Una polveriera da disinnescare nella settimana più importante
Gli strascichi del post Euganeo...
Polemiche, veleni e rimpianti. Il clima a Pescara dopo la sconfitta di Padova e la vicenda del rigore calciato e sbagliato da Flavio Russo, il più giovane del lotto, è a dir poco esplosiva e di certo non è il miglior viatico possibile in vista della partita da vincere a tutti i costi, quella con lo Spezia di venerdì, e che da sola non basterebbe comunque a garantire i playout dato che serviranno incastri propizi in altre partite (a partire da Catanzaro-Bari, ma non solo). A più di 48 ore dall'infausto epilogo del match dell'Euganeo la tifoseria è ancora inferocita, basta fare un giro sui social per leggere i numerosissimi post sull'argomento rigore che continuano ad invadere il web. La tifoseria organizzata non ha preso posizione, come era lecito attendersi, ma i singoli tifosi hanno individuato in Lorenzo Insigne il principale responsabile della sconfitta di Padova. E poi negli altri senatori del gruppo, da Gaston Brugman a Giacomo Olzer, passando per Fabrizio Caligara, Gaetano Letizia e Luca Valzania, tutti giocatori che non avrebbero dovuto consentire a Russo di presentarsi dagli 11 metri contro l'ex Sorrentino. Ma per il popolo pescarese era in primis Insigne, il capitano e uomo maggiormente rappresentativo, a doversi incaricare della battuta del calcio di rigore dell'anno, quello che poteva valere da solo un'intera stagione, e non altri. Eppure Insigne in stagione già in un'altra circostanza aveva deciso di non presentarsi sul dischetto per la battuta di un penalty quasi altrettanto importante. Era la partita interna con la Sampdoria di metà aprile, quando il giocatore napoletano decise di lasciare l'incombenza ad Antonio Di Nardo. Baciò il pallone e lo consegnò al compagno, che con freddezza lo mise alle spalle del blucerchiato Martinelli per il momentaneo vantaggio pescarese che poi, grazie a 10 minuti finali di assoluta follia, venne cancellato e trasformato in una dolorosissima sconfitta. All'epoca nessuna polemica, anzi venne lodato il gesto in favore del compagno che cercava di scalare posizioni nella classifica cannonieri, a differenza di oggi. Inevitabilmente. Venerdì scorso erano troppo importanti il momento e la partita per lasciare la battuta ad un giovane, oltretutto utilizzato finora con il contagocce, come Russo, anche se poi a ben vedere solo in Italia un classe 2004 non è ancora considerato un giocatore fatto e finito e un anno fa i coetanei Brando Moruzzi ed Antonino De Marco furono tra i rigoristi della lotteria thrilling nella Finalissima playoff dell'Adriatico contro la Ternana. E in quella circostanza, davanti a 20mila cuori biancazzurri, probabilmente la sfera pesava ancora di più di quella di Padova. Comunque sia, la tifoseria è dalla parte di Russo, che a differenza dei compagni ha avuto il coraggio e la personalità di assumersi una gigantesca responsabilità, e di certo non dalla parte di mister Giorgio Gorgone, l'altro colpevole individuato perchè - a detta dei tifosi – non è stato in grado di decidere il rigorista, in questo lasciato solo anche dal direttore sportivo Pasquale Foggia (non parla da fine mercato, dovrebbe metterci la faccia…) E proprio al tecnico è sembrato essere stato rivolto lo scritto social di Insigne a caldo dopo la partita, a testimonianza di una frattura all'interno dello spogliatoio che va immediatamente risanata perchè è troppo importante ritrovare almeno il minimo sindacale di serenità per preparare la sfida ad uno Spezia che versa praticamente nelle stesse condizioni del Delfino. In società nessuna presa di posizione ufficiale e nessun comunicato sulla vicenda e forse è anche giusto così perchè i panni sporchi si lavano in famiglia e gli scontri devono restare nella sacralità dello spogliatoio. Ma la tifoseria chiede chiarezza, una volta per tutte. L'avrà mai?

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