Sliding doors (?)
Il commento
La speranza è che la vittoria di Livorno sia la svolta della stagione. Il successo del Pescara al fotofinish in terra di Toscana, a castigare oltremisura i padroni di casa e a premiare più dei meriti effettivi gli ospiti che hanno riscosso così un piccolo credito con la Dea Bendata, può essere davvero lo sliding doors del 2026-27 biancazzurro, tanto più che arriva all'inizio di un mese con impegni sulla carta abbordabilissimi per la truppa targata Antonio Buscè. All'Armando Picchi il Pescara ha vinto, ma certamente non ha convinto. Sono state anzi confermate tutte le problematiche viste nelle precedenti sette partite, ma riuscire a portarsi a casa tre punti pesantissimi e preziosissimi, strappati al minuto 97 quando già stavano scorrendo i titoli di coda sul film del match, non può che essere una bella iniezione di fiducia per il gruppo e una grossa boccata d'ossigeno per la classifica. Mister Buscè ha salvato la sua panchina, ma è consapevole che ha tanto su cui lavorare perchè onestamente la prestazione offerta dalla sua squadra non è stata all'altezza della situazione, ancora una volta. Il ritorno al 4-3-3, il modulo di inizio anno che era stato messo in naftalina durante l'assenza di Filippo Guccione in favore di un 4-2-3-1 che lasciava meno solo in avanti Giacomo Parigi, non ha prodotto gli effetti sperati. Nel primo tempo il Pescara, che ad onor del vero non ha corso il minimo rischio in fase difensiva, ha avuto il predominio del possesso palla, ma non è stato praticamente mai realmente pericoloso dalle parti di un Martinez rimasto sostanzialmente inoperoso. Tanti, troppi gli errori in fase di rifinitura di una squadra che comunque ha palesato poche idee e che, come al solito, ha provato a vivere sulle invenzioni estemporanee degli esterni e sulle aperture con il il contagiri di Guccione. Apprezzabile la verve di Bilal Erradi, uomo-ovunque che, seppur talvolta confusionario, è sempre stato una potenziale spina nel fianco per la banda Lucarelli. Nella ripresa, invece, per Luca Valzania e compagni è stata una partita di totale sofferenza, dovuta alla crescita degli amaranto che con un paio di accorgimenti tattici e un paio di sostituzioni hanno via via preso campo e messo alle corde un Delfino incapace di orchestrare transizioni offensive degne di nota. C'è voluto il miglior Vincenzo Fiorillo per mantenere la porta dannunziana inviolata e la partita in equilibrio, sui binari di uno 0-0 che sarebbe stato sostanzialmente anche giusto nonostante siano state di marca labronica le grandi occasioni del match. Il grande merito dei biancazzurri è stato quello di averci creduto fino alla fine e di non aver speculato al minuto 97 su una punizione che altre squadre avrebbero gestito diversamente. La voglia di provarci anche all'ultimo respiro è stata premiata dal pesantissimo gol di Jacopo Sardo, al suo primo sigillo tra i professionisti, su calcio franco battuto da Gaetaano Letizia. Il giocatore scuola Lazio si è fatto così perdonare il grave errore commesso con lo Spezia, che gli era probabilmente costato la titolarità all'Armando Picchi. Il Pescara è la squadra che fin qui ha trovato gol con più calciatori differenti in campionato: Sardo a Livorno è stato il nono giocatore diverso ad aver segnato una rete in queste prime 8 gare del torneo 2026-27 ed è sicuramente una buona notizia in un periodo di oggettiva difficoltà anche dal punto di vista realizzativo per la truppa. In attesa che si sblocchi bomber Giacomo Parigi – che con appena 2 gol è il miglior marcatore della squadra - a tenere a galla il Delfino sono le risorse extra, in particolare quella che è già stata definita nelle scorse settimane la cooperativa del gol.

Commenti