Prima squadra

Confronto: il Pescara di Oddo a -4 da quello di Zeman

22.11.2015 09:37

Paragonare squadre di epoche diverse è sempre difficile e spesso errato, ma sorge spontaneo. Specialmente quando le squadre in questione hanno un minimo comune denominatore: il bel gioco. Il Pescara di Zeman era travolgente ed ha portato a termine una cavalcata straordinaria, facendo parlare l’Europa intera del calcio champagne praticato in riva all’Adriatico dove albergavano tre campionissimi - Insigne, Immobile e Verratti – in grado di esaltare un collettivo coeso e che giocava a memoria. Il Pescara di oggi è definito da alcuni commentatori “un piccolo Barcellona”. Gioca bene, punta sui tocchi di prima e pratica una sorta di tiki-taka riveduta e corretta. E’ altrettanto redditizio il suo calcio, o quasi. Nel confronto dopo 14 giornate tra il Pescara di Oddo e quello di Zeman vediamo che il Delfino targato ZZ aveva 28 punti ed era terzo in classifica dietro Torino, poi promosso con i biancazzurri) e Sassuolo. Dunque + 4 rispetto al Pescara attuale. 9 vittorie, un pareggio e 4 sconfitte per il Pescara versione “Bohemian Rhapsody” in grado di siglare 33 gol (miglior attacco di quella B alla quattordicesima) e di incassarne 22 con un + 11 di differenza reti. Il Pescara di oggi ha 24 punti, è al quarto posto in classifica (a braccetto con il cesena, prossimo avversario di Oddo e soci) ma sembra avere ancora grossi margini di miglioramento. Lo score fino ad oggi è frutto di 7 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte con 21 gol all’attivo e 17 al passivo (+4 di differenza reti). Ad oggi il Pescara è a -4 dal secondo posto e a +5 dall’ultimo posto utile per i play off. Della squadra di Zeman sono rimasti in due. Sansovini in tempi non sospetti aveva detto: “Nessun paragone con la squadra di Zeman, sono squadre con giocatori diversi e con caratteristiche diverse. Abbiamo tantissima qualità ma non dobbiamo montarci la testa, ma mantenere l’umiltà. Pensiamo partita dopo partita, sperando di vedere lo stadio sempre più pieno”. Oggi anche Caprari “rifiuta” il paragone, ma trova un punto di contatto: “L’unità del gruppo”. E sappiamo – come ripete sempre Oddo – che con le individualità si vincono le partite, ma con il gruppo si vincono i campionati…  

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