Prima squadra

Da Carneade a vice capocannoniere di B: la favola di Totò Di Nardo

Il bomber che non ti aspetti

04.04.2026 00:00

«Voglio solo raggiungere la salvezza con questa squadra, noi ci crediamo». Antonio Di Nardo è il volto nuovo della B, il Carneade diventato a sorpresa big a suon di gol, ma non pensa ai traguardi personali. La squadra viene prima di tutto. «Nell’ultimo turno abbiamo perso 4-2 contro l’Empoli, giocando tutta la partita in dieci uomini (a causa dell’espulsione di Gennaro Acampora al 13’ del primo tempo, ndr)., ma non molliamo: vogliamo rimanere in questa categoria. I tifosi sono eccezionali. Nei momenti più difficili ci hanno sempre supportato. Quando giochiamo in casa, l’entusiasmo è spettacolare. Chiedo ai tifosi di restare vicini alla squadra. Abbiamo bisogno di loro e faremo il massimo per raggiungere il risultato». A Pasquetta con la Reggiana è come una finale di Champions League. Il Pescara è ultimo con 29 punti, ma la zona salvezza è vicina: Sampdoria, Mantova e Padova, appena fuori dai playout, hanno 34 punti. La squadra ci crede, e con loro anche Lorenzo Insigne che ha deciso di tornare nella squadra che l’ha lanciato nel calcio dei grandi. Tra “Il Magnifico” e Totò il feeling è eccezionale: “È una grande persona a livello umano. Si è calato subito nella mentalità giusta, anche se non è abituato a lottare per salvarsi. Ci ha dato una mano dentro e fuori dal campo. Per noi è un leader. Ascoltiamo tutto quello che ci dice”. Il sogno del Delfino passa anche dai gol di questo bomber di provincia che va da 5 anni in doppia cifra ma sul quale nessuno aveva realmente puntato. La sua è una storia di resilienza e di ferrea volontà. Anche lui fa parte della classe operaia che alla fine riesce andare in Paradiso. «Ci sono stati momenti in carriera in cui mi sono visto sbattere la porta in faccia e ricevere dei “No”. Ho persino pensato di ritirarmi. e mi definisco un "bomber di provincia"? Non mi piacciono le etichette. In passato mi avevano definito come "quello che non segnava mai". E invece eccoci qui”. Vice capocannoniere di serie B, al primo vero anno in cadetteria e senza aver calciato nemmeno un rigore a differenza di Adorante (5) e S. Shpendi (1) che condividono la seconda piazza dietro Phjampaloi insieme a lui, a 27 anni ha vissuto già tante carriere in una. Dagli inizi a Latina con Vivarini, che ha poi ritrovato a Pescara, al 2023 con la Vastese e la retrocessione in Eccelllenza prima di risalire la china a forza di sacrifici e di gol. «Sono stati mesi difficili, ma se potessi parlare all’Antonio di tre anni fa gli direi di non cambiare nulla: la mia strada era già tracciata», ha raccontato al network di Sky Sport. Da Campobasso l'inizio della scalata. «Sono rimasto 2 anni lì, sono cresciuto molto. Quell’esperienza mi ha formato. Sono rientrato nel calcio professionistico in pianta stabile. Quando ero in D sognavo la B, e il primo obiettivo è stato raggiunto». Nulla è stato lasciato al caso. Da ann Totò è seguito da un nutrizionista e un personal trainer e, soprattutto, da un mental coach. Che è suo fratello Gianni, determinante nelle fortune del di Nardo jr. «Ha salvato la mia carriera. Sono andato avanti grazie a lui, stavo per mollare. Il fuoco dentro di me si stava spegnendo. Devo ringraziarlo per avermi dato una grande mano. Ora guardo tutti i minimi dettagli perché per me il particolare fa la differenza. Più sali di categoria e più devi stare attento». Il bambino che giocava per le strade di Napoli oggi è un centravanti affermato che ha una missione da compiere. La prima tappa è quella di Pasquetta a Reggio Emilia. «Ero un fan di Batman, è sempre stato il mio supereroe preferito. Per portare quel me bambino in campo ho deciso di esultare come lui, cercando di emularlo».


 

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Di Nardo: "Voglio solo raggiungere la salvezza con questa squadra, noi ci crediamo"
Cupello - Pescara 3-5