Prima squadra

Iacobucci: «Pescara, resterei a vita»

«Voglio chiudere la carriera nella mia città»

07.04.2022 00:01

Tra il sogno di finire nella sua Pescara la carriera e la speranza di tornare in B “in sella al Delfino”, Alessandro Iacobucci si è raccontato nel corso della trasmissione “A Cena con” in onda su Rete 8. «Sorrentino titolare? Nessun problema, io sono qui per dare una mano. Qualunque cosa decida il mister a me va bene e sono molto contento di aiutare Alessandro. E sapete cosa vi dico? Se continua così può davvero fare carriera, ha delle grandi qualità e soprattutto ha una tranquillità e una serenità che difficilmente si vedono alla sua età», le sue parole. Iacobucci è pescarese doc ma ha abbracciato la squadra della sua città solo dopo l’infortunio di Di Gennaro contro l’Olbia. «La scorsa estate il direttore mi fece una telefonata ma non andammo oltre anche se ci speravo tanto. Poi, quando mi ha richiamato sono rimasto con i piedi ben incollati a terra vista l’esperienza estiva. Alla fine la firma è arrivata ed eccomi qui». Esordio da brividi allo stadio Adriatico contro il Pontedera, dopo aver debuttato ad Ancona nel in biancazzurro, risultando decisivo in entrambe le circostanze. «Ma è normale amministrazione per me. Sono pagato per quello e sono contento di essermi fatto trovare pronto». 

Iacobucci ha parlato anche di futuro e in cuor suo ha una speranza grande così. «Non ho mai discusso il rinnovo con la società perché c’è tempo. Se mi farebbe piacere giocare qui anche il prossimo anno? Io resterei fino a fine carriera, cosa volete che vi dica…Ero un ultras e andavo sempre in curva. Avere i miei tifosi e quella curva alle spalle è un’emozione unica. Ma poi quando fischia l’arbitro penso solo a fare bene». Iacobucci ha lasciato l’Abruzzo e la Renato Curi Angolana a 16 anni per andare a Mantova e iniziare una carriera niente male. Ma il suo primo approccio con il calcio è stato senza guanti e maglia numero uno. «A Spoltore facevo il centrocampista. Ma avevo poca voglia di correre. Quindi iniziai a parare. Un anno indimenticabile? La vittoria del campionato di B con il mio esordio a Bergamo contro l’Albinoleffe. Era il Siena di Conte e davanti a me avevo Coppola e Farelli. Il mister? Aveva un carisma unico. Mi ha insegnato tanto». Iacobucci infine dà uno sguardo ai play off. «Possiamo e dobbiamo dire la nostra. Favoriti? Chi tra Modena e Raggiana farà secondo avrà tante possibilità. Ma occhio al Catanzaro». 

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