Venerdì thrilling tra fede, speranza e giochi di incastri
Vincere è la base ma non può non bastare
Il clima a Pescara resta pesante anche nella settimana più importante dell'anno, quella che determinerà il destino del Delfino. Gli strascichi del post Padova, con le polemiche per il rigore calciato e sbagliato da Flavio Russo, continuano a farla da padrona nella tifoseria, che non ancora perdona a Lorenzo Insigne (e, in subordine, agli altri senatori di non essersi assunti la responsabilità della battuta e al tecnico Gorgone di non aver preso posizione) di non essersi presentato sul dischetto. Dopo le dichiarazioni a fine partita dell'allenatore e il post social del giocatore che avevano acceso la miccia, nello spogliatoio (da ieri allenamenti rigorosamente a porte chiuse) c'è stato un chiarimento ma la novità sulla questione è stata la presa di posizione del presidente Daniele Sebastiani in televisione. “Lorenzo non merita questo accanimento”, le sue parole, “ha giocato dopo aver preso tre Toradol e poi è voluto comunque restare in campo dopo il rigore per dare una mano nonostante il dolore al ginocchio. Lorenzo a gennaio è venuto subito a darci una mano e non l’ha fatto per soldi. Non mi toccate Insigne e Brugman, che sono venuti a Pescara pur avendo altre possibilità. Chiedo una cosa ai nostri straordinari tifosi: non abbandoniamo questi ragazzi venerdì, restiamo tutti compatti. Ci metteremo tutto. Ho parlato alla squadra e al mister: un rigore si può sbagliare, la partita di venerdì no”. Il pubblico ieri nel primo pomeriggio di vendita dei biglietti ha già risposto alla grande, polverizzando in un batter d'occhio i tagliandi per la Curva Nord e quelli per la Tribuna Majella perchè in effetti la partita con lo Spezia è determinante, ma vincerla senza risultati benevoli dagli altri campi non basterebbe ad agganciare il treno playout. La situazione di classifica, infatti, è abbastanza complicata e gli incastri per consentire al Pescara di raggiungere gli spareggi salvezza sono complicati da realizzarsi, anche se non del tutto impossibili. Ma andiamo con ordine. Il Pescara è ultimo a quota 34 punti a braccetto con il suo prossimo avversario, lo Spezia, e con la Reggiana, contro la quale vanta il vantaggio negli scontri diretti, e questo terzetto si trova a tre lunghezze dal Bari, oggi la diciassettesima in graduatoria e seconda partecipante ai playout che si terranno il 15 e il 22 maggio (il Delfino anche contro i Galletti ha il vantaggio nella classifica avulsa in caso di arrivo a pari punti). Due lunghezze più su del Bari, dunque a quota 39, c'è la Virtus Entella, al momento l'altra partecipante agli spareggi, la sedicesima in classifica che in virtù di questo piazzamento giocherebbe il match di ritorno in casa e avrebbe anche la possibilità di mantenere la categoria qualora persistesse la parità assoluta dopo i 180 minuti di sfida. Il Pescara, insomma, per staccare il pass playout deve battere lo Spezia, che però versa nelle medesime condizioni dei biancazzurri e dunque scenderà all'Adriatico per vincere, e sperare che il Bari perda a Catanzaro, contro una squadra che già da due giornate non ha nulla da chiedere al campionato e che ha dunque già la mente proiettata ai playoff. Ma anche se si realizzasse questo incastro, da solo potrebbe addirittura non bastare. Per consentire la disputa dei playout il distacco tra quartultima e quintultima non deve essere superiore ai 4 punti e per tale motivo non deve vincere almeno una tra Entella, SudTirol ed Empoli. I liguri ospitano la Carrarese, gli altoatesini di Fabrizio Castori, che hanno 40 punti come l'Empoli, ricevono la Juve Stabia mentre i toscani saranno di scena a Monza. Sarà un venerdì thrilling dove il più piccolo incastro può spostare i destini di qualcuno.

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