Prima squadra

Bjarnason: «Il Delfino nel cuore, torno a Pescara per la festa salvezza»

«Lo stadio Adriatico farà la differenza. A maggio sarò in città per brindare alla salvezza. Gli arrosticini? Me li spediscono»

16.04.2026 00:01

E chi se lo scorda il vichingo! L'islandese Birkir Bjarnason, 38 anni il prossimo 27 maggio, innamorato degli arrosticini e amatissimo dai tifosi biancazzurri, è tornato a parlare e lo ha fatto nei giorni scorse dalle colonne de -il Centro. Vediamo le dichiarazioni più interessanti rilasciare dal grande ex al quotidiano abruzzese:  

«I biancazzurriono migliorati tanto negli ultimi mesi, i risultati parlano chiaro: le cose vanno decisamente meglio ed è bello vedere dall’esterno il Pescara che vince le partite e risale la classifica».

È solo merito di Insigne? O c’è dell’altro?

«Io guardo spesso le partite dei biancazzurri. La presenza di Insigne è stata una scossa molto positiva per tutta la squadra. Ha qualità da grande campione, è ancora fortissimo e fa la differenza. Sì, penso che il suo arrivo ha cambiato tutto. In meglio».

L’estate scorsa, a 37 anni, ha deciso di smettere con il calcio giocato. Avrebbe potuto anche chiudere con la maglia del Pescara: ci aveva fatto un pensierino?

«Non c’è mai stato alcun contatto, anche perché avevo già deciso quindi non ho cercato niente. Il motivo? Inizio a essere un po’ vecchio, poi mi sentivo pronto per iniziare a fare altro. Volevo staccare, è stato il momento giusto. Vorrei proseguire la mia vita nel mondo del calcio, infatti ho iniziato il corso da direttore sportivo a Coverciano: dovremmo finire nei prossimi mesi e poi vedremo cosa verrà fuori. Per ora mi godo tempo libero con la famiglia, mia moglie e la mia bambina di due anni. Ho girato il mondo in questi anni e adesso è bello essere libero e stare vicino alle persone che amo».

Qualche settimana fa ha fatto visita all’Union Brescia, in pratica la sua eX squadra (il nuovo club di Lega Pro nato dopo il fallimento del Brescia). Le mancava troppo il campo?

«Abito ancora a Brescia, siamo rimasti qui per il momento: facciamo un po’ avanti e indietro tra Islanda e Italia. Alcuni dirigenti mi hanno invitato al campo a trovarli, è stato un piacere riassaporare un po’ quel clima. Spero di far visita, tra aprile o al massimo l’inizio di maggio, anche al Pescara. Magari per festeggiare la salvezza dei biancazzurri in città, sarebbe un sogno».

Lei è innamorato dei nostri arrosticini, li ha portati anche in Islanda. A Brescia dove li acquista?

«Me li faccio spedire da un’azienda di Città Sant’Angelo. Nel mio frigorifero non mancano mai».

Chiusura sull’Adriatico pieno.

«I tifosi di Pescara sono fantastici. Ricordo bene che mi sono stati sempre vicini, bravissimi con me dentro e fuori dal campo. Mi manca molto rivederli. Lo stadio pieno farà la differenza. Quel pubblico sa essere determinante, i giocatori lo sanno e lo sentono».

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