Prima squadra

Verso il primo big match dell'anno

Domenica c'è il Ravenna di Mandorlini

04.09.2026 07:01

A Pescara è già tempo di Partitissima e forse non è un bene. Domenica alle ore 18, allo stadio Adriatico-Cornacchia, sarà di scena quel Ravenna di Andrea Mandorlini che in molti addetti ai lavori accreditano come una potenziale candidata alla promozione diretta e che ha approcciato benissimo la stagione, forte di un mercato sontuoso a corroborare una base di squadra già di primo livello. Il Delfino è invece ancora un cantiere aperto, che ha avuto solo ad inizio settimana gli ultimi, ma preziosissimi, mattoncini per consentire a mister Antonio Buscè di erigere la sua costruzione. Sarebbe stato probabilmente meglio affrontare il big match più in là nel tempo, senza emergenza difensiva e con le alchimie tattiche già ben impostate ed oliate, ma nessuno si può scegliere il calendario e bisogna ovviamente fare di necessità virtù. Di certo settembre è un mese che dirà già tanto sulle potenzialità dei biancazzurri, che hanno di fronte cinque partite delle quali tre assai complicate (Ravenna, Atalanta e Spezia), anche se la prima e l'ultima saranno davanti al pubblico amico, che sotto il profilo della campagna abbonamenti ha risposto a sorpresa benissimo, sottoscrivendo 1.1892 tessere (sul fronte opposto, il Gos non ha adottato provvedimenti relativamente alla tifoseria del Ravenna, che pertanto potrà partecipare alla trasferta). Settembre si apre con la sfida al Ravenna e si chiuderà con il super match contro lo Spezia, replay dell'ultima, infausta giornata dello scorso campionato. Ma stavolta le due squadre non si giocano una disperata salvezza bensì il platonico titolo di squadra da battere di un Girone B di Lega Pro che ha anche nello stesso Ravenna e nella Reggiana due compagini destinate a recitare un ruolo di assolute protagoniste nella lotta al vertice. Il Pescara, però, deve pensare solo alle questioni di casa propria e deve archiviare al più presto la debacle di Forlì, contro una squadra che mercoledì in Coppa Italia di categoria è stata eliminata proprio da un Ravenna che ha già trovato in Simone Rabbi il nuovo trascinatore. L'attaccante, prelevato al posto di Giacomo Parigi che ha scelto Pescara e non la squadra di Ronaldinho (a proposito: il fuoriclasse brasiliano sarà sugli spalti dell'Adriatico domenica?), ha regalato la prima vittoria in stagione al Ravenna nel giorno del debutto con una doppietta ed è diventato immediatamente l'idolo della tifoseria. Sarà lui l'osservato speciale numero uno di una retroguardia pescarese ballerina, che dovrà necessariamente trovare le contromisure adatte nonostante sia in totale emergenza, stante la squalifica di Pippo Pellacani e le probabili defezioni di Giorgio Altare e Gaetano Letizia. Serviranno filtro e protezione da parte di un centrocampo che ritroverà come mezzala Bilal Erradi, che mai come questa volta dovrà sdoppiarsi nell'interpretare con puntualità e sagacia le due fasi al pari dell'omologo di destra Luca Valzania. Starà poi a Filippo Guccione, l'unico a salvarsi in quel di Forlì, a dettare i tempi e il modo della manovra per innescare il tridente d'attacco dove ci sarà la più importante novità, ritorno tra i pali di Fiorillo a parte: il debutto al centro di Parigi, il fedelissimo di Buscè. Con il lancio tra i titolari dell'ex goleador di Rimini e Latina, Davide Merola tornerà ad occupare la corsia di destra con l'ex avellinese D'Ausilio sulla corsia opposta. Lorenzo Meazzi ed Andrea Ferraris, che di qui a brevissimo dovranno discutere del contratto in scadenza a giugno 2027, partiranno dalla panchina e saranno utilizzati, come in epoca Baldini, come “spaccapartite” se l'andamento del match dovesse richiedere l'inserimento di due funamboli di difficile lettura per le retroguardie avversarie. 

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