttissimo. Dispiace tantissimo, perchè si era ricreato un grandissimo entusiasmo. Nonostante fossimo ultimi in classifica si era portata tantissima gente allo stadio, numeri da prime posizioni. Fa male non esserci salvati”. Il Benevento sta già facendogli la corte, ma anche Avellino, Sampdoria e altre di B sono sulle sue tracce: lasciare il Delfino è una certezza. “Girano voci di mercato, è normale, si vedrà. A Pescara ho ancora altri due anni di contratto, mi trovo bene, ma non dipende da me e sono ambizioso di carattere”, glissa. “Cosa è successo a fine campionato? Non è mai facile rincorrere, abbiamo fatto mesi a spingere forte per rimanere aggrappati. Poi a partire dalla partita con la Sampdoria c'è stato un crollo, anche perchè mantenere a lungo, per non dire sempre, quei ritmi non è facile. Padova? Io ero già uscito per infortunio, da fuori non si è capito molto. Ma c'erano buoni rigoristi, lo stesso Russo lo è. Si è sentito di calciare, è andata come è andata ma poteva sbagliare chiunque. Con la Sampdoria tirai io, avevamo già parlato in settimana con Insigne e mi aveva detto che me lo avrebbe lasciato per farmi fare più gol possibili. E lo ringrazio molto, perchè è un gesto che in pochissimi hanno fatto in mio favore durante il mio percorso calcistico: un gesto da vero leader”. Ovunque andrà, Di Nardo porterà Pescara e i pescaresi nel cuore. “Ho avuto sempre un buon rapporto con la tifoseria, peccato per come sia andata a finire ma vedere più di 15mila persone tifare senza alcun risparmio è davvero molto bello per un giocatore che ama questo sport. Di questa stagione mi porto dentro l'aver conosciuto persone eccezionali come i miei compagni, che mi hanno dato sempre fiducia, anche all'inizio quando magari non era facile, ma pure il presidente Sebastiani, il direttore Foggia e il mister”.

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