Prima squadra

Russo, Insigne e Gelsi: quando un rigore cambia il destino di una stagione

E forse la storia di un club

03.05.2026 07:06

Le lacrime di Lorenzo Insigne al triplice fischio di Padova-Pescara sono la più chiara immagine della situazione attuale e, forse, anche il presagio di quel che sarà il destino biancazzurro. La sconfitta di venerdì allo stadio Euganeo, al termine di una partita strana e che ha avuto un finale thrilling che nemmeno James Patterson avrebbe potuto pensare così assurdo e beffardo, spinge il Delfino verso la Lega Pro e lascia un vespaio di polemiche che rende già la marcia di avvicinamento alla partita dell'Adriatico contro lo Spezia una vera polveriera. Dopo aver praticamente regalato il primo tempo ad un avversario che comunque non ne aveva approfittato, limitandosi a fare il minimo sindacale, nella ripresa, pur palesando una condizione fisica non più brillante come qualche settimana fa, i biancazzurri hanno provato a prendere in mano le redini del match, aumentando i giri del motore ma senza creare i reali presupposti per sbloccare una partita che sembrava ormai incanalata verso un pareggio per 0-0 che avrebbe forse accontentato tutti. Poi al 79' lo sliding door della partita e probabilmente della stagione pescarese. Richiamato dal Var, l'arbitro Giuseppe Collu della sezione di Cagliari ha assegnato, tra le protese venete, un calcio di rigore in favore del Delfino per trattenuta dell'ex pinetese Lorenzo Villa su Flavio Russo, entrato al 20' del primo tempo al posto dell'infortunato Antonio Di Nardo. Sul dischetto ti aspetti di vedere Lorenzo Insigne, il capitano e uomo più rappresentativo, oppure Gaston Brugman, Giacomo Olzer, Fabrizio Caligara o altri senatori, e invece si è presentato lo stesso Russo, classe 2004 che si è fatto ipnotizzare dall'ex Sorrentino e ha gettato alle ortiche la ghiottissima possibilità di lanciare il Delfino verso la salvezza. “Non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia”, cantava Francesco De Gregori e in effetti non si devono dare troppe responsabilità a Russo, che ha avuto gli attributi e la personalità di incaricarsi della battuta di un penalty che poteva valere tutta la stagione, a differenza di compagni ben più esperti e celebrati. E tra questi è entrato nell'occhio del ciclone Lorenzo Insigne tra tutti, per i tifosi passato da eroe a capro espiatorio in un batter d'occhio. Il giocatore, evidentemente colpito dalle accuse social ma anche da qualche dichiarazione post gara che non gli è piaciuta, sul suo profilo Instagram ha fatto sapere il suo pensiero. “Sinceramente sono basito dalle dichiarazioni apprese nel post partita, dalle quali mi dissocio completamente, riguardo al rigore non tirato. Chi vive lo spogliatoio ogni giorno sa bene che certe decisioni nascono in un contesto preciso, fatto di rispetto, responsabilità e dinamiche di squadra che meritano di essere comprese prima di essere giudicate pubblicamente. Mi dispiace leggere parole che rischiano di creare confusione tra noi e soprattutto tra voi tifosi, che meritate chiarezza e verità. Da parte mia, ho sempre messo e continuerò a mettere il bene della squadra al primo posto, senza esitazioni”. Parole dure, che sembrano segnare una frattura netta e profonda proprio nella settimana più importante, quella che culminerà con la sfida allo Spezia che andrà assolutamente vinta, sperando al contempo di ricevere buone notizie dagli altri campi. Non è la prima volta che un calcio di rigore segna l stagione del Pescara e ne muta sostanza, prospettive e, forse, anche le possibilità future. Nel 1999, i meno giovani lo ricordano perfettamente, in Pescara-Reggina lo specialista Michele Gelsi, uno che ha scritto pagine di storia del Delfino, nello scontro diretto per la Serie A fallì la realizzazione dagli 11 metri che spianò ai calabresi la strada verso la massima serie, dove alla fine in effetti approdarono per restarci a lungo a differenza di un delfino che dovette aspettare il 2011-12 per tornarvi. Oggi il timore è che il rigore fallito da Russo possa cambiare il futuro del Delfino, in tutto e per tutto. Un conto è stare in B, un altro tornare nell'Inferno della Lega Pro dopo un solo anno. Il Pescara non è più artefice del proprio destino, deve fare il suo e sperare in un regalo dal Catanzaro che non deve lasciare punti al Bari per provare a salire sul treno playout.

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