Una rondine non fa primavera
L'analisi
A CURA DI MATTEO SBORGIA
A Livorno è arrivata una vittoria(la terza stagionale) inaspettata ma certamente di inestimabile valore. Un successo che di fatto salva la panchina di Buscè ma non cancella problemi, criticità e perplessità. E non potrebbe essere altrimenti. La risolve al ‘97 Sardo, nell’occasione magistralmente assistito da Letizia. E' andata di lusso al Pescara che viola il Picchi anche e soprattutto grazie alla Dea bendata che stavolta arride ai biancazzurri. Nel calcio, del resto, serve anche un pizzico di fortuna. Da salvare a parte il risultato poco o nulla. Gli adriatici continuano a non avere un'identità, un'impronta riconoscibile e caratterizzante. Tutto o quasi si basa sulle giocate dei singoli, spesso i lanci lunghi la fanno da padrone nello sviluppo della manovra in cui manca uno spartito preciso da seguire. La squadra sovente rimane lunga e i raparti finiscono per non essere compatti. La prima frazione giocata contro gli amaranto è stata caratterizzata da un possesso palla sterile e infruttuoso da parte dei dannunziani che non hanno praticamente mai impensierito Matinez. Nella ripresa, invece, gli uomini di Lucarelli prendono campo impensierendo in almeno quattro occasioni il Delfino. Solo gli interventi di un super Fiorillo(al debutto bis in maglia biancazzurra) evitano la capitolazione agli uomini di Buscè. Da evidenziare i cambi del trainer partenopeo: ottimi gli ingressi di Meazzi, Gatto e Sardo. Tornando al successo contro i labronici, per carità bene aver conquistato i tre punti su un campo difficile in cui il Livorno non perdeva da marzo, ma guai a pensare che il successo colto in Toscana risolva tutte le criticità che ancora oggi attanagliano la squadra. Il cammino del Pescara è ancora alquanto deficitario e una rondine non può fare primavera. Questo deve essere chiaro a tutti. Poi, si sa, vincere aiuta a vincere: la speranza è che vittoria di Livorno sia quella della svolta, la scintilla in grado di riaccendere il Delfino. Tuttavia, solo il tempo dirà se sarà davvero così. Al momento l'unica certezza è che Buscè deve ancora lavorare tanto per correggere il tiro e ripotare gli adriatici in carreggiata.
FOTO: PESCARA CALCIO - MUCCIANTE

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